Laurea in Medicina e Chirurgia: Anni di Studio Necessari e Sbocchi Lavorativi

Quello del medico è sicuramente uno dei lavori più ambiti e che non perde mai di fascino. La laurea in Medicina e Chirurgia è un traguardo indispensabile per l’esercizio della professione e per poter accedere alle numerose specializzazioni che la laurea possiede.

Si tratta di un sogno che è comune a tanti bambini quando, da piccoli, si interrogano sul loro futuro.

Per molti rimane un obiettivo che con il tempo si allontana sempre di più e perde d’interesse, per altri invece questo sogno d’infanzia diventa realtà e si mette in pratica concretamente nella vita di tutti i giorni, nonostante i tanti anni di anni studio e gli immensi sacrifici che sono richiesti per una delle professioni più difficili.

In Italia il corso di laurea in Medicina è uno dei più lunghi dal punto di vista temporale, per questo è necessario essere convinti al massimo di quel che si sta per fare al momento dell’iscrizione all’Università.

Il discutibile test d’accesso a Medicina

Partiamo dal principio e quindi parliamo del test d’ingresso a Medicina che ogni anno coinvolge migliaia di studenti e vede molti rimanere alla porta a causa della sua elevata (e discutibile) selettività.

In tutta la nostra penisola i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia hanno l’accesso limitato a causa del numero programmato nazionale che quantifica, su decisione del Miur, quanti possono effettivamente frequentare e quanti, invece, devono dedicarsi ad altro.

Negli ultimi anni il test d’ammissione è cambiato molto: al momento dell’iscrizione al test è possibile scegliere più di una sede in cui provare ad entrare.

In tal modo se non si è entrati nella prima scelta potrebbe comunque esserci la possibilità di essere entrati almeno nella seconda o nella terza.

Per potere iniziare gli studi è assolutamente necessario, quindi, superare il test d’ingresso che prevede conoscenze approfondite in ambito scientifico (biologia, anatomia, chimica, fisica e matematica) e umanistico (cultura generale, storia, letteratura ma anche logica e comprensione del testo).

Il test di Medicina risulta essere al quanto ambiguo se si pensa che l’accesso ad una laurea di tipo scientifico come questa venga stabilito dall’esito di domande di logica e cultura generale che, seppur importanti, poco hanno a che fare con la futura professione.

Ci si chiede, in pratica, il perchè di questo, dato che qualche anno fa il numero delle domande di matematica e fisica nel test è stato ridotto a vantaggio di quelle di cultura generale.

Il test ogni anno porta con sé spesso strascichi legali e non è affatto poco frequente che siano i Tribunali Amministrativi Regionali a stabilire con esattezza i vincitori del concorso dopo la pioggia di ricorsi che, in maniera del tutto legittima, arrivano puntualmente.

Inoltre, e noi di Affari Miei siamo abituati a parlare senza peli sulla lingua, come tutte le pubbliche selezioni che si svolgono in Italia, anche il test di Medicina si presta ad essere facilmente manipolabile dai soliti noti (molto spesso facenti riferimento alla casta dei medici più potenti) e soggetto a fenomeni corruttivi che minano le capacità selettive dei futuri medici.

Non c’è da scandalizzarsi se ogni giorno veniamo a conoscenza di fenomeni di mala sanità causati spesso da professionisti entrati più per raccomandazioni e nomine politiche (soprattutto nei posti che contano nelle ASL e negli ospedali a decidere, in maniera vergognosamente poco opportuna, è la politica) che per effettive capacità.

Questo problema è, sostanzialmente, da collegarsi al più grande disastro italiano: nel nostro Paese, specie quando c’è denaro pubblico da erogare o ci sono posti di lavoro da assegnare nella Pubblica Amministrazione, criteri come quelli del merito, dell’efficienza e dell’efficacia vengono letteralmente soppiantati da logiche clientelistiche e criminali.

Ci sono, ovviamente, delle eccezioni che, in questo clima estremamente poco felice per l’Italia, finiscono per trasformare i protagonisti in degli eroi civili soltanto perché svolgono onestamente le proprie mansioni.

Pensate un po’ a come siamo messi male!

Anni di studio e materie previste

La prima trance del corso prevede sei anni di studio, periodo nel quale lo studente imparerà, attraverso pratica e teoria, ad approcciarsi al paziente e a prendersene cura sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico.

Gli esami da sostenere, distribuiti su sei anni, prevedono nella maggior parte dei casi uno studio teorico in aula e tirocini svolti direttamente in ospedale, cercando di toccare tutte quelle che sono le branche della medicina che andranno poi a costituire le specializzazioni.

Questo vale sia per le materie puramente teoriche che per quelle pratiche, quindi lo studente si troverà molto spesso a fare la spola tra un reparto ed una sala chirurgica.

Quali sono le principali materie oggetto di studi? L’elenco che riportiamo è tratto dal piano di studi dell’Università di Salerno: chiaramente ha valenza soltanto indicativa in quanto potrebbero esserci delle differenze solamente per quanto riguarda gli esami a scelta ed il collocamento temporale delle discipline nel corso dei sei anni di studi.

  • Il primo anno tra la materie previste troviamo: anatomia umana, istologia ed embriologia umana, chimica e propedeutica biochimica, fisica medica, informatica di base e statistica, biologia e genetica, esame di lingua.
  • Il secondo anno gli esami aumentano: biochimica e biologia molecolare, fisiologia umana (funzionamento del corpo umano), patologia generale, microbiologia e immunologia, semeiotica (tecniche di approccio al paziente) e anatomia.
  • Nel terzo anno sono, invece, previsti: farmacologia e tossicologia medica, metodologia clinica medico-chirurgica, fisiopatologia generale e patologia clicnica, igiene generale ed applicata, anatomia e istologia patologica, immunologia clinica e allergologia.
  • Continuando, arriviamo al quarto anno dove, invece, troviamo: anatomia e istologia patologica, malattie del sistema endocrino e dell’apparato digerente, malattie infettive, malattie dell’apparato uro-poietico, malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, oncologia.
  • Il quinto anno prevede materie leggermente più specifiche come: diagnostica per immagini e radioterapia, sanità pubblica, medicina legale e del lavoro, scienze neurologiche e psichiatriche, pediatria, medicina interna, malattie del distretto cervico-facciale e degli organi di senso.
  • Chiudiamo, infine, con il sesto anno in cui sono previste le seguenti materie: malattie dell’apparato locomotore e chirurgia plastica, ginecologia ed ostetricia, medicina interna, chirurgia generale, chirurgia d’emergenza.

A tutto questo, ovviamente, si aggiunge la tesi di laurea.

Laurea in Medicina e Chirurgia: sbocchi occupazionali

Il lavoro di medico presso le ASL o gli ospedali è il più noto e “scontato” sbocco occupazionale ma, ovviamente, non è l’unico.

Il laureato in Medicina, per poter esercitare la professione, deve superare l’esame di abilitazione (o esame di Stato) e può operare in vari ambiti.

Chi, quindi, decide di non proseguire gli studi con una specializzazione, può trovare lavoro come medico di famiglia, previa frequentazione di un corso di formazione della durata di tre anni, o lavorare come medico assistenziale (ex guardia medica).

Altro sbocco è quello di lavorare alle dipendenze di altre istituzioni pubbliche quali carceri, protezione civile, Croce Rossa Italiana, oppure diventare medico militare, medico dell’INPS o dell’INAIL: in tutti questi casi, ovviamente, è necessario partecipare a concorsi pubblici.

Con la laurea in Medicina è possibile esercitare la professione di informatore scientifico, ovvero lavorare per conto di case farmaceutiche e industrie medicali nella promozione e vendita di farmaci e prodotti che si utilizzano nelle strutture come ospedali e cliniche. Con opportuni master, è possibile abilitarsi anche all’esercizio di professioni come: nutrizionista, medico dello sport, osteopata ed esperto di dermocosmesi.

Per diventare medico specialista in una determinata branca della medicina è necessario avere accesso ad una scuola di specializzazione, previo superamento di un concorso bandito direttamente dal Ministero.

Attualmente esistono quasi 60 scuole di specializzazione operanti sul territorio nazionale e tutte sono a numero chiuso.

La durata di ogni scuola di specializzazione varia a seconda dell’ambito scelto: si va da un minimo di 3 anni ad un massimo di 6 anni.

Tra le scuole di specializzazione più note troviamo pediatria, ginecologia, cardiologia, psichiatria, dermatologia e anche quelle di indirizzo chirurgico come cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia interna, angiologia, e tante altre.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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