Quanto Guadagna un Benzinaio: Conviene Lavorare in Questo Settore?

Il costo della benzina in Italia è tra i più alti al mondo. Ed è forse un po’ per questo che tutti, noi inclusi, tendiamo a sovrastimare i guadagni del benzinaio, inteso principalmente come gestore della pompa di benzina. Tendiamo tutti a ritenerlo un commerciante con degli ottimi guadagni.

Ma siamo proprio sicuri che stiano così le cose? Quanto guadagna un benzinaio? Si tratta davvero di somme molto alte? Oppure si tratta di una delle tante figure professionali dei quali guadagni abbiamo una percezione distorta?

Nella guida di oggi ci occuperemo proprio di questo, ovvero di individuare i guadagni medi di un gestore di una pompa di benzina, affrontando anche la questione del benzinaio dipendente.

Un mercato molto complesso

Prima di partire è bene analizzare, anche se in maniera rapida, la realtà di cui ci apprestiamo a parlare.

Il mondo della distribuzione di carburante è diventato negli ultimi anni molto complesso e ha visto da un lato affermarsi anche realtà indipendenti che negoziano il carburante senza affidarsi ad un marchio specifico, dall’altro nascere realtà ibride che associano alla tradizionale di benzina attività accessorie, come può essere il caso di bar, lavaggio auto e moto, vendita di pezzi di ricambio che non necessitano l’intervento del meccanico.

Queste nuove tendenze hanno rivoluzionato il mestiere e oggi tra chi ha una semplice pompa di benzina e chi invece può esercitare a pochi passi dalla pompa stessa anche altri tipi di attività c’è una grandissima differenza in termini di guadagni.

Ci occuperemo anche di questo. Se vuoi sapere quanto guadagna davvero un benzinaio, continua a leggere.

Il grosso del prezzo della benzina va via in accise

Vale anche la pena ricordare che il prezzo altissimo della benzina non è sicuramente causato dall’avidità dei benzinai.

Il grosso di 1,50 euro circa a litro per la verde e 1,40 euro circa (i prezzi sono variabili, ma questi sono i valori medi sulla Penisola) è dovuto in larghissima parte, oltre il 70%, alle accise, ovvero alle tasse che lo Stato Italiano impone sui carburanti.

Del prezzo del carburante, come avremo modo di vedere tra pochissimo, rimane davvero poco in tasca a chi gestisce la pompa di benzina.

Il guadagno medio del gestore di stazione di benzina in Italia

Esistono due tipologie di pompa di benzina attualmente in Italia. Abbiamo la prima che è quella classica, che vede il gestore affiliarsi ad un determinato marchio e vendere, con regole molto più stringenti, soltanto il carburante che viene acquistato dal marchio stesso.

In questo caso le possibilità di negoziazione sono davvero minime, ed è difficile scostarsi dai 38 euro ogni 1.000 litri di media che il gestore riesce a mettersi in tasca.

Dall’altro lato abbiamo invece le pompe autonome, che negoziano in regime di libero mercato il carburante e che possono rivolgersi oggi a questo domani a quel fornitore per riempire i propri serbatoi.

In questo caso di può guadagnare qualcosa in più, anche se lo sconto viene in genere traslato sul prezzo finale per il consumatore, che è tipicamente molto più basso di quello delle “pompe di marca”.

Il guadagno del gestore della pompa di benzina come margine è di circa 3,8 centesimi su ogni litro di benzina venduto, dal quale devono essere poi rimossi gli eventuali costi per il personale. Non esattamente una vita da nababbi.

Una pompa di piccole dimensioni, che riesce a vendere 6.000 litri al mese, vede il gestore mettersi in tasca 1.800 euro al mese, dai quali devono essere poi tolte le eventuali spese aggiuntive.

Si può guadagnare molto di più con le attività integrate

A fare un’enorme differenza in termini di reddito è la possibilità di aggiungere attività integrate alla gestione della pompa di benzina.

Si possono aprire attività di gommista, di sostituzione olio e batteria, di vendita di gadget, nonché bar e per chi abbia in mente attività più strutturate anche dei ristoranti.

In questo caso i margini si fanno molto più alti, in quanto propri della categoria di riferimento. I benzinai che vedete condurre una vita agiata sono tipicamente quelli che possono aggiungere alla loro attività di distribuzione carburanti anche le attività accessorie.

Ma qui il discorso di fa molto più complicato e diventa difficile quantificare quanto si riesca a guadagnare aggiungendo bar, tabacchi o altri tipi di attività che alla fine esulano da quella che era la domanda specifica che ci eravamo posti in apertura di articolo.

Quanto guadagna un benzinaio dipendente?

Discorso diverso per il benzinaio dipendente, che non vede i suoi emolumenti arrivare dalla vendita diretta dalla benzina, ma piuttosto dallo stipendio pattuito con il “padrone”.

In questo caso i dati i nostro possesso parlano di una mansione che può rendere dai 1.200 ai 1.400 euro mensili, a seconda dell’area geografica nella quale si opera, dell’anzianità e della quantità di mansioni che si riescono a ricoprire.

Non è sicuramente uno stipendio d’oro, ma è in linea con i lavori che non richiedono particolari specializzazioni o particolari titoli di studio.

Quanto guadagna un benzinaio part time?

Un benzinaio part-time guadagna circa la metà di quello che guadagna un benzinaio impiegato a tempo pieno, ovvero dai 500 ai 600 euro al mese, a patto ovviamente di un inquadramento a norma di legge.

Quanto guadagna un benzinaio al litro?

Mediamente 3,8 cent a litro, con una differenza che può essere data dal tipo di carburante (il diesel rende meno) e dall’affiliazione a marche oppure alla scelta di un regime di libero mercato.

Conviene aprire una pompa di benzina? Conviene lavorare in questo settore?

Come per ogni tipo di attività è un discorso molto complesso che non può essere affrontato esclusivamente parlando di margini sul prodotto venduto. Siamo infatti in un settore che permette di aggiungere molte attività con buon margine alla pompa di benzina stessa.

Chi vuole aprire una pompa di benzina e ricavarne un buon guadagno dovrebbe sicuramente preoccuparsi di aggiungere altre attività alla stazione di rifornimento:

  • bar: sebbene molto complesso da gestire può partire sapendo di avere la clientela giusta, ovvero quella che arriva, consuma, paga e va via;
  • vendita di accessori e olio per auto: anche in questo caso i margini sono sicuramente più importanti di quelli che si possono ottenere dalla mera vendita di carburante.

Senza un progetto del genere è difficile pensare di poter aprire una stazione di rifornimento di benzina che sia profittevole.

La scelta del luogo è fondamentale

Come dovrebbe essere ormai chiaro, è impossibile pensare di fare affari con la benzina senza lavorare sulla quantità.

C’è pochissima possibilità di giostrare sul prezzo e dunque l’unico modo per guadagnare delle cifre importanti è quello di vendere enormi quantità di carburante.

Questo vuol dire che la scelta della location per la nostra pompa di benzina è di assoluta importanza e che può fare la differenza netta tra un’attività destinata a chiudere in pochi mesi e un business di successo.

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Buona fortuna!

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È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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