Quanto Costa una badante in Regola: Contratto, Diritti e Doveri

Quanto costa assumere una badante? Quanto gli è dovuto secondo la legge? Quali sono i costi per l’assistenza dei nostri cari più anziani?

L’Italia è un paese che sta invecchiando a ritmo molto sostenuto e la necessità di avere assistenza in casa per tutta la giornata per i più anzi ani membri della famiglia è ormai avvertita da moltissime famiglie, che si rivolgono proprio a questo specifico settore per fornire a nonni e nonne, padri e madri, un aiuto in casa, che può essere di diverso livello.

La questione però, dato anche il fatto che riguarda i nostri affetti più cari, andrebbe sicuramente umanizzata un poco: la badante è infatti un’assistente familiare in piena regola, e non ha un costo, ma percepisce in realtà uno stipendio, poichè è assunta con uno dei contratti di lavoro riconosciuti in Italia.

Le semplificazioni linguistiche spesso non rendono giustizia per una figura professionale e umana che, in moltissimi casi, diventerà non solo professionalmente ma anche affettivamente parte della nostra famiglia.

Vediamo insieme quali possono essere i costi per la badante, intesi come emolumenti da corrispondere, contributi e accessori, in considerazione del fatto che avere un anziano fragile in casa può voler dire supportare molte altre spese, come quelle per un montascale per anziani e disabili.

I due livelli di assistente familiare / badante

Innanzitutto, prima di addentrarci più nello specifico della questione, è necessario sottolineare che sono riconosciuti due diversi livelli per lo svolgimento di questa professione:

  • c’è infatti la badante / assistente familiare che si occupa di anziani non autosufficienti, la cui retribuzione è tendenzialmente più alta
  • c’è la badante / assistente familiare che invece si occupa di anziani che sono autosufficienti; in questo caso i costi sono leggermente più bassi

Assumere direttamente una badante per anziano non autosufficiente: i costi

Iniziamo dalla figura di assistente familiare che si occupa di un anziano non autosufficiente. La settimana è fissata in 54 ore lavorative.

In questo caso dovranno essere corrisposti:

  • 958,58 euro come stipendio netto
  • 236,34 euro di contributi
  • 100,28 euro di ferie
  • 91,67 euro da accantonare per la tredicesima
  • 88 euro circa da accantonare per il Trattamento di Fine Rapporto
  • 20 euro per la gestione del lavoratore

Il totale dunque si attesta intorno ai 1500 euro mensili, euro più euro meno, che comprenderanno praticamente tutto quello che ci troveremo a sborsare per avere la possibilità di fruire dell’aiuto di un’assistente familiare in casa.

Per il periodo di ferie inoltre va versata una indennità di vitto e alloggio: quando la badante per intenderci non si trovi in casa ma stia godendo le ferie altrove, avrà diritto a percepire 5.39 euro giornalieri.

I costi per l’assunzione di una badante convivente su anziano autosufficiente

I costi invece legati all’assunzione di una badante convivente che non sia formata per lavorare con gli anziani non autosufficienti, che sia a tempo pieno e dunque in settimana da 54 ore sono i seguenti:

  • circa 850 euro di stipendio netto
  • contributi di 236,34 euro
  • circa 90 euro di ferie
  • circa 85 euro da accantonare per la tredicesima
  • circa 80 euro da accantonare invece per il trattamento di fine rapporto
  • 20 euro per la gestione lavoratore

Per un totale che si attesta intorno ai 1360 euro mensili. Anche in questo caso, come in quello precedente, devono essere inoltre corrisposti 5.39 euro per i giorni di ferie durante i quali la badante non godrà del vitto e dell’alloggio.

Gli altri diritti da riconoscere all’assistente familiare

Cogliamo l’occasione, dato che chi ci legge diventerà con buona probabilità datore di lavoro di una badante, per ricordare quali diritti vengono riconosciuti a questa categoria professionale:

  • si ha diritto a 26 giorni di ferie annuali
  • si ha diritto alla retribuzione giornaliera maggiorata del 60% per i giorni festivi, come 1 gennaio, 6 gennaio, lunedì di pasqua, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, Natale e Santo Stefano, nonché per la giornata del Santo Patrono. Senza il pagamento del 60% in maggiorazione, per queste giornate si deve riconoscere il riposo completo
  • si ha diritto ad un riposo settimanale di almeno 6 ore, su base continuativa, per almeno una volta a settimana
  • la domenica si ha diritto ad un riposo di almeno 12 ore

Gli scatti di anzianità per la badante / assistente familiare

Anche per la figura della badante il nostro ordinamento riconosce degli scatti di anzianità, che vengono valutati come segue:

  • aumento della retribuzione su base minima del 4% per ogni 2 anni di servizio svolto ininterrottamente
  • possibilità di cumulare gli scatti, fino ad un massimo di sette

Nel caso dunque di collaboratrici che siano dunque a servizio da molti anni, gli emolumenti possono crescere in modo sostanziale.

Costo badante in nero: una scelta da non fare

Italiani popolo di santi, navigatori, poeti e evasori fiscali. I dati sono un po’ vecchi (risalgono al 2013) ma parlano di una situazione particolarmente impietosa: sarebbero infatti ben il 62% le badanti che ad oggi non lavorano con regolare contratto.

I dati provengono dal Censis e fotografano una situazione alla quale, sia per la tutela dei nostri cari sia per la tutela dei lavoratori, si dovrebbe mettere riparo.

I costi sono sicuramente più bassi, almeno sul breve periodo, perché si può evitare tutta la parte dei costi sopra riportati legata a contributi, TFR e gestione.

Viene però da dire, al di là delle considerazioni di carattere morale, che chi cerca di impiegare badanti senza regolare contratto di lavoro, si troverà ad affrontare quelli che sono costi enormemente più alti, che derivano dalle forti multe che sono previste per questo tipo di azioni:

  • chi non iscrive la badante all’INPS rischia una sanzione che va dai 1.500 ai 12.000 euro per ogni badante assunta; la multa viene maggiorata di una multa di 150 euro per ogni giornata di lavoro svolta effettivamente;
  • le inadempienze per il mancato versamento dei contributi per la badante prevedono multe ancora più salate: si pagà una maggiorazione del 60% dei contributi evasi, con un minimo che parte dai 3.000 euro;
  • nel caso in cui la badante fosse extracomunitaria, oltre alla multa di 5.000 euro si rischia anche il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con reclusione che va dai 6 mesi ai 3 anni;

Come abbiamo detto poco sopra, a prescindere dalle valutazioni di carattere morale, un percorso che è estremamente svantaggioso anche analizzandolo semplicemente con gli strumenti dell’economia.

I costi per la badante possono essere detratti

Il fisco permette una detrazione al 19% per i costi sostenuti per l’impiego di badanti o altri assistenti personali, nel limite massimo di 21.000 euro per contribuente e solo nel caso in cui il reddito complessivo di questi non superi i 40.000 euro su base annua.

Le spese di questo tipo sono detraibili però soltanto a patto che ci si trovi in una condizione di non autosufficienza.

Per tutti i casi in cui l’anziano sia invece autosufficiente, non sono previste detrazioni particolari.

Contratto badanti conviventi

Il contratto badanti e colf è un contratto gestito come CCNL e riporta i minimi che abbiamo indicato nel corso di questo articolo, nonché i diritti che abbiamo enumerato nella sezione precedente.

Può essere consultato in qualunque sede sindacale tra quelle che hanno sottoscritto l’accordo, oppure consultato anche su Internet.

Il contratto è disponibile inoltre in moltissime lingue straniere, dato che è stato appunto sottoscritto anche da Filipino Alliance in Italy, dall’Unione imprenditori italiani Romania, da FISALS e CONFSAL, ovvero i maggiori sindacato per i lavoratori stranieri che operano in Italia.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
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