Come Diventare Psicologo: Guida al Percorso Universitario e Formativo

Quella dello psicologo è una figura professionale che in Italia non ha ancora, almeno stando ai dati reddituali, enorme fortuna, ma che è comunque in fortissima ascesa. In aggiunta, è la risposta alla sete di conoscenza, di comprensione della mente dell’essere umano per molti, e non è un mistero che sia una carriera che attira molti, dato che, per fortuna, non tutto è reddito e non tutto è guadagno.

Se vuoi seguire la tua vocazione naturale ti starai sicuramente chiedendo: come diventare psicologo? Quali sono i corsi di laurea da seguire? Cosa c’è da studiare e da non studiare? Da dove si comincia?

Sei nel posto giusto per saperne di più, perché con la guida che ti ho preparato finirai per saperne di più, anzi, per sapere praticamente tutto di quello che si deve sapere su come diventare psicologo.

Pronto? Si parte.

Una professione normata e con albo

Vale la pena di ricordare in apertura che la professione di psicologo è altamente normata all’interno del nostro ordinamento legislativo e che dunque prevede:

  • un percorso di studi specifico;
  • il superamento dell’esame di stato;
  • l’iscrizione all’albo.

Il percorso dunque comincia con l’università, ma non si esaurisce con la stessa, neanche dopo la specializzazione.

In seguito avrò modo di illustrarti tutto il percorso necessario per diventare psicologo e o aprire il tuo studio o farti assumere da una clinica o da una realtà aziendale che ne abbia bisogno.

Il primo passo: l’università

Possiamo bellamente ignorare le scuole superiori, che sono completamente ininfluenti per il conseguimento della laurea in psicologia. Dobbiamo cominciare da questo punto, ovvero dall’iscrizione all’università, ad un corso magistrale oppure specialistico in psicologia.

Le laurea attualmente attive sono le seguenti:

  • LM 51 – laurea magistrale in psicologia;
  • 58/S – laurea specialistica in psicologia.

Il vecchio ordinamento è invece ormai residuo soltanto per chi si era iscritto anni fa e oggi non è più operativo. Possiamo tranquillamente ignorarlo.

Se vuoi approfondire tale tema ti consiglio di leggere questa guida, dedicata proprio al percorso universitario che ti porta ad intraprendere questa professione.

Il tirocinio post-lauream

Dopo la laurea, non sarà assolutamente finita qui. È infatti necessario integrare la nostra formazione con un tirocinio post-lauream obbligatorio. Questo tirocinio ha la durata di un anno e deve essere almeno di 1.000 ore, presso una struttura idonea.

Si può fare tirocinio in dipartimento in università, oppure presso strutture tanto pubbliche quanto private che siano ritenute idonee dal ministero.

Vale la pena di ricordare che per il tirocinio è il caso di muoversi per tempo, contattando le strutture anche prima della laurea: le persone che si laureano in psicologia sono infatti tante, così come sono tante quelle che hanno bisogno di fare tirocinio, mentre sono pochi i posti a disposizione. Per questo motivo è necessario andare a muoversi per tempo.

Il tirocinio deve includere formazione in almeno 2 delle aree che andrò ad indicare successivamente:

  • psicologia clinica;
  • psicologia generale;
  • psicologia dello sviluppo;
  • psicologia sociale.

È necessario, al fine di superare il tirocinio, avere almeno il 66% delle presenze. Nel caso in cui non dovessimo raggiungere questa percentuale, non potremo essere ammessi all’Esame di Stato.

Il tirocinio è forse la parte più dura dell’intero percorso di formazione da psicologo: si lavora sul campo, in strutture spesso provanti per un giovane laureato (carceri, SERT, strutture per la salute mentale).

Avevi detto però di avere vocazione, giusto? È il momento di metterla in pratica.

Una volta ottenuto l’attestato di avvenuto completamento del tirocinio, potrai cominciare a prepararti all’esame di stato.

Dovrai fare domanda e poi sostenere quattro diverse prove, tre scritte e una orale.

  • prima prova (scritta): verte sugli aspetti sia teorici sia applicativi della psicologia avanzata; può includere la progettazione di interventi su casi individuali, oppure anche in ambito di gruppo, di grandi organizzazioni o sociali; ci si occupa anche di valutazione e di sviluppo delle potenzialità personali;
  • seconda prova (sempre scritta): si progetta un intervento complesso sulle potenzialità di sviluppo dei gruppi, oppure sulla prevenzione del disagio psicologico, oppure ancora di sostegno, riabilitazione e promozione;
  • terza prova (l’ultima scritta): prevede la discussione di un progetto di intervento che ha come destinatario un soggetto
  • quarta prova (orale): verte sugli stessi argomenti delle prime tre prove e prevede un approfondimento con la commissione; in questa fase si parla anche di deontologia professionale e di aspetti legislativi legati alla professione

Se si supera l’esame di stato: l’iscrizione all’albo

Nel caso in cui dovessimo superare l’Esame di Stato (non è facile, bisogna prepararsi per bene), potremo finalmente iscriverci all’Albo degli Psicologi, sezione A.

Le modalità di iscrizione possono variare leggermente da sezione a sezione dell’Ordine di Appartenenza e per questo rimando alle guide delle relative sezioni della provincia di residenza.

Una volta iscritto all’albo, sarai pronto per esercitare la tua professione di psicologo, un percorso lungo e tortuoso che ti apre le porte di un mondo sicuramente affascinante, dove però, date le retribuzioni non esattamente al top (te ne parlo qui), necessita di motivazioni importanti e di amore per la professione.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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