Quanto Guadagna uno Chef: Guida Alle Possibilità di Crescita Professionale

Quanto guadagna uno chef? Per anni siamo stati portati a pensare che la professione fosse una delle meglio remunerate nel nostro Paese e anche all’estero, situazione che ha portato in moltissimi a seguire i percorsi per diventare chef, aspettandosi sì una vita di sacrifici, ma un conto in banca decisamente ricco.

Le cose stanno davvero così? È vero che un cuoco guadagna molto? Oppure si tratta di una delle tante leggende metropolitane che ho potuto sbugiardare in questa particolare sezione di Affari Miei?

Vediamolo insieme, tenendo conto ovviamente non solo di quanto si racconta in giro, ma dei dati a sostegno di questa o quella tesi.

Se vuoi saperne di più su quanto guadagna un cuoco, continua a leggere, perché scoprirai forse qualcosa che non ti aspettavi.

Il settore è in crisi

Nonostante i ristoranti sembrino sempre pieni e ne aprano di continuo, il settore dell’alta cucina è in crisi, e la riprova è l’enorme numero di bistrò, trattorie e take away che sono stati messi in piedi proprio dai grandi chef stellati.

Ci sono meno soldi da spendere, e sebbene gli italiani abbiano un po’ il pallino della buona cucina, vogliono almeno provare a spendere meno.

Un brutto segno per i guadagni degli chef e dei cuochi? Non necessariamente. Sono semplicemente finiti i tempi delle vacche grasse, ovvero i periodi che consentivano, anche con gestioni non ottimali, di portare a casa profitti da paura.

Oggi lo chef deve essere molto più imprenditore che maestro di cucina, essere attento ai costi, spendersi in un settore super competitivo come quello della cucina moderna, offrire un’idea unica sul mercato, se quello che vuole fare è guadagnare davvero.

La lunga gavetta, anche a livello di guadagni

La gavetta per diventare chef è una delle più lunghe e dure del settore commerciale e dei servizi. Servono anni di preparazione, miglioramento, passaggi da cucina a cucina, scalate verso l’alto.

Questo non può che riflettersi anche sul salari. Un cuoco che è appena uscito dalla scuola alberghiera guadagna fino a 1.200 euro, con orari e giornate lavorative non esattamente leggere, lavorando inoltre il grosso delle feste, ovvero i giorni segnati in rosso sul calendario.

I sous chef: quanto guadagnano?

Il secondo gradino della scalata, dopo aver terminato la scalata dei gradi più bassi dei ranghi in cucina, è quello del sous chef. È il vice-comandante della brigata di cucina (il suo nome vuol dire sotto-chef). È responsabile di tutto il resto della brigata e risponde direttamente allo chef.

È una posizione ideale per continuare ad imparare, soprattutto a livello di gestione della cucina, nonché una fonte di gratificazioni economiche decisamente migliore della precedente.

In questo caso infatti si riescono a guadagnare dai 2.000 ai 4.000 euro al mese, avendo però un carico di responsabilità (che spesso si traduce anche in orari lavorativi ancora più estenuanti).

Niente male, in un Paese dove queste cifre sono portate a casa molto difficilmente anche da ingegneri, avvocati e spesso anche medici alle prime armi.

Già arrivare però a questo grado della gerarchia di cucina non è affatto facile. Siamo infatti davanti ad una posizione invidiata e auspicata da chiunque metta piede in una cucina, e che dovremo strappare con le unghie e con i denti.

Quanto guadagna l’executive chef

L’executive chef è il cuoco per eccellenza: è colui che guida la cucina, che sceglie i prodotti, che prepara i menù e il primo responsabile di ciò che avviene in cucina.

Arrivare a questo punto della carriera vuol dire aver fatto dei passi da vero gigante, ovvero di aver scalato ogni possibile posizione e di essersi affermati finalmente al livello più alto che ci è riconosciuto dal settore.

Qui gli stipendi diventano decisamente interessanti: 5.000-7.000 euro è la retribuzione media, anche se ci sono delle differenze importanti per chi, partendo dall’esperienza di chef, si vuole fare imprenditore e libero professionista.

Quando lo chef diventa imprenditore la musica è diversa

Molti chef decidono di mettersi in proprio e trasformarsi in imprenditori totali, come fanno d’altronde moltissimi di quelli che conosci tramite la televisione. Questo vuol dire che qui non possiamo più parlare di retribuzione, ma piuttosto di potenziali incassi.

Il settore è in crisi, ma è anche vero che i ristoranti di prima fascia sono riusciti, almeno negli ultimi anni, ad aumentare leggermente il fatturato.

Per poco più di 300 ristoranti stellati in Italia parliamo di un giro di fatturato, per questo particolare segmento, di circa 280 milioni di euro. Quasi un milione a testa, con gli chef stellati più famosi che fatturano sicuramente di più.

Niente male, ma vale la pena di ricordare che non tutti riescono ad arrivare a questo settore altissimo, che è circa, in Italia, lo 0,7% del totale.

Un buon corso fa la differenza

Per la scalata verso il vertice, verso quelle posizioni meglio retribuite, una buona formazione è fondamentale.

È quella a fare la differenza e deve sicuramente occuparsi non solo di cucina in senso stretto, ma anche di:

  • gestione dei fornitori e delle materie prime;
  • conoscenza approfondita degli ingredienti;
  • gestione della brigata di cucina;
  • gestione della sala e del menù.

Ci sono corsi che oggi ti permettono di andare ad acquisire queste competenze anche da casa, con corsi preparati dai veri esperti del settore. Corsi che ti forniscono competenze importanti, più di quelle che offrono ormai le stanche scuole alberghiere.

Studiare è importantissimo per il successo: buona fortuna!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO