REIS – Assegno di Povertà: Ecco Come Richiederlo

Entro il prossimo settembre 2017 entrerà in vigore un’ulteriore forma di sostegno alle famiglie sotto la soglia di povertà, che prenderà la forma di un assegno versato mensilmente a favore di determinate categorie di soggetti.

Sulla stampa ha preso il nome di assegno di povertà, anche se il reddito non sempre è l’unica delle variabili che permetteranno di accedere a questo assegno.

Il nome tecnico è REI, ovvero reddito di inclusione e può essere un’ottima opportunità per le famiglie maggiormente colpite dalla crisi, tutto questo grazie alla Delega sulla povertà al Governo, che ha deciso di introdurre da quest’anno tale misura.

Una delle iniziative del Piano contro la Povertà

Prima di addentrarci nello specifico dei requisiti e delle modalità di erogazione del Reddito di Inclusione, sarà necessario individuare anche quale è stato il quadro politico che ha portato allo sviluppo di questa forma di aiuto per le famiglie maggiormente in difficoltà.

Il contesto è quello della legge delega contro la povertà, che ha invitato il governo a mettere in opera da subito, entro sei mesi dalla delega, misure universali che contengano la dilagante povertà che ha colpito quelli che erano un tempo appartenenti a pieno diritto del ceto medio.

Le famiglie che si trovano al di sotto della soglia che permette di acquistare beni e servizi essenziali sono più di quattro milioni e questo non ha potuto che spingere il governo ad intervenire con una formula per quanto possibile universale e davvero in grado di aiutare chi ha effettivamente bisogno.

Come funziona l’assegno di povertà – REIS?

Il REIS (Reddito di Inclusione Sociale)  è uno strumento che va ad affiancare altri strumenti contro le situazioni a rischio: grazie ad esso, la Carta SIA, nata dalla social card sperimentale destinata a sole 12 città italiane, verrà ampliata ed estesa a tutti i comuni italiani e verrà sostuita dalla nuova misura nazionale per il contrasto alla povertà, appunto, il  REIS.

Il REIS è uno strumento a sostegno del reddito per persone che si trovano al di sotto della soglia stabilita statisticamente e per legge di povertà, che servirà non solo a garantire un reddito adeguato alle famiglie, ma anche a permettere una inclusione sociale di tipo attivo, sia a livello lavorativo che scolastico, senza dimenticare l’accesso alle misure sociali e sanitarie, per tutta la famiglia.

Oltre a dimostrare di avere un reddito al di sotto della soglia stabilita, le famiglie dovranno dunque partecipare a quelli che sono dei percorsi individualizzati per il reinserimento nel mondo del lavoro per gli adulti, nonché nella scuola per i figli che si trovino ancora in età scolastica.

Da una parte si dovranno dunque impegnare i comuni ad erogare l’assegno, e dell’altro l’INPS si dovrà preoccupare delle ulteriori occorrenze, con il primo che dovrà inoltre improntare dei percorsi individualizzati per il re-inserimento delle persone colpite da stato di povertà.

A quanto ammonta l’assegno REI?

L’assegno che viene assegnato tramite REI verrà erogato con una carta prepagata, in modalità simili a quelli della carta SIA già operativa, con l’addebito delle somme che avverrà su base mensile e potrà essere utilizzato per tutti gli acquisti presso:

  • i negozi convenzionati
  • i negozi di generi alimentari
  • le farmacie
  • le parafarmacie
  • le strutture per il pagamento delle utenze

A quanto ammonta l’assegno? Si dovrà ancora discutere prima dell’approvazione definitiva del disegno di legge, anche se le somme verso le quali il governo sembrerebbe orientato si aggirano intorno ai 500 euro per nucleo famigliare.

I dati dovrebbero essere questi:

  • 1 membro 80 euro
  • 2 membri euro 160;
  • 3 membri euro 240;
  • 4 membri euro 320;
  • 5 membri o più 400 euro.

Quali sono i requisiti per richiederlo ?

I requisiti di cui si deve essere in possesso per questo tipo di aiuto sono molto simili a quelli che erano richiesti per l’ottenimento della carta SIA, ovvero:

  • Essere cittadini italiani, oppure dell’Unione Europea;
  • in alternativa: essere familiari di un cittadino italiano o comunitario, a patto che si abbia il permesso di straniero;
  • in alternativa: essere cittadini extra-comunitari che sono in possesso del permesso di soggiorno;
  • in alternativa: rifugiato politico o titolare di protezione sussidiaria;
  • almeno un soggetto del nucleo deve essere minorenne;
  • a parità di altre condizioni, la precedenza sarà data alle famiglie nelle seguenti condizioni: disagio abitativo, accertato dal Comune; nucleo familiare monogenitoriale, per cui costituito da un solo genitore e figli minori; nucleo familiare con 3 o più figli minorenni, oppure, con 2 figli ed il 3° in arrivo; nucleo familiare con 1 o + figli minori disabili;
  • un ulteriore criterio di precedenza è rappresentato dal numero dei figli e in considerazione dell’età più bassa del figlio più piccolo;
  • si deve avere un ISEE inferiore a 6000 euro (fino a questo momento si parlava invece di 3000 euro);
  • Patrimonio mobiliare così come stabilito ai fini Isee;
  • valore dell’indicatore della situazione patrimoniale ancora una volta come definito ai fini Isee;
  • valore della abitazione di residenza,qualora si si sia in possesso di una casa di proprietà;

Per quanto riguarda i requisiti lavorativi sarà necessario:

  • Presenza di adulti disoccupati nel nucleo familiare al momento della domanda;
  • almeno uno dei  componenti del nucleo che nei 36 mesi precedenti alla domanda in una delle seguenti condizioni: 1) cessazione del rapporto di lavoro se lavoratore dipendente; 2) cessazione attività, se lavoratore autonomo; 3) poter dimostrare di aver lavorato almeno 180 giorni con tipologie contrattuali flessibili;
  • in alternativa al punto 2, almeno un componente del nucleo impiegato con tipologie contrattuali flessibili. In tal caso, il valore totale  per il nucleo familiare dei redditi da lavoro nei 6 mesi precedenti la domanda non deve superare 4.000 euro.

Come si effettua la domanda? Informazioni, Inps e Moduli da compilare

Per sapere dove fare domanda sarà necessario attendere il decreto attuativo, che dovrebbe arrivare, come abbiamo detto, entro il prossimo settembre.

Non mancheremo di aggiornarvi sulle novità che riguardano quella che è una misura molto importante per l’aiuto alle famiglie, in un periodo che, purtroppo, continua a vedere il numero di poveri al di sotto della soglia continuare a crescere su tutto il territorio nazionale.

mm
È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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mm
È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

9 COMMENTI

  1. Buona sera ,vorrei tanto che qualcuno mi aiuta con una risposta …..sono una madre cassalinga 2 figlie minori …ho fatto Isee per fare la domanda per un aiuto risarmio luce e la card SIA….E in nucleo mio famigliare sono anche miei genitori che uno ha la pensione di invadilita .ma da comune non vuole farmi questo aiuto perche la mia figlia picolla a un padre ..che e italiano .in nucleo familigliare devo mettere anche lui ….ma lui non ha indirizio mio …lui ha a casa di suoi genitori ….la prego di aiutarmi …non so più che devo fare …io con la figlia grande che non e sua non abbiamo mai un soldo in tasca ..perchè lui non ci da niente …vorrei un aiuto ….che mi può da un po di solievo …abito in paesi picollo in campagna e non si trova neanche un paio di ore a settimana…grazie mille….

  2. Ciao sono Claudio mi trovo da il 2013 che è morto mio padre senza reddito e disoccupato solo lavori occasionale , abito con mia sorella di 22 anni anche lei diplomata ma senza reddito e disoccupata e abitiamo in una cosa popolare ater dobbiamo pagare affitto e tutte le bollette che seguono e non sappiamo che fare è arrivata una lettera che ammonta a 15.000€ di arretrati di affitto da pagare volendo con rate mensili fino a 120 e subito 800€ di più per mancata pagamento di affitto. Impossibile trovare il modo chiedo a tutti ma solo appuntamenti e il tempo passa, so che non mi contatterà nessuno però provare non mi costa nulla fortuna grazie mille per adesso. Claudio

  3. Ciao sono Giovanni padre di tre figli minori 17, 10 e 3 anni , a maggio 2016 ho chiuso la p.i nel settore edile causa poco lavoro, tuttora sono disoccupato ho in corso uno sfratto perchè non riesco a pagare 615 euro al mese la moglie disoccupata, il comune non mi aiuta al pari di immigrati anzi guardano pure male . Ma io vorrei sapere se ho diritto alla social card per disoccupati, o al reddito di inclusione sociale ( REIS ) in vigore a settembre. Spero di poter avere risposta. GRAZIE.

  4. Ciao sono Enrico ho 58 anni sono solo e disoccupato da oltre tre anni , facevo la libera professione ma causa poco lavoro ho cessato l attività , alla mia età è difficile collocarsi sul mercato del lavoro se non impossibile, sopravvivo grazie all’aiuto economico di mia sorella . vorrei sapere se ho diritto alla social card per disoccupati, o al reddito di inclusione ( REIS) in vigore a settembre.
    Grazie Enrico

  5. 80 euro per chi è senza lavoro? in questo modo lo stato italiano pensa di aiutarci? con 80 euro ci si pulisce il c…

  6. certo che c. pulisce il c. come posso fare x ottenere questi 80 e.o un isee di e.6.553,00-invalido al 70/ e mia moglie con un ictus.
    mi chiamo sabino giuseppe ,vle esperia sperani 84/00135 roma,gmeil.giuseppe.sabuno 1943 gmeil .com

  7. Ma a chi lo danno come la carta sia dopo tutti i requisiti non si arriva a 45 punti adesso quanti punti si deve arrivare disoccupati con bimbo di 1 anno e niente sia per piacere basta prendere in giro date lavoroooooo

  8. Ragazzi, ho un idea, andiamo tutti a fare una bella vacanzina in senegal, cerchiamo di abbronzarci bene e torniamo sui barconi che ci sbarcano in sicilia, chissà, magari ci danno anche a noi 35 euro al giorno senza fare un tubo!
    Anche io sono sola senza figli, a fine giugno disoccupata, ma nessuno ti ascolta, inoltre a 55 anni la società ti taglia fuori dal mondo del lavoro, anche se poi ti fa andare in pensione sempre più tardi, quindi un controsenso! Essere italiani è una sfortuna pazzesca, se poi sei single, non hai diritto nemmeno ad una casa popolare, ti passano avanti tutti. Tutti devono avere gli stessi diritti, ma mi dispiace sentirmi un ospite in casa mia. Prima di tutto bisognerebbe restituire l’Italia agli italiani con il sacrosanto diritto al lavoro e poi accogliere tutti gli altri. Questa non è una questione di razzismo ma di civiltà di un paese.

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