Come Diventare Chef: Percorso Formativo e Opportunità di Carriera

Se la cucina è la tua passione, in un’era dove gli chef stellati sono diventati delle rockstar, ti starai sicuramente chiedendo come diventare chef, quali sono i percorsi giusti per acquisire competenze e arrivare nei migliori ristoranti, e, più in generale, come cominciare a cucinare sul serio, cominciandoti a distaccare da chi “sa cucinare bene” per trasformarti in chi “cucina come un cuoco”.

Al contrario di quello che potrebbero farti credere i mille reality a tema cucina che prendono dei perfetti sconosciuti e li portano sull’Olimpo della cucina nazionale e internazionale, c’è bisogno di tanta gavetta, di tanto talento, e soprattutto dei corsi giusti.

Vediamo insieme come diventare chef nel miglior modo possibile, schivando quelle proposte formative che lasciano il tempo che trovano e che non possono in alcun modo andare a migliorare la nostra tecnica e le nostre capacità.

Come ti ho già detto, non sarà affatto un percorso facile. Cominciamo ad entrare nel vivo della vicenda.

Perché diventare chef? Cosa fa lo chef?

Comincio sgombrando il campo da un equivoco del quale le televisione è la prima responsabile. Il grosso degli chef, anche quelli stellati, passa tanto tempo in cucina, e non nelle trasmissioni televisive.

Ci sono pochi eventi ai quali partecipare, dato che saremo murati in cucina o dai fornitori durante tutto l’arco della giornata. Con questo non voglio assolutamente dirti che è impossibile diventare chef, ma che oltre al talento e a una buona preparazione servono necessariamente anche altre caratteristiche, e ovvero tanta, tanta passione.

Se pensi di avere la passione di cui avrai sicuramente bisogno, continua a leggere. In caso contrario, meglio rivalutare questa possibilità e orientarsi magari verso qualche altra carriera.

Come diventare chef stellato? No, non basta saper cucinare bene

Lo chef non è un robot che prepara piatti buoni da mangiare. Dietro il suo lavoro c’è una ricerca tecnica e della materia prima che richiede preparazione tecnica, di studio e sensibilità assolutamente non comuni.

Tutti i percorsi formativi per diventare chef, che presentano un percorso di qualità, si concentrano dunque su questi tre fattori:

  • gusto;
  • competenze tecniche;
  • conoscenza della materia prima.

Senza questo trittico di competenze, purtroppo, non si va da nessuna parte.

Il caso più classico: l’alberghiero

Gli Istituti Alberghieri sono forse la via più comune per diventare chef, o meglio, per avere le competenze che ci porteranno a lavorare in cucina al grado più semplice, per poi tentare la scalata, guidati da un grande maestro.

In Italia essi rappresentano un istituto superiore e quindi presentano un problema “anagrafico” per molti. Infatti un conto è se ci si iscrive a 13 anni, finita la scuola media.

Ma se si capisce più avanti che il proprio sogno è diventare cuoco, allora come fare? Tornare a scuola, a quegli orari e con quel monte ore, è probabilmente impossibile per chi magari è già avanti con gli anni e vorrebbe recuperare un’occasione che sente di aver perso.

Il corso superiore è diviso in un triennio e un biennio. Nei primi tre anni si ottiene la qualifica di operatore di cucina (per chi ovviamente sceglie l’indirizzo relativo alla cucina), mentre al termine del quinquennio si ottiene anche il diploma di Tecnico dei Servizi di Ristorazione.

Un bel pezzo di carta, non c’è che dire, che magari riuscirà a farci mettere piede in una cucina, ma che non sarà sufficiente per farci diventare chef.

Lo chef non è un avvocato, un medico o un ingegnere, che può vantare titolo solo per aver portato a termine il percorso di studi. Dovrà continuare ad aggiornarsi e soprattutto, alla fine del percorso, dovrà trovare qualcuno disposto a offrirgli il controllo totale e assoluto di una cucina di livello.

Il risultato è che il percorso non è finito qui, anzi, è appena iniziato (anche se, diciamocelo, è così per quasi tutte le professioni!)

Il secondo passo: la gavetta in cucina

Se dovessi sentir parlare cuochi come Canavacciuolo, Gordon Ramsey, Barbieri, Cracco, Vissani e tutto il gotha mondiale della cucina, ti racconteranno tutti o quasi della stessa esperienza: titolo alberghiero o no, tutti sono passati da una quasi interminabile gavetta in cucine di livello, in Italia o all’estero.

È una gavetta lunga, faticosa, durante la quale però si impara tanto, quasi tutto. Accedervi non è facilissimo, perché bisogna mostrare di essere già in possesso di competenze non banali e di potersi inserire in una squadra di cucina che è una macchina perfetta, che deve andare avanti senza esitazioni e servendo sempre e soltanto piatti di assoluto livello.

I corsi privati: quelli giusti per migliorare e presentarsi sul mercato

Nonostante l’attenzione per il cibo sia sempre più alta, nonostante il fatto che ci sia sempre più attenzione anche per chi lavora in cucina, il mondo degli chef è ancora in larga parte dominato, soprattutto ai livelli medio bassi, da dilettanti improvvisati.

Il grande salto si può fare anche con il corso giusto, scegliendo tra le migliaia di offerte soltanto quelle che ti permettano di:

  • migliorare a livello tecnico, per le tecniche di base e avanzate di cucina;
  • migliorare la tua cultura alimentare: dagli abbinamenti alle materie prime, passando per la storia di questa straordinaria arte;
  • migliorare a livello organizzativo, ovvero imparare a gestire una cucina e una brigata, questione assolutamente fondamentale per fare gli chef, anche più del saper strettamente cucinare;
  • saper creare un menù che rispetti la specificità del ristorante, la propria idea di cucina e lo spirito del tempo.

Conclusioni

In questa guida abbiamo visto come diventare uno chef (oppure uno chef de rang, come ti spiego in un’altra guida): il grande passo è possibile, ma difficilmente passa per reality che sono degli spettacoli di intrattenimento e non necessariamente delle buone scuola di cucina.

Non mi resta che farti un grosso in bocca al lupo!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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