Previsioni Euribor ed Eurirs 2018: Tassi d’Interesse e QE della BCE

Chi ha intenzione di accendere un mutuo oppure ne sta già pagando uno sarà sicuramente interessato alle previsioni circa i tassi d’interesse Euribor (a 1 mese, 3 mesi e 6 mesi) ed Eurirs che, lo ricordiamo per i non addetti ai lavori, sono alla base della quantificazione dei finanziamenti a tasso variabile o a tasso fisso.

Cosa c’è da attendersi nei prossimi anni sul mercato dei mutui?

Se siete alla ricerca di un mutuo prima casa conveniente o se state valutando un mutuo surroga, le informazioni contenute in questo articolo potranno sicuramente tornarvi utili ai fini della valutazione delle scelte da compiere per i prossimi anni.

Andiamo, quindi, a scoprire cosa si evince dai fattori che incidono maggiormente sugli indici Euribor ed Eurirs anche e soprattutto alla luce del noto quantitative easing attuato dalla BCE.

Se volete avere un’idea dell’andamento dei tassi e calcolare velocemente la rata che andrete a pagare, è disponibile il calcolatore gratuito di Affari Miei per valutare la convenienza delle soluzioni disponibili in questa fase.

Tassi d’interesse: cosa attendere per Euribor ed Eurirs? 

Il Quantitative easing della BCE sta ormai caratterizzando da tempo gli scenari che commentiamo quotidianamente: non è un caso che gli indici Euribor ed Eurirs sono ai minimi storici.Previsioni Euribor e Eurirs: andamento tassi mutui

Lo scorso 3 dicembre 2015 Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea, ha annunciato che la misura proseguirà ancora ed andrà oltre la scadenza inizialmente fissata per settembre 2016.

Con ogni probabilità, quindi, l’intervento si estenderà fino al 2018, incidendo non poco sui tassi d’interesse sia dei mutui che, di riflesso, degli investimenti per così dire sicuri.

Tra l’altro, aggiungiamo, lo scorso 10 marzo 2016 Mario Draghi ha sorpreso tutti incrementando il quantitative easing di 20 miliardi mensili: la BCE acquisterà, oltre ai titoli di stato i cui rendimenti sono ormai prossimi allo zero per i Paesi più solidi, anche le azioni di aziende non finanziarie.

La misura straordinaria in corso ha lo scopo di stimolare nuovamente il mercato immobiliare, per anni avvolto da una spirale tutt’altro che positiva, e di dare una spinta ai consumi, fermi negli anni della crisi.

Come sottolineato nel nostro osservatorio aggiornato sulle compravendite, la situazione italiana nel corso del 2015 si è caratterizzata per una ripresa nell’erogazione dei mutui ed una crescita delle vendite legata soprattutto a quest’ultimo aspetto.

Gli esperti, infatti, rimarcano che gli italiani stanno riprendendo a comprare casa – e secondo noi riprenderanno in maniera ancora più consistente – perché i mutui vengono concessi più facilmente.

Il governo dichiara, in maniera piuttosto subdola e priva di logica, che ciò è legato alla riforma del mercato del lavoro che ha introdotto i nuovi contratti a tutele crescenti (a tempo indeterminato, ma di cosa?): in realtà si tratta di una bufala bella e buona che ogni individuo dotato di un barlume di ragione può cogliere.

Le banche stanno concedendo più mutui semplicemente perché gli conviene: l’intervento della BCE tiene i tassi bassi, comprare titoli di stato non conviene più agli istituti come una volta e, di conseguenza, occorre tornare a prestare il denaro.

Cosa dobbiamo attenderci, quindi, per il futuro?

  • I prezzi degli immobili continueranno a mantenersi bassi nel corso del 2017: a dicembre 2015 hanno toccato un nuovo minimo. La corsa ad indebitarsi delle famiglie potrebbe rilanciare le compravendite e, di conseguenza, far salire nuovamente i prezzi non appena chi deve vendere piazzerà lo stock che era fermo da anni. Signori, se non ve ne siete accorti, hanno ripreso a gonfiare la bolla immobiliare: fate attenzione a non farvela saltare in mano di nuovo nel lungo periodo!
  • I tassi, secondo diversi analisti, si manterranno bassi sicuramente fino al termine del quantitative easing e, probabilmente, anche dopo. Come si può vedere dalla figura che riportiamo al termine dell’articolo e che si aggiorna quotidianamente, il trend di Euribor a 1 mese, 3 mesi e 6 mesi è al ribasso e così anche per l’Eurirs che è importante nei mutui a tasso fisso. Strappare un mutuo a tasso variabile di breve durata, sebbene rischioso (e da noi sconsigliato se non avete le spalle forti), potrebbe essere vantaggioso in termini di interessi da pagare;
  • Vista la “corsa al mutuo” gli spread bancari, che incidono unitamente all’Euribor ed all’Eurirs, si manterranno bassi perché gli istituti si faranno concorrenza tra loro. Non ve ne siete accorti? Basta accendere la televisione per 10 minuti e sarete bombardati da spot a più non posso che vi invitano a fare un mutuo per comprare casa oppure a chiedere un prestito.

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Andamento Euribor ed Eurirs: previsioni 2018 e aggiornamenti live

Qui di seguito la figura interattiva che si aggiorna quotidianamente ed indica i tassi. Ricordiamo che l’Euribor, insieme al tasso BCE, incide sui mutui a tasso variabile mentre l’Eurirs riguarda coloro che vogliono stipulare un mutuo a tasso fisso.

Il finanziamento si caratterizza, come sempre, dal tasso applicato alla tipologia selezionata più lo spread, cioè il costo che la banca applica e sul quale gli istituti, di fatto, si fanno concorrenza unitamente alle eventuali garanzie accessorie ed alle spese (istruttoria, perizia, etc) che devono essere sostenute e che, talvolta, vengono prese in carico in tutto o in parte dall’istituto.

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente informative e non vogliono spingervi nel fare una cosa piuttosto che un’altra. Il nostro pensiero sull’acquisto di un immobile, che è pura opinione, è espresso in questo post.

Per tutto il resto, alla luce di quanto abbiamo scritto, ci congediamo con la tabella dei tassi riportata appena sopra questo breve inciso conclusivo e l’invito, di fronte a scelte così importanti, alla prudenza.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

1 COMMENTO

  1. buongiorno grazie dell’articolo…molto interessante.. stò per aprire un mutuo di 250000 per i prossimi 20 anni….escluso il variabile dato la durata… per voi con l’irs a 20 anni di 1,17% in previsione futura è ancora un’affare?

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