Quanto Guadagna uno Psicologo: Carriera e Stipendio Medio in Italia

Quanto guadagna uno psicologo? Trattandosi di specialisti che per una percentuale decisamente rilevante del complesso della categoria lavora in regime di libera professione, non è sempre facile stabilirlo, anche se partendo da quelli che sono i dati in possesso del fisco si può sicuramente tracciare un quadro di massima, che aiuti sicuramente chi vuole indirizzarsi verso questa professione a farsi quantomeno un’idea di carattere generale.

Stipendio Psicologo: una categoria dal reddito particolarmente variabile

Spulciando tra i dati pubblicamente accessibili per la determinazione del reddito di uno psicologo in Italia, verrebbe da rispondere “dipende” e chiudere la questione tagliando il proverbiale nodo gordiano.

Abbiamo invece deciso di fare un lavoro relativamente certosino e di renderci conto, almeno ufficialmente, di quanto può guadagnare uno psicologo libero professionista in Italia.

La situazione, come è spessissimo il caso del nostro paese, varia enormemente da Nord a Sud, con la media che, come avremo modo di vedere più avanti, è quasi doppia nelle regioni settentrionali rispetto a sud e isole.

Si guadagna di più in Valle D’Aosta

Come è spesso il caso per le libere professioni, è la Val d’Aosta, con corrispettivi lordi di quasi 26.000 euro, e un reddito netto di circa 21.000 euro.

Niente male, soprattutto se paragonato all’impietoso dato della Sicilia, dove invece il reddito netto medio degli psicologi si aggira intorno ai 9.100 euro, ovvero meno della metà.

La situazione sembra essere nettamente divisa tra nord, centro e sud, con una media reddituale netta di 18.000 euro circa al nord, 12.200 euro al centro e soli 10.300 euro al sud.

Dividendo per 12 mensilità, al fine di avere un prospetto almeno ideale di stipendio, si arriva facilmente al dato di circa 1.500 euro netti al mese al nord, poco più di 1.000 euro netti al centro e meno di 900 euro al mese al sud.

Dati piuttosto impietosi, all’interno dei quali però devono essere fatte delle aggiunte, nonché delle correzioni che tengano conto del fatto che come per tutte le liberi professioni spesso parlare di reddito dichiarato vuol dire occuparsi di una parte (e spesso minoritaria) della realtà degli introiti del professionista.

Continuiamo a leggere ed approfondiamo insieme la nostra analisi sui livelli retributivi della categoria!

Il primo problema: si tratta di medie

Il primo problema è che siamo davanti a delle medie e dunque in presenza di conteggi che tengono conto sia di chi dichiara zero e sia di chi magari dichiara molto di più. È difficile pensare che siano poi molti coloro i quali pur essendo iscritti all’albo ed avendo studi aperti possano poi andare a dichiarare zero, ma è un dato di cui si deve comunque tenere conto.

Le spese

Gli psicologi operano in studi privati, dove vanno aggiunte le spese per il mantenimento dell’ufficio e del luogo di lavoro, nonché talvolta di personale aggiuntivo che può essere costituito da segretarie o assistenti.

Vanno inoltre aggiunte le bollette, le iscrizioni alle associazioni di riferimento e anche gli emolumenti da versare alla cassa previdenziale di rifermento.

Tenendo conto anche di queste spese, lo psicologo è mediamente ben al di sotto di quella che è la soglia di povertà, qualcosa di tendenzialmente molto difficile da credere, nonostante gli psicologi non siano appunto una categoria che tendenzialmente vive nel lusso. Manca un elemento, che andremo ad analizzare subito.

...

La questione dell’evasione

Senza voler considerare gli psicologi delle mele marce all’interno di un settore, quello della libera professione, altrimenti candido, va comunque rilevato il fatto che soprattutto tra i liberi professionisti l’evasione fiscale all’interno del nostro paese viaggia su ritmi abbastanza impressionanti e che nel caso specifico potrebbe costituire una media intorno al 30% del reddito dichiarato.

Si tratta di remunerazioni tra le altre cose esentasse, che gli ultimi governi hanno provato ad attaccare, non si sa bene però con quale tipo di risultati.

Sembra difficile credere che nella costosissima Lombardia uno psicologo lavori con un reddito mensile medio di 1.500 euro, così come resta difficile da credere che in Sicilia uno psicologo riesca a mandare la baracca con 900 euro scarsi al mese, ai quali vanno tra le altre cose sottratti i costi vivi dell’attività.

Marketing e competenza per chi vuole guadagnare di più

La questione dei redditi estremamente bassi del settore è stata più volte affrontata dalle associazioni di settore, che hanno indicato come via d’uscita da quello che sembra un ciclo economicamente molto poco virtuoso, la sensibilizzazione della popolazione italiana sul tipo di servizio offerto dagli psicologi. Sembrerebbe infatti che gli italiani, almeno rispetto ai popoli delle economie più sviluppate del mondo, siano particolarmente restii a rivolgersi alla consulenza di uno psicologo, anche quando questa fosse necessaria.

Si tratta di un cammino che però non sarà immediato e che non potrà riflettersi in aumenti di reddito sostanziosi nel breve periodo. Le campagne sono partite, e il loro esito sarà ancora incerto per un po’.

Sicuramente non una professione per diventare ricchi

Pur tenendo conto della possibile evasione, che “aiuta” ma non fa diventare ricco nessuno, sicuramente quella dello psicologo non è una professione particolarmente remunerativa, quantomeno per i soggetti che non si trovano nella fascia estremamente alta, quei professionisti che grazie a competenza (e al giusto apporto della pubblicità) sono riusciti a crearsi un buon giro di clienti e magari anche magari delle liste di attesa particolarmente lunga.

Per gli altri c’è da spartirsi una fetta estremamente piccola, dovuta sia al fatto che sono pochi gli italiani a rivolgersi ai servizi di uno psicologo, sia al fatto che, almeno ad occhio e croce, i professionisti sembrerebbero in soprannumero rispetto alla domanda del mercato.

Anche questo è dunque un mestiere che si dovrebbe intraprendere esclusivamente per passione, dato che la retribuzione “professionale” è sicuramente più interessante di quella economica.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei