Come Diventare Programmatore: Percorso e Consigli Fondamentali

Quello del programmatore è un mestiere sempre più richiesto, anche in un Paese come il nostro, l’Italia, dove l’informatica e l’hi-tech non sono esattamente priorità o forti settori industriali.

Ma come diventare programmatori? Qual è il percorso di studi più adatto per seguire questa carriera? Quali sono le opportunità per chi non è laureato? Ne parlerò diffusamente nella guida di oggi. Continua a leggere se vuoi saperne di più.

Conta più la pratica: i programmatori lavorano anche senza titolo di studio

Vale la pena di sgomberare il campo subito da un grosso equivoco. Nonostante le facoltà di informatica e ingegneria nel nostro Paese siano particolarmente affollate, esse non sono l’unico possibile canale per diventare programmatori e trovare un’occupazione nel settore.

Avere la possibilità di presentare sul mercato del lavoro competenze certe, con progetti grossi alle spalle, vale più di tanti “pezzi di carta”, in un settore che, è il caso di dirlo, è uno dei più meritocratici non solo in Italia, ma ovunque nel mondo.

Per questo motivo va ridimensionata almeno leggermente la portata del titolo di studio quando parliamo di programmatori.

Il percorso universitario può sicuramente essere valido, ma a chi ha studiato da autodidatta e può mostrare concretamente ad eventuali datori di lavoro di saperci fare, può andare bene comunque.

Un settore sconfinato e in continua espansione

Altra questione riguarda quella dei linguaggi e degli ambiti di programmazione. Tra un programmatore di microchip, di elettrodomestici, di centraline per autovetture e di programmi per il web, ci sono differenze enormi sia a livello di competenze che di linguaggi utilizzati.

Questo vuol dire che siamo davanti ad un settore che è ormai ultra-specializzato e che non c’è modo più per chi si muove come quello che sa di tutto un po’ di impiegarsi con profitto.

Dopo un percorso comune, il programmatore deve necessariamente specializzarsi in qualche ambito e in qualche linguaggio, a meno di non essere un genio di portata mondiale.

Il percorso di studi per chi vuole diventare programmatore

Esistono tendenzialmente due percorsi di studio universitario per chi vuole diventare programmatore. Vediamo insieme quali sono le differenze.

Laurea in Informatica per diventare programmatore

È una formazione di natura decisamente più teorico, dove sicuramente si può imparare a programmare, ma dove l’aspetto pratico è relativamente meno importante rispetto al, come avremo modo di vedere, corso di ingegneria informatica.

C’è da dire che una maggiore preparazione teorica sicuramente può essere utile anche a chi vuole impiegarsi in settori commerciali.

Fondamentale per questo tipo di corso di laurea sono lo studio della matematica avanzata, della geometria, delle tecniche di programmazione e degli algoritmi.

Non viene toccata per nulla o quasi la teoria dell’hardware, ovvero quelle informazioni che riguardano la parte fisica dei nostri computer e dei nostri dispositivi.

Non sempre questo è uno svantaggio a livello commerciale.

Laurea in Ingegneria informatica

Il secondo corso di laurea adatto a diventare programmatore è quello in ingegneria informatica.

Qui siamo davanti ad un corso di studi che vede la formazione tipica dell’ingegnere per il primo anno, per poi dirigersi verso argomenti più inerenti l’informatica e la programmazione.

La formazione che viene offerta da questo tipo di corso di laurea è sicuramente più ibrida, e prevede inoltre la possibilità di studiare anche quanto riguarda l’hardware e quindi la progettazione specifica di dispositivi.

Si tratta di un corso che comunque, con la specializzazione giusta, offre ampio spazio alla programmazione di altissimo livello, parlando anche delle possibili applicazioni nel mondo del lavoro.

Quale dei due conviene?

Dipende in largo modo dalle nostre attitudini personali. Chi pensa di poter essere più interessato ad aspetti teorici e accademici, dovrebbe orientarsi verso la laurea in informatica.

Chi invece pensa di voler “toccare con mano” aspetti più pratici dell’informatica, farebbe sicuramente bene a scegliere il corso di ingegneria informatica.

La pratica sul campo, la passione, le capacità

Chiudiamo il discorso con quanto avevo detto in apertura, ovvero che in questo settore specifico la pratica vale più della teoria, e poter dimostrare a curriculum di aver sviluppato progetti importanti è decisamente più fondamentale di avere titoli altisonanti.

Chi vuole fare il programmatore, sia prima dell’università che durante la stessa, farebbe bene a partecipare a sviluppi collettivi (l’open source è un’ottima possibilità) e a migliorare le sue competenze su progetti reali e specifici.

E alle superiori?

Alle superiori, detta francamente, la differenza è poca. Gli istituti tecnici per programmatori non sono stati un grandissimo successo, soprattutto per chi vuole fare il programmatore ad alti livelli e con alta remunerazione.

Si potrebbe dire che una scelta vale l’altra, anche se una buona preparazione matematica fa sicuramente comodo.

Se vuoi approfondire il tema legato a questo mondo, ti consiglio di leggere la guida dedicata a come creare un’app di successo.

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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