Guida alle Dimissioni per Giusta Causa: Spetta la Disoccupazione? Ecco Come Licenziarsi

Il rapporto di lavoro può cessare per svariati motivi: scadenza del termine, morte del lavoratore, risoluzione consensuale, recesso del datore (licenziamento), impossibilità sopravvenuta della prestazione e forza maggiore, dimissioni (recesso del prestatore).

Spetta l’indennità di disoccupazione (NASPI) se è il lavoratore a lasciare il lavoro, decidendo di licenziarsi? In una particolare ipotesi, cioè in caso di dimissioni per giusta causa, è stato stabilito di si.

In questo articolo, dunque, cercheremo di capire come funziona il recesso unilaterale, se e quando spetta la Naspi o la disoccupazione agricola.

NB: Questo articolo è puramente informativo: non è sostitutivo della consulenza di un avvocato del lavoro. Cerchiamo di rispondere a tutti, nei limiti del possibile, ma prima di fare sempre le solite domande vi preghiamo di leggere i commenti precedenti e, soprattutto, di rivolgervi ad un legale, ad un sindacato o ad un patronato prima di agire concretamente nel merito.

Le informazioni riportate riguardano l’aspetto meramente teorico: solo un professionista può dirvi, all’atto pratico, se la vostra situazione è effettivamente tale da permettere le dimissioni per giusta causa. Le domande ripetitive non riceveranno, pertanto, risposte. 

Come dare le dimissioni e licenziarsi?

Le dimissioni, disciplinate dagli articoli 2118 e 2119 del codice civile, sono una delle due tipologie di recesso unilaterale: l’altra è il licenziamento.

Secondo la legge, è un atto unilaterale recettizio in quanto necessita, per produrre i suoi effetti, di essere portato a conoscenza del destinatario.

Quindi le dimissioni non operano automaticamente, non appena viene firmata la lettera, ma nel momento in cui sono ricevute dal datore di lavoro.

Le dimissioni sono considerate un atto a forma libera: non c’è un obbligo ad una forma precisa, ammesso che il contratto collettivo di lavoro non preveda diversamente (per esempio, forma scritta obbligatoria).

Il lavoratore, ad ogni modo, è tenuto a rispettare il periodo di preavviso la cui durata è determinata dal contratto collettivo di lavoro.

Durante il periodo di preavviso, comunque, il lavoratore deve svolgere l’attività lavorativa normalmente ed effettivamente fino a che non scada il termine.

Il lavoratore, però, può anche rinunciare al periodo di preavviso: in  questo caso è tenuto a corrispondere al datore di lavoro l’indennità di mancato preavviso.

Per calcolare l’ammontare di tale indennità, bisogna moltiplicare la retribuzione giornaliera per il numero di giorni di preavviso non lavorati.

Regole diverse governano le dimissioni per giusta causa. In questo caso il recesso opera immediatamente ed il lavoratore ha diritto alla retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati: tale indennità è a carico del datore di lavoro.

Un intervento normativo del 2008 (D.L. 112/2008 convertito in legge 133/2008) ha abrogato la disciplina precedente che imponeva al lavoratore di manifestare per iscritto, tramite apposito modulo, la volontà di recedere dal contratto di lavoro perché era frequente il fenomeno delle c.d. dimissioni in bianco: al lavoratore veniva chiesto, spesso già nel momento dell’assunzione, di sottoscrivere un modulo in bianco così da far passare un eventuale licenziamento come dimissioni.

In realtà, nonostante questo intervento, la situazione non è cambiata perché le dimissioni in bianco sono state sostituite da una finta risoluzione consensuale così da spingere il Legislatore ad intervenire nuovamente, nel giugno del 2008, stabilendo che la disciplina sia esclusivamente quella civilistica elencata poc’anzi.

Che succede per la disoccupazione?

Dimissioni per giusta causa e disoccupazione INPS

Se mi licenzio ho diritto alla disoccupazione? E’ la domanda che molti di voi si saranno sicuramente posti.

Le regole valide precedentemente si applicano anche alla Naspi, in vigore dal 2015.

L’INPS, come è noto, eroga il sussidio di disoccupazione quando la perdita del lavoro è involontaria.

Le dimissioni, che sono un recesso volontario, rimangono escluse eccetto una sola ipotesi: quella delle dimissioni per giusta causa che stiamo affrontando in questo articolo.

Su questo tema è intervenuta la Corte Costituzionale nel 2002 con una sentenza in cui ha fatto chiarezza, stabilendo che la disoccupazione spetta quando le dimissioni sono determinate da comportamenti altrui inidonei alla prosecuzione del rapporto.

Le dimissioni per giusta causa rientrano appunto in questa categoria e, pertanto, spetta la disoccupazione ordinaria o agricola.

Ma quando si può parlare di dimissioni per giusta causa? Sul punto è intervenuta una circolare dell’INPS del 2003 che ha chiarito i presupposti, riportati di seguito:

  • mancata corresponsione della retribuzione
  • aver subito nei luoghi di lavoro molestie sessuali
  • aver subito modificazioni peggiorative delle mansioni
  • aver subito mobbing a causa di comportamenti vessatori del datore di lavoro o dei superiori
  • notevoli variazioni delle condizioni di lavoro che fanno seguito ad una cessazione a diversa persona fisica o giuridica dell’azienda
  • spostamento del lavoratore in altra sede non suffragato da ragioni tecniche, organizzative e produttive comprovate (al riguardo, si fa riferimento all’articolo 2103 del codice civile)
  • comportamento ingiurioso nei confronti del lavoratore da parte del superiore gerarchico all’interno dell’azienda.

Quando spetta la disoccupazione in caso di risoluzione consensuale?

La regola generale vorrebbe che non spetterebbe anche se, nel 2006, l’INPS ha ritenuto che essa rientri nelle “notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda”  di cui abbiamo detto sopra.

Un esempio pratico che si può fare è quello del lavoratore che viene spostato in altra sede molto distante dalla sua residenza: è chiaro che le condizioni lavorative, in questo caso, sono notevolmente alterate rispetto al passato e, pertanto, possono ricorrere i presupposti per l’involontarietà della disoccupazione.

Modello lettera di dimissioni

Se state cercando un fac- simile di lettera dimissioni, in questo paragrafo abbiamo voluto fornirvene un esempio.

Prima, però, vogliamo ricordarvi che questo strumento volto a comunicare per iscritto la decisione del lavoratore di dimettersi dal proprio posto di lavoro va redatto su carta semplice seguendo le linee guida de una lettera fac simile.

I modelli variano a seconda del tipo di motivazione che ci spinge a compiere questo gesto, così possiamo trovare una lettera dimissioni con preavviso, una lettera dimissioni senza preavviso, una lettera dimissioni per giusta causa e la lettera dimissioni per gravidanza.

 

Lettera di dimissioni con preavviso

Nella lettera con preavviso biosgna usare questo tipo di modulo:

Nome e Cognome del Lavoratore

Via/piazza…………. CAP……… Città ……

All’attenzione dell’Azienda ……..

Via/piazza………….. CAP………… Città ……..

Oggetto: dimissioni

Io sottoscritto……………. , dipendente della Vostra Azienda dal ………….,

con la presente lettera intendo rassegnare in data odierna le mie dimissioni volontarie. Il preavviso è pari a ….. giorni, così come stabilito dalle norme contrattuali.

il rapporto terminerà il giorno…………..

Distinti saluti.

Nome Cognome del Dipendente

Firma …………..

PER ACCETTAZIONE  Il datore di lavoro

Firma …………….

 

Lettera di dimissioni senza preavviso

Nome e Cognome del Lavoratore

Via/piazza………. CAP………… Città…………

All’attenzione dell’Azienda ………..

Via/Piazza………… CAP………….. Città …………

Oggetto: dimissioni

Io sottoscritto……………, assunto dal …………….., con tale lettera intendo rassegnare in data odierna le mie dimissioni volontarie.

Anche se consapevole dell’inadempienza, poichè è impossibile riuscire a rispettare il periodo di preavviso stabilito dalle norme contrattuali, vogliate considerare come ultima data lavorativa il giorno……..

Distinti saluti.

Nome Cognome del Lavoratore

Firma…………..

PER ACCETTAZIONE  Il datore di lavoro

Firma …………

Ulteriori risorse utili

Ci salutiamo indicando una serie di altre risorse presenti sul blog che potrebbero interessarvi se siete in una situazione transitoria particolare sul lavoro:

Buona lettura e buon proseguimento su Affari Miei!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

22 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    volevo sapere se ho diritto a ricevere il sussidio di disoccupazione per rimpatriati nel caso di dimissioni per giusta causa.
    Cordiali Saluti
    Giovanni

  2. Buonasera,
    Vorrei chiedere scusatemi la disinformazione nel caso di dimissioni per giusta causa per fare domanda di disoccupazione si dovrebbe fare all’INPS oppure all’ufficio di collocamento

  3. Buonasera! Lavoro in un impresa di pulizie da 9 anni circa da un anno a questa parte mi hanno ridotto le ore da 11 ore mensili a 4. Come posso fare!l credo che stiano facendo di tutto x farmi licenziare.ma, così non avrò diritto a nessun benificio o sussidio di disoccupazione. Allora come posso fare?

    • Buongiorno sono tre anni che lavoro nella multiservizi assunzione categorie protette rimpatriati a tempo indeterminato..ora sto chiedendo le dimissioni perche’ non posso più lavorare per motivi di schiena vertebre schiacciate e due ernie al disco…ora ho possibilità di una parte di disoccupazione grazie buona giornata

  4. Salve, sono una madre single, e da 5 anni che lavoro presso gruppo sarni con contratto a tempo indeterminato, il datore di lavoro mi ha cambiato l’orario lavorativo in tal modo che non combacia con l’orario scolastico del bambino, come posso fare per licenziarmi in tal modo da non perdere il sussidio di disoccupazione ?

  5. Salve, da 20 anni lavoro in un’ azienda casearia, da un po di anni soffro di 2 ernie discali e dolori vari, dovuti ai lavori pesanti svolti negli anni.
    Due anni fa sono stata ricoverata perché non camminavo piu,ho fatto parecchi mesi di mutua e quando son tornata ho chiesto di cambiare mansione .
    Per un po di tempo mi sono venuti incontro, dopodiche’ hanno iniziato a mettermi di nuovo su linee di lavoro per me inadatte!
    Alla mia domanda del perché del spostamento,la loro risposta è stata che :come ho male io, hanno male tutte quindi non possono fare niente!
    Io purtroppo con la schiena che mi ritrovo certi lavori non riesco piu a farli, e le malelingue hanno la vittoria sui problemi fisici di una persona.
    Come devo comportarmi? Posso licenziarmi per giusta causa? A cosa vado incontro?
    Così non ce la faccio piu.
    Grazie
    Chiara

  6. Buonasera volevo sapere se è una giusta causa il mio caso…. Mio marito ha avuto un brutto infortunio sul lavoro ho anche un bambino di 2 anni… Io ho un contratto a tempo indeterminato da 5 anni part/Time… Volevo occuparmi per il momento di mio marito e crescermi il bambino … Ringrazio in anticipo per la vostra risposta…

  7. Salve buongiorno volevo sapere lavoro in un azienda di trasporto mi hanno ritiratola patente x un anno e lavoro da 4 anni nell’azienda mi hanno messo in ferie fino al 10 dicembre 2016 ora le ho finite e non ho avuto ancora risposta da parte dell’azienda sono anche in arretrati di stipendio ultimo risale a settembre con un anticipo di 300€ sul mese di ottobre posso licenziarmi x giusta causa? Grazie

  8. Buonasera,
    sono una dipendente che non percepisce stipendio da oltre tre mesi.
    Avrei necessità di sapere se, in caso di dimissioni per giusta causa, è assolutamente necessario fare prima una lettera di diffida o di messa in mora all’azienda o se è il caso di ottenere un decreto ingiuntivo che ordini al mio datore di lavoro di pagare.
    Faccio queste domande perchè la mia intenzione è quella di seguire l’iter corretto di licenziamento per giusta causa e il conseguente accesso alla NASpI.

    Grazie in anticipo.

  9. buon giorno dal mese di ottobre che non prendo lo stipendio sono stato malato all’estero ma paese comunitario la mia ditta non riconosce i certificati stranieri, sono rientrato in italia il 1 dicembre 2016 e il mio dottore mi a dato altri 10 giorni nel frattempo la mia ditta e cambiata con il passaggio diretto mantenendo i stessi diritti scritti sul contratto non mie stata pagata neanche la tredicesima pur avendo ricevuto la busta paga, e neanche la meta di dicembre la nuova ditta mi a pagato solo da quando ho firmato il contratto. vorrei sapere se posso dare le dimissioni per giusta causa grazie.

  10. Buongiorno e da qualche anno che il mio datore di lavoro ritarda di darci le retribuzioni mensilmente perchè dice di essere in cattive acque, fino adesso
    siamo stati compressivi ma ora visto la situazione vi chiedo se dovessi dare
    le dimissioni per giusta causa ho la possibità di prendere la disoccupazione e
    tutte le retribuzioni o cosa devo fare.grazie

  11. con il lavoro che faccio da 10 anni non mi permette di andare avanti per salute ……ma se mi licenzio per questo motivo posso prendere la naspi?

  12. Buongiorno,

    sono una neomamma e volevo capire per quanto potrei prendere la disoccupazione se mi licenzio entro l’anno del bambino.
    Lavoro in questa azienda da ottobre 2010.

    Grazie

  13. Vorrei dare le dimissioni per giusta causa in quanto la cooperativa per cui lavoro da dieci anni ha perso l’appalto
    M8 hanno offerto un altro lavoro distante più di 50 km e un altro per cui dovrei metterci 130 minuti cambiando 4 mezzi di trasporto pubblico
    Avrò il diritto alla naspi dando le dimissioni per giusta causa?
    Grazie aspetto una risposta

  14. a giorni firmerò le dimissioni concordate con l?azienda (Poste Italiane>) a fronte di un indennizzo economico da parte loro, per ragioni di salute che non mi consentono più di svolgere la mia mansione. Ciò avverrà presso la sede di confindustria. Vorrei sapere. Potrò dopo chiedere l’indennità di disoccupazione?

  15. salve vi chiedo cortesemente sono una lavoratrice mamma single (vedova) chiedo se posso dare le dimissioni per giusta causa con i giusti diritti che ne conseguono..sono una dipendente di un istituto scolastico cattolico parificato,negli ultimi tempi ha cambiato circa due gestioni aziendali.. sono in servizio da 20 anni e quattro mesi tenendomi tuttora a 33 ore settimanali part time subendo pressanti trattamenti di mobbing e bossing da parte di una mia pari collega con dietro il mio direttore hanno provato di tutto massacrandomi di lavoro piu” il lavoro della mia collega di altro piano due volte settimana mi adossavano 60 bambini da da assistere sia per il bagno ora pranzo piu” esigenze personali.. oltre manutenzione reparto pulizia mio piano oltre quello della mia collega mi chiamavano giu” per qualsiasi emergenza…vivevo il lavoro in isolamento piu” trattamento che invierisse alla mia autostima.minaccie da parte della mia collega di licenziamento poiche” mi indussero con due lettere di contestazione sul mio comportamento ingiustificato ma a loro scrivere ormai avevo solo una possibilita”. sono stata malissimo fisicamente psicologicamente..di notte incubi terrore al rientro quotidiano, attacchi di panico, ipertensione, tachicardia,depressione,inoltre mi sono operata di tumore carcinoma papillare 5 mesi fa” alla tiroide..ora mi ritrovo in aspettativa 104 per assistere mia madre invalida ma ottobbre 2017 dovro” rientrare in servizio.. preciso che in tutto cio” coperta da retribuzione inps l”istituto non mi paga regolarmente giugno, luglio, agosto, 2016 e nei mesi successivi diluito in due volte tra inizio, fine del mese, non ho percepito stipendio.inoltre poco prima che andassi in aspettativa settembre ottobbre, dicembre 2015 non mi hanno versato il regolare tfr. privandomi in tutto questo periodo del minimo dei contributi.ora in piu” mi ritrovo con dolori problemi alla colonna vertebrale lombosacrale per cui capirete il mio panico per tutto!!! al mio prossimo rientro.ho 60 anni cosa posso fare… in piu” dicono che non possono assicurare gli stipendi perche non hanno iscrizioni ed” hanno annunciato prossimi tagli in special modo mi ha detto i direttore il mio poiche” al suo dire non indispensabile al servizio d”istituto…io per tutto cio” che le ho descritto sto male al solo pensiero semmai dovessi rientrare il quale immagginerebbe ora piu” che mai quale sarebbe la mia sorte in quel luogo da tortura per me. vorre idare le dimissioni perche” al di la” di tutto la mia dignita” ha un prezzoi molto piu” alto.. ma vorrei andarmene con i giusti diritti dopo aver sofferto cosi” tanto..

  16. Salve, a dicembre ho dato le dimissioni perchè avevo trovato un lavoro nuovo che pareva più vantaggioso. Inizialmente mi hanno fatto il contratto da gennaio fino ad aprile, ma poi non ho mai effettivamente cominciato questo nuovo lavoro perchè le persone di questa cooperativa sono sparite dalla circolazione. Ora c’è un modo di poter ottenere la disoccupazione visto ke io fino a dicembre erano 10 anni che ho sempre lavorato senza interruzioni…?

  17. Ciao a tutti,
    Ho lavorato 6 anni in un ‘ azienda e ho deciso di dimettermi per iniziare dal 1 marzo in altro posto. Avevo lasciato con grande speranza di crescita professionale, avrei dovuto lavorare con la direzione, avrei dovuto imparare un sacco di cose. Purtroppo mi ritrovo a fare solo e sempre data entry.. mi sembra di morire, il lavoro è assolutamente alienante, senza fine , perennemente incorretto.. tra 2 giorni mi scadono i 2 mesi di prova, vorrei andarmene ma al momento non ho trovato alternative. Posso farmi licenziare? Posso fare qualcosa per uscire da questa situazione? Esco da lavoro la sera e scoppio a piangere.. non riesco a pensare a me stessa in questo contesto ancora per molto. Cosa mi consigliate di fare?
    Ho già provato a parlare con il mio capo ma la sua risposta è stata che al momento questo è il lavoro da fare.
    Grazie per qualsiasi consiglio!

  18. Salve sono una dipendente a tempo indeterminato con 28 ore settimanali,ho richiesto una riduzione a 25 ore avendo avuto una bambina e non potendo permettermi un asilo privato fino le 19 ,ma il mio datore non aha accettato.posso dare le dimissioni per giusta causa

  19. Buongiorno, mia moglie lavora da 12 anni a tempo indeterminato presso un’azienda. ha ricevuto una buona proposta di lavoro dove gli offrono un primo contratto a tempo determinato per un mese per verificare effettivamente le sue capacità dato che si tratta di un contratto economicamente molto importante.
    Qualora questa prova andasse male, avrebbe diritto alla disoccupazione dato che nell’attuale azienda dovrebbe dare le dimissioni e nell’altro lavoro avrebbe usufruito di un contratto di solo 1 mese a tempo determinato?
    Grazie per un aiuto.

  20. Salve,

    Nell’azienda dove lavoro, assunto come Product Coordinator con contratto livello IV metalmeccanico, mi è stato richiesto di lavorare un paio d’ore in più, che poi si sono trasformate in 11 ore. In pratica ho lavorato dalle 9 del mattino alle 5 del mattino successivo.
    Naturalmente, arrivando a casa verso le 6, non mi sono svegliato per andare a lavoro, essendo certo che per uno straordinario continuato del genere mi spettasse un giorno di recupero.
    Sono stato tuttavia contattato verso le 12 per eseguire del lavoro da remoto che ho svolto dalle 14 alle 16.

    Alla consegna della busta paga di quelle 11 ore di straordinario non c’era traccia. A una mia richiesta di chiarimento, la titolare ha affermato che quegli straordinari li avevo recuperati assentandomi da lavoro.

    Sorvolando il fatto che 11 è maggiore di 8, mi sembra anche che gli straordinari abbiamo un trattamento economico superiore al normale orario di lavoro, soprattutto se notturni ed a maggior ragione se svolti dopo le ore 22.

    Non è la prima volta che succede, anche se mai a questo livello. Inoltre sono stato incaricato più volte a svolgere incarichi non adatti alla mia mansione (montare mobili dell’Ikea, eseguire traslochi, portare materiale di cancelleria da una sede all’altra).

    Ci sono i presupposti per un licenziamento per giusta causa per non osservanza degli artt. 2103 – 2108 c.c.?

  21. Salve, lavoro per una ditta “formalmente” Inglese. Il quartiere generale è in UK ma è soltanto un indirizzo.
    Invece tutto lo staff operativo e il management sono in italia. Il contratto che ho firmato pero’ è inglese e non mi sono stati pagati contributi in Italia. Ho scoperto solo di recente che i contributi sono stati pagati in UK ma non sono ricongiungibili alla mia posizione in quanto lavoratrice italiana in italia cui il governo UK non riconosce alcun diritto alla previdenza.
    Volevo sapere se in caso di licenziamento da parte dell’azienda avrei diritto o no alla disoccupazione e invece in caso di dimissioni se queste possono essere considerate con giusta causa proprio in funzione delle irregolarità contrattuali. Grazie

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