Come Diventare Perito Assicurativo: Cosa Fa e Quanto Guadagna un Professionista

Il perito assicurativo: cosa fa e chi è? Il suo mestiere non è semplice, e spesso ricadano su di lui molte colpe delle quali non è invece responsabile. Quanto si guadagna facendo questo lavoro?

Nell’articolo odierno cercheremo di far luce sulla professione analizzando il percorso di studi da compiere, le mansioni da svolgere e lo stipendio a cui si può ambire una volta assunto questo incarico la cui istituzione, con apposita legge, risale al 1992.

Cominciamo subito con il dire che il perito assicurativo ha il cruciale compito di mettere in collegamento il cliente e l’agenzia assicurativa. Una delle prerogative che deve avere è quella dell’affidabilità, vista la complessità delle situazioni in cui è chiamato ad operare.

Il perito assicurativo è a tutti gli effetti un libero professionista: non deve avere alcun legame con le parti in quanto entra in gioco nel momento in cui ci sono controversie tra consumatori e compagnie assicurative oppure tra più compagnie di assicurazione.

Egli, quindi, può operare sia per la parte lesa, ma anche per l’assicurazione, che ha bisogno di prove e documenti che attestino gli eventuali incidenti.

In queste situazioni, infatti, il perito diventa una sorta di investigatore e scatta foto sul luogo del misfatto. Il perito assicurativo può essere assunto anche dal tribunale, mediando così i rapporti tra agenzia e cliente e fornendo prove sull’accaduto.

Come si diventa perito assicurativo? Quanto guadagna un professionista?

La strada non è semplice ma neanche impossibile se si è dotati di passione e buona volontà.

Il perito assicurativo deve innanzitutto possedere un diploma o una laurea, ma soprattutto deve svolgere un tirocinio per poter così iscriversi poi all’albo.

Generalmente il profilo tipo del perito assicurativo è improntato su una formazione dedicata allo studio di materie economico-giuridiche: laurea in giurisprudenza, economia o scienze politiche sono consigliate ma non obbligatorie per iscriversi all’albo.

Tutti coloro che hanno problemi dal punto di vista penale, non possono assolutamente svolgere questa professione. Un fatto, questo, che accomuna tutti quei lavori che richiedono l’iscrizione ad un albo oppure rapporti con la pubblica amministrazione.

Il tirocinio da svolgere ha le stesse identiche caratteristiche di quelli universitari o dei praticantati.

Il futuro perito deve quindi lavorare presso lo studio di un perito, senza firmare mai alcuna perizia e senza prendersi mai grosse responsabilità. Alla fine di questo percorso il perito deve rilasciare un documento che attesti la vostra partecipazione. A questo punto si può fare domanda per l’iscrizione all’albo.

Quanto guadagna un perito assicurativo?

Questa domanda non può trovare una risposta certa, in quanto i periti sono dei liberi professionisti con partita iva.

Questo significa che il loro stipendio dipende dal numero di clienti e dalle loro esigenze: come abbiamo scritto in più occasioni, quando c’è una professione è difficile dire su due piedi lo stipendio che si riesce a portare a casa perché ci sono tante variabili che cambiano da zona a zona e da professionista a professionista.

Tendenzialmente, comunque, il guadagno di un perito è comunque di almeno mille euro al mese, fermo restando che c’è chi guadagna molto di più e chi guadagna meno.

La carriera e le capacità personali permettono un aumento del portafoglio clienti e quindi del guadagno.

Questa professione è solitamente amata e odiata allo stesso tempo: amata perché può regalare grandi soddisfazione, odiata perché spesso e volentieri i periti sono costretti a sopportare attacchi su questioni in cui loro non sono i diretti responsabili.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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