L’automobile è una zavorra indecente per le tue finanze: come muoversi senza sprecare soldi?

Se hai un briciolo di attenzione ai tuoi soldi e sei finito su Affari Miei sarai sicuramente d’accordo con me nel dire che, nella vita finanziaria di ognuno di noi, l’automobile si gioca con la prima casa il primato nelle fisse degli Italiani.

A torto o ragione, l’auto è a tutti gli effetti una “parte” importante della nostra vita e, soprattutto per chi non vive in città, rappresenta forse l’unico mezzo di spostamento e di indipendenza.

Proprio perché le macchine non funzionano ad acqua e, tra burocrazia e manutenzione, ci portano via un sacco di soldi, ho deciso di scrivere una serie di articoli in cui cerco di fornire delle soluzioni pratiche per affrontare al meglio il tema e cercare di individuare un metro di ragionamento da applicare alla scelta sulla mobilità privata.

Le informazioni che trovi qui sono utili sia se vuoi comprare la macchina (magari è la prima), sia se stai cercando di capire come liberartene.

In questo articolo voglio raccontare la mia esperienza con l’automobile, i ragionamenti che ho effettuato e le decisioni che ho preso nel corso degli ultimi anni. Dato che, come sai se mi segui, vivo a Torino, il discorso è per forza di cose locale ed estendibile soltanto ad altre città medio grandi.

Tieni conto, poi, della mia situazione personale: sono sposato e non ho figli, quando il percorso di cui ti parlerò è iniziato convivevo con la mia attuale moglie. Le mie riflessioni sono ottime per single, coppie senza figli o con bambini ancora molto piccoli: dedicherò alle coppie con figli altri approfondimenti.

In successivi e separati articoli, poi, proverò a buttar giù qualche considerazione anche per chi vive in paesi molto piccoli o in campagna perché, essendo io stesso nato in un comune da 5 mila abitanti, mi rendo conto che la situazione è molto differente e concetti quali car sharing, trasporto pubblico, taxi e simili non arriveranno probabilmente mai o comunque saranno di larga diffusione tra un bel po’ di tempo.

Allaccia la cintura che partiamo.

La mia esperienza con la mobilità

Le esperienze degli altri hanno poco valore se non contestualizzate nella situazione di partenza di chi parla o scrive.

Per queste ragioni devo raccontarti tutto il mio approccio alla mobilità nel corso degli ultimi anni per farti capire come ho maturato le mie convinzioni.

Ti spiego subito, però, la mia idea sull’argomento:

L’automobile è un mezzo che ti porta da A a B, come tale è un costo e deve gravare il meno possibile sul mio portafoglio.

Non sono interessato alla parte emozionale, non mi interessa apparire o voler essere tramite una macchina. Lascio agli altri queste cose per me prive di senso ed inutili alla stregua del vestirsi con abiti costosi di grandi marche, dell’avere televisori enormi e l’ultimo modello dell’iPhone.

Il mio unico obiettivo personale, divenuto nel tempo la missione di Affari Miei, è quello di curare al massimo i miei interessi finanziari guadagnando di più, tagliando le spese inutili ed investendo i miei soldi per farli crescere grazie all’interesse composto.

Meno soldi spendo in cazzate prive di senso e meno possibilità ho di essere ricattabile, in difficoltà economiche e bisognoso di sussidi INPS, pensioni statali o cose simili.

Veniamo alla mia esperienza.

Step numero uno: il trasporto pubblico

Vivo a Torino dal 2015 dopo 25 anni passati in Costiera Amalfitana. Quando vivevo al Sud mi sono spostato per anni con il trasporto pubblico che, nella mia terra d’origine e in tutta la regione, è a livelli da Terzo Mondo.

Ho avuto la fortuna di viaggiare sia quando non avevo il becco di un quattrino che quando ho iniziato a lavorare e provo vergogna, ogni volta che torno a casa mia, per le condizioni del trasporto pubblico. Torino, con le dovute proporzioni, non è molto meglio, ci tengo a sottolinearlo e questo sarà un tema ricorrente di questo articolo.

L’unico mezzo privato che avevo quando ero in famiglia era l’automobile di mio padre, una vecchia Renault Clio che cammina ancora per miracolo ed è tenuta in vita eroicamente da mio cognato meccanico. Essendo sua, la usavo quando non gli serviva o nelle occasioni in cui non potevo fare a meno.

Quando sono arrivato a Torino non avevo, quindi, una mia automobile ed ho iniziato ad usare i mezzi pubblici che, pur essendo vergognosi rispetto ad altre città europee delle stesse dimensioni, fanno il loro “sporco” lavoro almeno per ciò che servivano a me.

Avendo preso casa in una zona semi centrale, infatti, ho sempre utilizzato le linee di autobus e tram migliori (o meno peggiori) per tratte molto brevi che, nella mia prima fase in città, erano più che sufficienti per le mie esigenze di spostamento. Tieni presente questo particolare perché ci torneremo dopo.

L’abbonamento annuale al trasporto pubblico, a titolo di notizia, costa circa 300€: se usi i mezzi almeno 200 giorni all’anno, il costo giornaliero è di circa 1,50€.

Dal bus al…taxi

Potrebbe sembrare assurdo ma il secondo mezzo di spostamento che ho utilizzato è stato il taxi. Questo perché il trasporto pubblico di notte raramente arriva oltre le 1 e le corse sono molto rare. Considerando che quando sei a quell’ora in giro, nella migliore delle ipotesi, sei di ritorno da una cena dove hai bevuto del vino o della birra, l’idea di farmi stracciare la patente o di finire in un muro alla guida di un’automobile non mi è mai passata nemmeno per l’anticamera del cervello.

Per queste ragioni ho iniziato ad utilizzare il taxi anche grazie al fatto che – evviva la concorrenza – l’arrivo, ostacolato in ogni modo dalla categoria, di MyTaxi, Uber e Zego ha costretto i tassisti a dotarsi di un’applicazione molto comoda e trasparente che ti permette di prenotare la tua corsa dallo smartphone mostrandoti prima quanto costa.

Avendo preso casa in una zona semi centrale non distantissima da ristoranti e case di amici e conoscenti, il prezzo della corsa raramente supera i 10-12€.

“Cacchio ma 10€ sono un pacco di soldi per fare pochi chilometri!”

Potresti pensare questo ma ti chiedo di ragionare insieme a me: nella migliore delle ipotesi, esco 2 volte a settimana ed ho bisogno del taxi. 10€ a rientro – l’andata si può fare con il bus o con il car sharing di cui ti parlo tra poco – per due volte a settimana fanno 20€.

In un mese, il costo per me è di appena 80€ senza che debba:

  • rischiare di schiantarmi in un muro perché ho bevuto un bicchiere in più;
  • rischiare di farmi tagliare a pezzi la patente dai carabinieri;
  • rischiare di ammazzare qualcuno per strada;
  • sbattermi a guidare, cercare un posto, fare benzina, rispettare i semafori etc.

Terzo passaggio: noleggio giornaliero dell’auto

“Ma io voglio andare fuori a divertirmi, per questo mi serve l’auto se no sei schiavo della città”.

Questa è una delle tante obiezioni che mi vengono regolarmente poste. Riformulo l’obiezione nella sua reale manifestazione di massa:

“Ma io devo portare mia moglie/fidanzata/amante/figli fuori a chiudersi in un centro commerciale dove trascorrere una domenica inutile, in mezzo ad altre persone che non hanno una mazza a cui pensare, per sprecare soldi in attività ancora più inutili quali bar, fast food o ristoranti”.

La massa che mi pone questa obiezione, tendenzialmente, fa questo. C’è anche chi, però, considera l’attività di uscire come una breve vacanza, un weekend, una gita fuori porta.

Anche io, ad un certo punto, ho avvertito questa esigenza ed ho individuato la soluzione nel noleggio giornaliero.

Le società di noleggio si concentrano soprattutto negli aeroporti dove la concorrenza è alta ed i prezzi più bassi rispetto al noleggio dal centro città.

Raggiungendo l’aeroporto – con la vettura del car sharing di cui ti parlo dopo o con il trasporto pubblico – noleggio l’auto per brevi weekend in montagna o in luoghi distanti non oltre 3h da Torino. Se devi prendere l’aereo, noleggi l’automobile nel luogo d’arrivo. Se ti vuoi mettere in auto per farti l’Italia intera in autostrada sei semplicemente folle.

Il noleggio ti offre dei vantaggi concreti quali:

  • avere un’automobile sempre nuova e pulita;
  • scegliere il modello di auto che ti serve realmente: se devo andare in montagna noleggio sempre SUV, per esempio. Se, invece, devo fare altre tipologie di viaggi preferisco le berline. Se, infine, devo andare in luoghi con strade strette e difficili come la Costiera Amalfitana, preferisco automobili piccole;
  • non avere particolari rotture di scatole di gestione quotidiana dell’automobile. Firmi il contratto, paghi e devi preoccuparti soltanto di rifornire il carburante durante il viaggio.

Considera che noleggiare un’automobile costa mediamente tra i 38€ e gli 80€ al giorno a seconda del periodo dell’anno. Un weekend in montagna con un SUV come quello in foto che ho noleggiato questa estate o un crossover ha un costo-veicolo compreso tra 130€ e 170€. Tieni presenti questi numeri perché dopo ci torneranno utili per ragionare.

Quarto passaggio: il car sharing

Ho scritto una guida sul car sharing che puoi leggere se non hai ben capito come funziona. Dopo qualche anno a Torino ho cambiato ufficio allontanandomi leggermente dalla fermata che avevo come riferimento e, mio malgrado, ho notato un peggioramento nelle linee di trasporto di cui mi servivo.

Prima di acquistare un’automobile, dunque, ho pensato di fare un esperimento con il car sharing. In questo modo, dunque, mi sono iscritto a due dei principali servizi che operano a Torino: Car2Go e Blue Torino. Mi sarei iscritto anche ad Enjoy ma, mia sfortuna, ho sempre guidato vetture con cambio automatico e non mi va di imparare alla soglia dei 30 anni a smanettare con il cambio.

L’ho scattata diversi mesi fa, non pensavo potesse servirmi per un articolo 😉

Il car sharing ha i seguenti vantaggi:

  • è come se avessi un’automobile pur non essendone proprietario: vivi al 100% l’esperienza da automobilista ma hai relativamente poche rotture di scatole di gestione ordinaria;
  • puoi circolare nelle ZTL (o in buona parte): come sia, i centri città hanno tante limitazioni per il traffico. Il car sharing risolve in parte questo problema;
  • non paghi il parcheggio, altra cifra considerevole per chi bazzica nei centri cittadini.

Tuttavia, dopo circa 6 mesi di esperienza, ho notato che, almeno limitatamente alla situazione di Torino, non mancano i problemi:

  • le automobili sono relativamente poche: gli sforzi delle società non bastano, le vetture sono ancora poche e spesso distanti dalla tua posizione. Ovviamente si concentrano dove c’è un uso maggiore o nei luoghi di destinazione, se hai la sfiga che nel tuo quartiere il servizio è poco utilizzato oppure non c’è nessun luogo di richiamo (esempio: Università, uffici pubblici o privati, locali o cinema) in alcuni momenti della giornata fai fatica a trovare un’auto disponibile;
  • parcheggiare in centro è comunque un problema: è vero che non paghi il parcheggio ma spesso non trovi posto per diversi minuti. Oltre a perdere tempo, quindi, rischi di pagare troppo il noleggio accollandoti, di fatto, il costo della sosta.

Ma quanto costa usare il car sharing? In base allo storico che ho accumulato io, il costo mensile dei vari servizi è di circa 350€. L’utilizzo prevalente è lo spostamento verso l’ufficio unitamente a qualche piccolo spostamento privato.

Si tratta di un costo comunque probabilmente più basso di un’automobile perché mancano voci quali: benzina, manutenzione, pulizia, eventuale parcheggio privato, bollo e forse qualche altra cosa di cui mi dimentico.

Come mi muovo oggi

Alla luce del mio excursus, ho deciso di non acquistare un’automobile di proprietà perché, come ho spiegato nel video sul tema Uso vs Proprietà, ritengo logico essere proprietario solo delle cose che mi portano attività e non delle cose che mi portano costi.

Se hai voglia di approfondire il concetto, ti invito a guardare il video di seguito in cui lo chiarisco:

In questo momento, dunque, mi muovo in questo modo:

  • spendo circa 350€ mensili per il car sharing: questo costo, credo a breve, sarà quasi azzerato perché ho intenzione di spostare gli uffici della mia azienda in un posto raggiungibile a piedi da casa mia. Comprendo che è una cosa che posso fare io perché sono il capo di me stesso, è un piccolo privilegio a fronte di un mare di rotture di scatole che l’essere imprenditori comporta;
  • occasionalmente (massimo 2-3 volte al mese) rientro a casa con il Taxi spendendo circa 20-30€ mensili;
  • quando sono fuori per piacere (circa 3-4 volte all’anno) noleggio un’automobile all’aeroporto.

Preferisco il noleggio giornaliero di automobili importanti all’acquisto

Su quest’ultimo aspetto ho riflettuto molto perché, specie dopo aver noleggiato automobili importanti, la tentazione di acquistarne una mi è venuta. Tuttavia, proprio perché sono un essere umano anche io incline a farsi tentare, mi sono convinto che posso guidare macchine belle dal valore che supera abbondantemente i 40 mila euro soltanto quando mi serve.

Qui viene il punto già espresso prima: l’automobile è un mezzo per spostarsi, non una cosa con cui devo apparire. Magari per te lo è, per me no e ritengo stupido spendere cifre assurde per acquistare un oggetto che dà solo problemi o si deprezza.

Considerando che automobili di grossa cilindrata, in città, soffrono come un cane da caccia chiuso in 4 mura (e purtroppo c’è gente che si ostina anche a fare questo!), non ho un’utilità pratica nel guidare un SUV per spostarmi di semaforo in semaforo.

Automobili piccole come quelle del car sharing vanno benissimo perché sono pensate appunto per i tratti cittadini.

Il “bisogno” di guidare una grossa auto mi viene, per esempio, quando ho voglia di andare in giro sulle Alpi su tratti di salita con pendenza media superiore al 10%. Con tutta la mia buona volontà, alla luce del fatto che le variabili del tempo e quella del portafoglio sono limitate, penso di poter avere questa necessità per massimo 3-4 volte all’anno.

Facciamo finta che il totale dei giorni di noleggio sia anche di 15 e che il prezzo medio di noleggio sia di 90€ (sto esagerando volutamente), con 1350€ annui posso tranquillamente accedere alle automobili di cui ho “bisogno”.

La Renault Clio sgangherata su cui ho imparato a guidare di cui ti parlavo in apertura, mediamente, costa cifre simili tra assicurazione, manutenzione e rogne varie.

Scrivo “bisogno” tra virgolette perché non me l’ha prescritto il medico: parliamo di viaggi di piacere.

Per renderti l’idea: recentemente ho noleggiato un modello piuttosto recente e ben accessoriato della Wolkswagen Tiguan il cui prezzo di listino può tranquillamente raggiungere i 45 mila euro.

Non la comprerei nemmeno sotto costrizione fisica però ho piacere, quando posso, ad utilizzarla. La stessa auto, acquistata nuova di zecca o come chilometri zero, dopo 5-6 anni diventa “vecchia” ed il suo appeal di apparenza (che a me non interessa) e di rivendibilità (che ti interessa se devi rivendere) tende a calare.

L’assetto che ho scelto, inoltre, mi rende antifragile perché, laddove la mia disponibilità o volontà dovesse mutare non ho spese fisse ricorrenti e non ho l’ansia, magari, di dover vendere un’automobile che non posso più permettermi.

Al tempo stesso, se anche il costo del car sharing dovesse risultare insostenibile, potrei sempre tornare ai mezzi pubblici (spendendo 300€ annui circa di abbonamento) o cercare di spostare la sede del mio ufficio più vicino a casa mia. In alternativa, se non fossi il capo di me stesso, potrei cercare una casa più vicina al luogo di lavoro pagando magari 100€ in più al mese ma tagliandone 350€ circa di spostamenti.

Insomma, come vedi il mio assetto è molto liquido perché può cambiare velocemente e non mi vincola in maniera molto particolare.

3 Consigli per gestire il problema auto se vivi in città

Alla luce della mia esperienza, possiamo riassumere in una serie di consigli operativi quello che ho imparato.

Io parto dall’assunto che per me la macchina è un costo non produttivo e, come tutti i costi non produttivi, va ridotto al minimo.

#1 Prima di comprare l’automobile, valuta di cambiare casa

Ho sottolineato più di una volta, nel corso dell’articolo, che vivo in una zona semi centrale fin da quando sono arrivato a Torino.

Questo aspetto non è casuale ma è figlio di un ragionamento elementare:

Per quale ragione dovrei mettermi ogni santo giorno sui mezzi pubblici o nel traffico per risparmiare, se va bene, 2-300€ mensili di affitto?

Nella mia zona un bilocale in affitto costa circa 500€ mensili, un trilocale 700€. Ci sono zone della città o della prima cintura che possono costare 100-150€ in meno che sono cifre importanti ma ciò allunga gli spostamenti, ti obbliga ancora di più ad avere l’automobile (e a spendere soldi in benzina, parcheggi, manutenzione).

Spostandoti in una zona più centrale (o più vicina ai luoghi che frequenti, il percorso potrebbe essere anche inverso) puoi ridurre del tutto o limitare il bisogno di avere la macchina.

Questo ragionamento potrebbe cozzare con un altro luogo comune: quello della casa di proprietà da cui non ci si deve spostare più. Altra follia finanziaria colossale che, nel video che segue, ti smonto argomentando:

Se non hai ancora comprato la tua prima casa sei ancora in tempo per fuggire da un vero e proprio gioco al massacro!

#2 Non vincolarti, scegli soluzioni liquide

Per acquistare un’automobile nuova decente servono circa 10-12 mila euro, se cerchi qualcosa di più prestigioso puoi arrivare a 20-25 mila senza problemi.

Lo stipendio medio in Italia è di circa 18 mila euro annui, credo che questi numeri bastino per fare le dovute proporzioni.

Ora, se hai tutto il denaro necessario, considera che stai rinunciando ad una parte dei soldi che potresti usare per:

  • formarti e crescere personalmente e professionalmente;
  • aprire nuove attività;
  • investire;

Per acquistare un bene non produttivo che ti porta solo costi, rogne e mancate occasioni di usare meglio i tuoi soldi. E questa è, pensa un po’, l’ipotesi migliore.

Se scegli di indebitarti, paghi tranquillamente l’8% annuo in interessi e costi connessi al finanziamento che distruggeranno la tua capacità finanziaria e ti porteranno dritto verso la ruota del criceto.

In entrambi i casi, ad ogni minimo problema economico la tua ansia salirà alle stelle. Mettere insieme soluzioni come il car sharing, i mezzi pubblici presi sporadicamente ed in maniera strategica, il noleggio giornaliero ed il taxi può rappresentare un assetto liquido e versatile che può cambiare in meglio o in peggio in tempi rapidi e senza particolari vincoli.

#3 L’acquisto è l’ultimo step

Se hai seguito le indicazioni precedenti magari non hai bisogno di comprare. Potrebbero, però, non andar bene per te perché la zona in cui vai abitualmente è inaccessibile a livello abitativo, hai dei bambini e ti serve un veicolo di proprietà oppure, pur avendo attuato tutte le pratiche di “buona condotta” da me in qualche modo analizzate, non puoi fare a meno dell’auto.

In questo caso, dunque, se anche soluzioni come il noleggio lungo termine non soddisfano le tue esigenze, compra pure l’automobile.

Scriverò, prossimamente, anche dei contenuti che ti guidano nella scelta dell’auto (quando lo farò, modificherò questa guida linkandoli qui) ma per adesso mi fermo perché non ho altri consigli da darti.

Voglio solo farti notare che, con la mia esperienza, ho ribaltato un luogo comune: il tema dell’acquisto è arrivato solo alla fine, dopo tantissimi altri passaggi fattibili e ragionevoli che limitano l’impatto finanziario della scelta.

Comprare la macchina non è un reato, anzi, è spesso una necessità. Con la mia esperienza ho voluto, però, spiegarti come puoi sfruttare varie possibilità di cui disponi se risiedi in una città per ridurre vincoli, spese e stress legate all’automobile.

Conclusioni

Condividere la mia esperienza è per me un esercizio piacevole e mi auguro ti sia di aiuto per riflettere e riconsiderare il tema automobile in linea generale.

Come per la prima casa, anche per l’auto siamo tutti vittime di convinzioni imposte e tramandate che, spesso, hanno poco senso da un punto di vista finanziario.

Io sono arrivato alla soglia dei 29 anni senza aver mai immatricolato una macchina a mio nome e, probabilmente, sarà così ancora per un bel po’ di anni.

La mia vita non è stata meno bella o più sfortunata di quella degli altri e potrebbe essere lo stesso anche per te se decidessi di seguire un percorso simile.

Attendo con curiosità il tuo parere: non esitare a farmi avere tutte le tue osservazioni nei commenti.

Buon proseguimento su Affari Miei.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

6 COMMENTI

  1. Ciao Davide, ti seguo da un po’ e siamo in contatto su linkedin. I consigli che dai sono molto utili e alla fine sono pienamente d’accordo su quello che è il messaggio fondamentale che proponi: come in tutte le cose, anche nella gestione dei soldi, per riuscire è necessario informarsi, applicarsi e studiare, quindi tempo e volontà. Tradotto in altre parole deve essere un lavoro e deve essere completamte tailored.
    Detto questo, pur capendo il tuo punto di vista sulla proprietà, non riesco a capire il reale vantaggio di non possedere alcune “cose” tipo casa e auto o per esempio bici, magari elettrica a meno che non si è quella aprticolare condizione che non lo richiede: essere single, con uno stipendio adeguato e vivere in una grande città e in una zona non dimenticata dagli amministratori. Il punto è che anche nell’opzione sopra manca una variabile fondamentale, che una volta che non sei single, il bilancio è familiare, quindi tutti i conti sopra vanno a sommarsi e quindi la macchina, per esempio, diventa almeno un’opzione plausibile – considera ad esempio un viaggio in treno per 3. Spesso insomma quelli che elenchi sopra sono semplicemente costi, cioè di gestione, che servono a far funzionare “l’impresa” e che devono essere resi il più efficienti possibile.
    Stesso discorso farei con la casa, e cosnidera che io vivo in affito da quando sono andato via di casa, circa 15 anni; comprare casa ad un certo si punto si fa perchè serve per dare stabilità e la casa per quanto non renda è un qualcosa che può essere lasciato in eredità, se la si venderà alal metà , ad un terzo, saranno sempre soldi in più per l’erede.
    Ti anticipo l’obiezione, che il discorso è personale, che tu ne fai una questione “finanziaria” ma secondo me, quando non si è negli esempi di cui sopra – avere per apaprire – possedere può essere più che utile, anche se costoso.
    Infatti mi piace dire che nessuno sceglie fra essere o avere, ma semplicemente perchè non è possibile: avere è essere. Se non hai un lavoro, non sei dipendende; se non hai un’azienda non sei imprenditore, se non hai una figlia non sei padre, se non hai soldi non sei ricco etc…
    Per me quindi possedere diventa una questione di filosofia e di politica, comprando o non comprando, in una società consumistica e capitalista, si fa politica. La sharing economy non ci fa risparmiare ma ci impoverisce in ultima analisi – vedi i riders……..

    • Ciao Gianluca,

      molte grazie per il commento appassionato.

      Battuta sui riders: non mi risulta che quelli che portavano le pizze, prima dell’avvento del web, fossero ricchi o benestanti. Tutti i porta pizze che c’erano prima erano arrotondatori o dopolavoristi o persone in difficoltà occupazionali, non è cambiato tanto ora.

      Per il resto, in questo articolo ho spiegato in lungo e in largo che la valutazione è personale e che mi concentrerò, nei prossimi mesi, su altre situazioni diverse dalla mia.

      Sulla casa, inoltre, ti anticipo che uscirà un video in cui analizzo le situazioni in cui ha senso comprare, completando così il ciclo e dando una risposta per tutte le situazioni della vita.

      Quanto ai figli, non ne ho ancora perché sono consapevole che le spese aumentano e non intendo peggiorare il mio tenore di vita attuale (rendendo più difficile, di conseguenza, anche la vita dei figli). In un mondo dove i soldi sono il primo aspetto, bisogna pensare anche a questo perché è una questione di numeri: se uno mette su famiglia senza avere le spalle ben coperte, se mi segui penso che l’hai capito da tempo, è inutile che poi cerca le rendite automatiche o la libertà finanziaria 😉

      Buona vita!

  2. Buongiorno Davide,
    Trovo interessante e condivisibile la sua valutazione sull’ acquisto di un’auto, io vivo a 30 km da Milano dove i mezzi pubblici non abbondano e ogni spostamento senza auto comporta percorsi tortuosi e tanto spreco di tempo, anche fare la spesa al supermercato è impossibile, la soluzione più economica che ho pensato è quella di acquistare un’auto di 5 anni da un concessionario con garanzia di un anno, non è la prima che acquisto con questa formula e mi trovo bene, solitamente mi dura 6/7 anni, periodo che mi fa recoperare quei 6/7 mila euro necessari per acquistarla.
    Saluti Raniero

    • Ciao Raniero,

      come ho spiegato tante volte nel corso dell’articolo è tutta una questione personale, non c’è una regola valida per tutti.

      Il tuo ragionamento mi sembra valido per la tua situazione.

      Buon proseguimento,
      Davide

    • Questo blog si chiama Affari Miei e punta a fornire consigli per il raggiungimento dei propri obiettivi individuali.

      Di quello che fanno (sbagliando) e pensano (a torto) gli altri non me ne può fregar di meno!

      Cordialità

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