Laurea in Farmacia: Quanti anni di Studio? Sbocchi Professionali e Possibilità di Trovare Lavoro

State pensando di iscrivervi a Farmacia? La scelta del percorso di studi universitario è un passaggio molto delicato della nostra vita e va ponderato al meglio.

La Laurea in Farmacia è un buon viatico per trovare lavoro? Oltre al farmacista, che lavori si possono svolgere?

Queste sono le domande più comuni di studenti universitari e genitori preoccupati per il futuro dei propri figli, cercheremo in questo articolo di fare il punto sulla durata degli studi e sugli sbocchi professionali che si possono intraprendere dopo aver conseguito il titolo di studio universitario.

Laurea in Farmacia = Lavoro come Farmacista?

In genere l’associazione che viene fatta è questa. La qualifica di farmacista, che è la professione più nota ai “laici” del settore, si ottiene attraverso la laurea quinquennale a ciclo unico in Farmacia oppure in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, anche conosciuta come CTF.Laurea in Farmacia

In ogni caso, la laurea ottenuta da entrambi i corsi non permette il vero e proprio esercizio della professione di farmacista, poiché per essere abilitati è fondamentale superare l’esame di stato, che può essere effettuato appena concluso il ciclo di studi, alla prima scadenza utile.

Il laureato in CTF può sostenere anche un’ulteriore esame di stato: quello per l’Ordine dei Chimici.

Cerchiamo ora di capire brevemente come funziona il percorso tradizionale e concentriamoci poi sugli altri sbocchi lavorativi che potrebbero caratterizzare la carriera al termine degli studi universitari.

Il Corso di Laurea in Farmacia

Per iscriversi al corso di laurea è assolutamente necessario aver conseguito un diploma di istruzione secondaria di secondo grado e aver superato il test d’ingresso a numero programmato locale.

Praticamente in tutti gli atenei questo corso di laurea prevede una verifica iniziale che permette una profonda selezione, questo a causa delle numerose domande d’accesso e degli scarsi posti disponibili.

Il numero dei posti è deciso a livello locale da ogni singolo ateneo ed è deliberato di anno in anno nel bando.  Il test a numero programmato prevede come requisiti un buon livello di cultura generale, la conoscenze base di materie come chimica, biologia e fisica, e capacità logico deduttive e matematiche.

Il corso di laurea in Farmacia prevede ovviamente materie ad indirizzo scientifico, di conseguenza può essere consigliato a tutti coloro che nutrono una forte passione nei confronti di materie come: chimica, biologia, anatomia, fisica e matematica.

Oltre a queste sono comunque previste materie ormai inserite in qualsiasi corso di laurea come l’idoneità alla lingua inglese e le competenze informatiche.

Alla teoria è sempre affiancata la pratica grazie ai laboratori ma anche grazie all’esperienza di tirocinio. Il periodo di pratica dovrà essere effettuato presso una farmacia aperta al pubblico oppure presso un ospedale per un periodo di almeno sei mesi, sotto controllo del servizio farmaceutico.

Le ulteriori conoscenze e abilità del laureato dipendono dall’ateneo scelto che può mettere l’accento su un orientamento dietetico-alimentare, cosmetico, biochimico-clinico, tossicologico, farmacologico o botanico. Notevole importanza per la formazione dell’allievo, infatti, può essere assunta dalla decisione circa gli esami opzionali da includere nel proprio percorso.

La laurea in Farmacia ha come scopo la formazione di un professionista del farmaco e del suo uso a fini terapeutici, per questo motivo il futuro farmacista deve possedere conoscenze solide riguardo i medicinali, le sostanze utilizzate per produrli, i loro effetti, l’azione di sostanze tossiche, requisiti legali, capacità di valutazione dei nuovi dati scientifici e via dicendo.

Gli atenei che hanno scelto di ospitare questo corso di laurea in Italia sono davvero molti, tra questi quelli ritenuti migliori in varie classifiche annoveriamo: l’Università di Padova, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Ferrara, l’Università di Torino e infine l’Università di Trieste.

Tuttavia, è bene dire che la sede dell’università non costituisce una corsia preferenziale ai fini della formazione dello studente. La sua voglia di studiare e fare sacrifici, infatti, determinano più e meglio di tanti altri aspetti il grado di preparazione che si può conseguire al termine del percorso di studio.

Ovviamente saranno maggiormente avvantaggiati coloro che sceglieranno di partecipare a questo corso di laurea arrivando già da studi scientifici, tuttavia non è assolutamente vincolante il tipo di diploma conseguito precedentemente.

Come in tutte le lauree, anche quella in farmacia prevede la possibilità di effettuare parte dei propri studi all’estero per arricchire la propria esperienza sia di studio sia personale. Tutte le università italiane partecipano all’Erasmus ed ai vari programmi finanziati dall’Unione Europea: studiare all’estero per un breve periodo può essere davvero un punto importante nel percorso che consigliamo assolutamente di considerare.

Gli sbocchi professionali

Chi crede che un laureato in farmacia possa lavorare solo in farmacie pubbliche o private si sbaglia di grosso. È vero che la laurea prevede questo tipo di professionalità, ma d’altronde non è assolutamente l’unica.

Il laureato in farmacia non è solo colui che aiuta la persona a scegliere il farmaco giusto servendoglielo e fornendo le informazioni di base, ma è anche colui che crea questo farmaco, che si assume la responsabilità del controllo e dell’analisi dei medicamenti, del loro stoccaggio e della loro conservazione e distribuzione.

Inoltre può diventare un responsabile dei presidi medici e chirurgici o un informatore scientifico. In poche parole,quindi, il laureato in farmacia può lavorare sia per istituzioni private sia per istituzioni pubbliche svolgendo diverse mansioni. Infine, volendo, può anche richiedere l’abilitazione per l’insegnamento di discipline scientifiche nelle scuole d’istruzione secondaria.

Da valutare, inoltre, anche opportunità di lavoro autonomo: è possibile aprire una parafarmacia, un’erboristeria oppure partecipare al concorso per ottenere la licenza per la gestione di una farmacia di proprietà.

Per chi, invece, volesse continuare a studiare sono stati pensati appositi master o corsi di perfezionamento che variano spesso da università a università.

Non va sottovalutato il ruolo che i laureati in Farmacia o CTF possono avere nell’ambito della ricerca scientifica (gestita in maniera spesso vergognosa in Italia) e in tutte le professioni che hanno a che fare con il controllo di qualità degli alimenti ed i processi di produzione nell’ambito dell’industria alimentare.

La laurea in farmacia, dunque, non abilita solo alla professione di farmacista ma anche a tanti altri percorsi: il laureato in questo campo è un professionista duttile, con competenze che spaziano nella vasta sfera dell’universo della salute e della scienza.

Conviene prendere la laurea in Farmacia?

La “commercializzazione” dell’Università ha portato alla nascita di un vero e proprio market dove i “pezzi di carta” vengono venduti dagli atenei che si fanno concorrenza tra loro ricorrendo, spesso, a proposte che ben poco hanno a che fare con l’offerta formativa.

Non sta a noi dire che molti corsi di laurea hanno visto proliferare sedi dove gli esami vengono regalati più facilmente che altrove, attirando un vero e proprio “turismo” di studi assolutamente deleterio e dannoso per gli studenti e per la società che, un domani, sarà zeppa di professionisti impreparati.

La laurea in Farmacia è ad oggi una delle più complesse, visti vari argomenti che vengono affrontati.

La situazione occupazionale è ormai nota: trovare lavoro oggi è molto difficile in ogni settore e sono richieste competenze sempre crescenti.

Non è compito nostro dire se conviene oppure no studiare una materia piuttosto che un’altra semplicemente perché la formazione non è un’automobile o un cellulare. La scelta deve essere assolutamente personale, dettata dalle proprie esigenze e dalle aspirazioni che si nutrono verso un determinato settore.

La decisione è estremamente importante ai fini della pianificazione del vostro futuro e, pertanto, scegliete pensando a ciò che vorrete effettivamente fare.

Non fermatevi agli sbocchi tradizionali perché, vista l’evoluzione sempre più celere e veloce del mondo, le vecchie professioni potrebbero essere radicalmente modificate persino nel mentre state frequentando l’Università e potrebbero sorgere nuove occupazioni che nemmeno immaginavate prima.

Studiare serve per acquisire competenze, non per essere stereotipati nello svolgere questo o quel mestiere: ricordatelo sempre!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei