Contributo IVS per Dipendenti in Busta Paga e Autonomi: Cos’è? Guida al Calcolo

Leggere le voci contenuti nella busta paga è importante per capire a cosa realmente si riferiscono.

Una di queste voci importanti da conoscere più a fondo è il contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): si tratta di una contribuzione obbligatoria versata all’INPS o altro gestore speciale ai fini pensionistici e consiste in una quota trattenuta nella busta paga dei dipendenti.

In altri casi la quota la versa direttamente il lavoratore come forma di assicurazione pensionistica.

L’INPS eroga le quote versate nel caso si verifichi una delle tre condizioni per cui viene fatto il versamento IVS, ovvero in caso di invalidità, anzianità o morte de lavoratore.

Le quote versate andranno quindi ai superstiti.

Il contributo versato è diverso a seconda della categoria in cui rientra il lavoratore. Inoltre, il contributo ivs viene calcolato annualmente ed è proprio l’Inps che stabilisce le aliquote contributive.

L’Inps infatti determina il reddito minimo e massimo che riguarda quel periodo di imposta, e il reddito di fascia. Da questi parametri stabilisce poi il contributo dovuto alla gestione IVS.

Cerchiamo di capire qualcosa in più su questo tema estremamente importante.

Contributo IVS 2017: Chi lo paga

Esclusi i dipendenti pubblici, il Contributo ivs deve essere pagato da:

lavoratori dipendenti del settore privato;

artigiani e commercianti;

collaboratoti autonomi iscritti alla gestione separata;

giornalisti iscritti all’INPGI; artisti dello spettacolo;

mezzadri, coloni, IAP e coltivatori diretti.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti privati, apprendisti e collaboratori, chiamati anche subordinati perché lavorano presso un’azienda con contratto a tempo indeterminato, il contributo ivs viene trattenuto direttamente in busta paga.

Gli autonomi invece lo versano entro determinate scadenze con il modello F24.

Contributo IVS 2017: Dipendenti Privati

I dipendenti del settore privato versano il contributo ivs in una misura massima non superiore al 33%, norma in vigore dalla Finanziaria 2007, di cui 9,19% sono a carico del lavoratore, 9,49% riguarda i settori per cui è previsto il contributo CIGS pari allo 0,30% carico del dipendente.

La voce contributo ivs che il dipendente troverà sulla busta paga sarà posta accanto alle voci DS trattenuta contro la disoccupazione entrata in vigore nel 2014, CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari); CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria); Mobilità e Malattia e Maternità.

Il calcolo dei contributi IVS a carico del lavoratore e del datore di lavoro sono stabiliti in base al minimale giornaliero calcolato ogni anno dall’INPS: per il 2015 è pari a 47,68 euro.

Per i dipendenti che hanno invece un’aliquota IVS a proprio carico inferiore al 10% è previsto il versamento di un contributo aggiuntivo IVS dell’1%, una maggiorazione dovuta a partire dalla retribuzione che supera la prima fascia: per il 2015 è pari a € 46.123,00 annui, vale a dire 3.844,00 euro al mese.

Per i lavoratori che hanno iniziato l’attività lavorativa dal 1° gennaio 1966 e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo rivalutato il massimale 2015 arrotondato è pari a € 100.324,00. L’aliquota IVS per i lavoratori dipendenti non agricoli, iscritti prima del 31/12/1995, è del 27,87%, per quelli iscritti dopo si deve versare un incremento dello 0,50%, per cui l’aliquota finale è pari al 32,87%.

Contributo ivs coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP

Il contributo ivs per coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP, imprenditori agricoli professionali si distingue in base a 3 fattori:

  1. ubicazione geografica dell’impresa: se è allocata in zone svantaggiate il contributo è minore;
  2. fascia di reddito dell’azienda: nella prima fascia rientrano quelle  con reddito agrario fino a 232,40 euro; nella seconda fascia quelle tra 232,41 e 1.032,91 euro; nella terza fascia quelle tra 1.032,92 e 2.324,05; nella fascia quarta tutti gli altri redditi.
  3. età del contribuente: il contributo differisce se il contribuente ha un’età maggiore o minore di 21 anni.

Il calcolo del contributo IVS si moltiplica attraverso il reddito medio convenzionale, stabilito ogni anno con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il calcolo viene fatto in base alla retribuzione media giornaliera degli operai agricoli, per il numero di giornate corrispondenti alla fascia di reddito convenzionale a cui appartiene l’azienda. Al risultato finale vengono applicate le aliquote percentuali previste nel 2015.

La nuova aliquota contributi che riguarda le aziende agricole 2015 è pari a 28,30% a carico del datore di lavoro e 8,84% a carico del lavoratore operai agricolo; per le aziende agricole che lavorano con processi industriali l’aliquota è pari al 32,30% a carico del datore di lavoro e 8,84% a carico del lavoratore.

Contributo IVS artigiani e commercianti

Gli autonomi artigiani e commercianti sono obbligati a versare il contributo ivs ai sensi della legge n. 443/1985.

La legge prevede che l’obbligo di versare il contributo ivs riguarda anche i familiari che lavorano nell’impresa, sia che si tratti di coniuge e parenti entro il III° grado ed entro il II°. Il contributo ivs spetta anche ai soci di società in accomandita semplice, unico socio o soci SRL.

Il calcolo dei contributi ivs da versare in un determinato anno viene fatto in base al reddito Irpef dichiarato nella dichiarazione dei redditi ma l’importo non può essere inferiore o maggiore al valore rivalutato annualmente dall’INPS.

Gli artigiani e commercianti sono comunque obbligati a versare un contributo iVS fisso anche se il reddito è sotto la soglia, per il 2015 pari a 15.548,00 euro.

Nel caso il reddito d’impresa supera il reddito minimale, il contribuente deve versare i contributi eccedenti il minimale in base alla percentuale che gli spetta.

Contributo ivs gestione separata

Coloro che risultano iscritti alla gestione separata, professionisti e collaboratori, versano il contributo IVS in base a specifiche aliquote 2015: i collaboratori occasionali, a progetto e venditori porta a porta non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria o titolari di trattamento pensionistico, sono tenuti a versare un’aliquota IVS 2015 pari al 30% + 0,72% per maternità, malattia e ANF.

Se invece detti lavoratori sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria oppure ricevono trattamento pensionistico il contributo IVS è pari al 23,50%.

Per questi lavoratori il calcolo dei contributi INPS da versare viene fatto sulla base del reddito minimale e massimale che l’Inps stabilisce annualmente, mentre il versamento viene effettuato direttamente dal committente che ne corrisponde per 2/3 mentre il collaboratore ne corrisponde per 1/3.

Per quanto riguarda gli autonomi e professionisti iscritti alla gestione separata, sono loro stessi a pagare i contributi e vengono calcolati su specifiche aliquote IVS 2015 gestione separata: 27% + 0,72% per maternità, congedo parentale, malattia e assegni familiari; 23,50% per gli iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria o titolari di pensione.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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