Tasso BCE Mutui: Storico e Previsioni – Guida Completa

Quando parliamo di tasso BCE sui mutui, anche sulle riviste specializzate la confusione sembra regnare sovrana e si affastellano definizioni poco chiare che contribuiscono al caos di informazioni finanziarie che raggiungono chi non è un esperto delle questioni.

Oggi affronteremo, al fine di redimere una volta per tutte la questione, il tema di cui sopra, cercando di comprendere cosa sia il tasso BCE sui mutui, se effettivamente ne esista uno, come prevederne i movimenti e come comprendere le ripercussioni che questo possa avere rispetto al mutuo che abbiamo acceso o che stiamo per accendere.

Lo faremo al fine di ricostruire uno storico e di fare delle previsioni per il futuro, per quanto ovviamente ciò sia possibile.

Non esiste un tasso BCE Mutui

La prima questione da affrontare riguarda la definizione stessa del problema. Non esiste nel momento in cui vi scriviamo un tasso BCE mutui, ovvero la BCE non si preoccupa di fissare quali siano i tassi di riferimento per il mercato di questa particolare categoria di prestiti finalizzati.

Questo però non vuol dire che chiunque parli di tasso BCE mutui sia in errore, si tratta infatti della traslazione dei tassi di interesse stabiliti dalla BCE in senso generale e applicati per le erogazioni verso le banche, che per i meccanismi che andremo a descrivere tra pochissimo, sono rilevanti per determinate categorie di prestiti.

I prestiti a tasso variabile e i tassi BCE

I tassi BCE mutui sono una definizione gergale che indica i tassi praticati dalla BCE nei confronti delle banche, che vengono appunto definiti come tassi mutui in quanto il loro valore concorre a stabilire il tasso di interesse applicato per i mutui a tasso variabile.

Cosa sono i mutui a tasso variabile?

I mutui a tasso variabile sono una particolare categoria di mutui le cui rate di rientro vengono calcolate aggiornando il tasso di interesse a scadenze prefissate (3 mesi, 6 mesi o un anno).

Il tasso di interesse che viene applicato ai mutui a tasso variabile è calcolato direttamente dal tasso imposto dalla BCE, al quale viene aggiunta una differenza, che poi costituisce il vero profitto della banca.

Per chi volesse andare a stipulare una qualunque forma di prestito a lungo termine a tasso di interesse variabile, si può considerare dunque il tasso BCE come effettivamente un tasso BCE sui prestiti, anche se suddetto tasso viene determinato dalla BCE non solo per redimere le questioni che riguardano i mutui, ma per situazioni e operazioni interbancarie più complesse, che non possono però essere oggetto di questa trattazione.

Quando viene stabilito il tasso BCE?

Non si tratta di un tasso che viene aggiornato quotidianamente: la BCE infatti lo aggiorna con delle sedute specifiche e non periodiche, che tra le altre cose potrebbero non avere luogo nel caso in cui la Banca Centrale Europea non dovesse ravvisare motivi per modificare il tasso in questione.

I mutui a tasso fisso e l’inesistenza del Tasso BCE

Per quanto riguarda invece i mutui a tasso fisso, questi non sono assolutamente vincolati a quelli stabiliti dalla BCE e sono determinati invece da due componenti stabilite esclusivamente dai mercati. Abbiamo infatti:

  • Il tasso EurIRS, che è un tasso medio tra quelli applicati dalle banche private principali europee sui contratti di swap sugli interessi
  • Lo spread applicato dal singolo istituto bancario

Nel caso in cui dunque volessimo stipulare quello che è un mutuo a tasso fisso, il cosiddetto (e inesistente, come abbiamo detto poco sopra) tasso mutui BCE non ci interesserà in alcun modo.

Le componenti che portano alla determinazione infatti del tasso BCE e EurIRS sono molto diverse tra loro:

  • il tasso BCE viene determinato in assoluta autonomia dalla Banca Centrale Europea ed è un importantissimo strumento di politica monetaria ed economica. Tramite le modificazioni di questo tasso si cerca infatti di modificare la propensione delle banche al credito, il tasso di investimenti e molte altre variabili che contribuiscono alla situazione economica dell’area euro. Si tratta di un valore che viene fissato dunque a tavolino, per ottenere determinate conseguenze di carattere economico
  • Il tasso EurIRS o IRS invece viene calcolato facendo la media dei tassi interesse swap applicati dalle principali banche

Tra i due tassi dunque possono esistere differenze sostanziali e non è assolutamente detto che i due si muovano nella stessa direzione.

Il primo tasso è conseguenza e origine delle condizioni economiche dell’Unione, il secondo tasso invece è indice delle aspettative del mercato sulla stabilità dei tassi.

Per questo motivo il primo e il secondo potrebbero variare anche di parecchio, soprattutto in momenti in cui i mercati percepiscono grande incertezza sul fronte dei tassi di interesse.

...

Il tasso BCE è ai minimi storici

Quello che può ulteriormente interessarci nel corso di questa trattazione è il particolare momento storico che sta investendo i tassi BCE.

“Whatever it takes”, ovvero qualunque cosa sia necessaria. Sono state queste le tre parole più importanti mai pronunciate da un presidente della BCE, al momento Mario Draghi e sono state la garanzia data ai mercati della possibilità di ricorrere a manovre particolarmente estreme nel caso in cui questo fosse stato necessario, anche all’acquisto di titoli di stato di paesi in difficoltà (c.d. quantitative easing a cui rimandiamo per approfondire).

Sebbene la frase di Mario Draghi fosse però relativa alla situazione debitoria di alcuni stati membri, ha finito per riflettersi, per la sua importanza, anche sul mercato dei tassi, sia quelli stabiliti dalla BCE che quelli stabiliti dai mercati.

Con i primi bassi oltre ogni possibile immaginazione (si viaggia intorno allo zero ormai da parecchio tempo), i secondi stentano comunque a decollare, almeno fino a quando Mr. Draghi, autentico garante delle economie europee più disastrate, sarà in sella.

Per questo motivo le aspettative dei mercati hanno finito per uniformarsi alla calma assolutamente piatta dei tassi di interesse BCE, anche per tassi che invece sono in genere particolarmente mobili come l’EURirs, che come abbiamo visto poco sopra serve per determinare il tasso sui mutui a tasso fisso.

Questa situazione potrebbe non durare in eterno, anche se non supereremo presto questa particolare congiuntura economica, dove la BCE continua a drogare mercati asfittici con continue iniezioni di liquidità e tassi che, nel prossimo futuro, potrebbero seguire quelli giapponesi, ovvero diventare negativi.

Per chi vuole stipulare un mutuo si tratta di condizioni particolarmente favorevoli. I tassi BCE di riferimento sono molto bassi e chi ne ha la possibilità dovrebbe forse muoversi proprio adesso per acquistare un immobile di proprietà.

Se la banca vi parla di tassi BCE mutui, chiedete spiegazioni

Il consiglio con cui chiudiamo questa rassegna è quello di chiedere spiegazioni nel caso in cui la banca vi avesse parlato, per tramite dei suoi promotori, di tassi mutui BCE.

Come abbiamo ripetutamente scritto nel corso di questa guida, non esistono, e non esistendo la banca potrebbe riferirsi a valori diversi per genere. Prima di mettere la firma su un contratto impegnativo come quello di mutuo, meglio chiedere di essere chiari fino in fondo.

E le previsioni per i prossimi anni?

Al momento non c’è nulla che faccia pensare ad immediate crescite del tasso di interesse praticato dalla BCE. Almeno fio a quando la situazione economica della BCE continuerà ad essere così precaria, sarà fondamentale per la Banca Centrale Europea continuare a praticare tassi così bassi.

Sulle previsioni di lungo periodo invece, è particolarmente difficile esprimersi, soprattutto se dovessimo prendere come riferimento la lunghezza tipica di un mutuo, che nel nostro paese facilmente supera i 20 anni.

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mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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