Calcolo TFR Netto: dal Lordo al Netto, Scopri Come!

Calcolare il TFR netto non è assolutamente un’operazione semplice, dato che alla formazione dello stesso concorrono, in entrambi i sensi, diverse variabili.

In questa guida procederemo ad individuare un percorso per il calcolo del TFR netto che sia facile da mettere in pratica, tenendo conto di tutte quelle che sono le norme, le tassazioni e le detrazioni in essere.

Che cos’è il TFR?

Prima di addentrarci nel calcolo, ricordiamo cos’è a grandi linee il TFR. Il Trattamento di Fine Rapporto è una sorta di liquidazione o buona uscita che spetta al lavoratore quando viene licenziato, quando rassegna le dimissioni oppure quando va in pensione.

Si tratta di una somma che viene accumulata negli anni e che viene dunque ottenuta, al netto di eventuali anticipi ottenuti, quando si cambia lavoro.

Come va calcolato il TFR NETTO?

L’erogazione del Trattamento di Fine Rapporto netto ai lavori dipendenti, è soggetta a quella che è la tassazione separata come prevista dall’art. 17 del TUIR.

In via generale, nel rispetto di quello che è il principio di equità nell’imposizione fiscale, il principio è quello di tassare reddito che è stato prodotto nel corso di più anni non con l’aliquota di riferimento dell’anno in cui si percepisce il TFR, ma piuttosto con un’aliquota media che cerchi di incorporare la tassazione che si è verificata nel corso degli anni durante i quali il TRF è maturato.

Per dunque applicare la tassazione al TFR lordo al fine di ottenere il TRF netto, è necessario essere in possesso di due informazioni di fondamentale importanza:

  • il numero di anni e delle frazioni di anno che hanno contribuito alla formazione del Trattamento di Fine Rapporto;
  • le aliquote IRPEF che sono relative agli anni durante i quali è stato maturato il TRF.

Operando in questo modo si ottiene in genere una tassazione che è relativamente inferiore rispetto a quella in vigore nell’ultimo anno, quello durante il quale si è percepito il TFR.

Inoltre interviene nel processo l’Agenzia delle Entrate: secondo una recente legge infatti l’Agenzia delle Entrate può ricalcolare la media delle aliquote basandosi soltanto sugli ultimi 5 anni e, nel caso in cui l’aliquota fosse superiore a quella calcolata lungo tutto il periodo lavorativo del lavoratore che percepirà il TRF, si applicherà l’aliquota più elevata, con l’Agenzia delle Entrate che si preoccuperà di chiedere la differenza al lavoratore che ha percepito il TFR.

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Qual è il procedimento per calcolare la tassazione separata del TFR?

Una volta che avremo individuato quello che sarà il TRF lordo, che è costituito dalla somma degli accantonamenti su base annuale con una rivalutazione all’interesse legale, per poter calcolare il TFR netto dovremo calcolare il monte di tassazione separata per poi sottrarre dal TFR lordo.

Il datore di lavoro, che è il sostituto di imposta in questa operazione (ovvero sarà obbligato a versare la tassa per conto del dipendente), dovrà procedere al calcolo come segue:

  • dovrà innanzitutto essere determinata quella che è la base imponibile, costituita dalla somma dei TRF accontonati negli anni, rivalutati agli indici ISTAT;
  • individuare il reddito di riferimento per la tassazione;
  • individuare l’aliquota media della tassazione;
  • calcolare l’IRPEF.

Successivamente l’Agenzia delle entrate si occuperà comunque di ricalcolare l’aliquota includendo esclusivamente quelle dichiarate negli ultimi 5 anni.

Ma a chi è dovuto il TFR?

Secondo l’articolo 2120 del codice civile attualmente in vigore, in ogni caso di cessazione del rapporto, e che dipenda dunque da pensionamento, licenziamento o dimissioni, ogni lavoratore dipendente ha diritto al trattamento di fine rapporto che deve essere minimo della somma percepita in un anno diviso 13,5 per ogni anno lavorato, calcolando ovviamente in rapporto anche le porzioni di anno lavorate.

Questo calcolo deve comprendere tutte le somme corrisposte durante l’anno, anche in natura, a patto che si tratti di una dipendenza di carattere non occasionale e escludendo i rimborsi spese.

I contratti collettivi di lavoro possono comunque accordarsi diversamente, cosa che però, almeno nel nostro paese, non si è mai verificata.

Come calcolare il tfr netto

Quale indice si deve utilizzare per la rivalutazione?

Per la rivalutazione è necessario utilizzare l’INDICE ISTAT, calcolando la differenza con l’anno precedente e nel caso in cui si tratti di una frazione di anno, del dicembre subito precedente.

La rivalutazione avviene anno per anno ed è dunque opportuno tenere traccia delle somme rivalutate ogni anno, evitando di calcolare il tutto soltanto al momento in cui il lavoratore deciderà di abbandonare il posto di lavoro o sarà allontanato dallo stesso.

Come si calcolano gli scaglioni?

Gli scaglioni applicabili per l’IRPEF vanno calcolati nel modo seguente:

  • per il primo scaglione dai 0 ai 15.000 euro va applicata un’aliquota al 23%;
  • per il secondo scaglione c’è bisogno invece di applicare 27%, per la somma che va da 15.001 a 28.000 euro;
  • per il terzo scaglione invece per la parte tra i 28.001 e i 55.000 euro va applicata un’aliquota del 38%;
  • per il quarto scaglione invece, dai 55.001 euro ai 75.000 euro va applicata un’aliquota del 41%;
  • per tutte le eccedenze oltre i 75.001 va invece applicata un’aliquota del 43%.

Bisogna affidarsi ad un professionista?

Nel caso di posizioni complesse, dove il TRF è maturato su molti anni di retribuzione, la cosa migliore è sicuramente quella di affidarsi ad un professionista, magari al commercialista stesso dell’azienda, per il calcolo del TFR netto.

Le aliquote IRPEF possono infatti cambiare nell’arco del periodo di riferimento, soprattutto se molto lungo e calcolare percentuali e rivalutazioni non è sempre operazione agile.

Prima di salutarci, vorrei consigliare la lettura della guida dedicata all’anticipo del TFR, quando conviene richiederlo?

Buon proseguimento su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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