Cosa Serve per Aprire un Bar? Documenti e Requisiti per l’Apertura

Mettersi in proprio è il tuo sogno e sogni di avviare un localino in cui offrire caffè, cappuccini, pranzi, aperitivi e birre davanti a una partita di pallone? Questo sogno è molto diffuso, per questo dovrai stare molto attento a studiare la concorrenza e il contesto in cui vuoi aprire un locale. Prima di entrare nel merito di queste tematiche, però, è bene che tu ti chieda e raccolga informazioni: cosa serve per aprire un bar?

I passaggi burocratici sono certamente noiosi, eppure non puoi evitare di occuparti anche di questo, poiché essere in regola, aver ottenuto tutte le licenze ed i permessi, essere in possesso degli attestati e rispondere ai requisiti è fondamentale per poter avviare serenamente la tua attività, senza timore di dover pagare multe salate o, peggio, dover chiudere per gravi inadempienze!

In questa guida voglio parlarti proprio di queste urgenti questioni, che non puoi proprio trascurare.

Continua a leggere e scopri tutta la burocrazia di cui devi tenere conto, in modo da poter poi passare a questioni meno noiose e più stimolanti, come la ricerca del personale, lo studio del geomarketing, la pubblicità e così via.

Continua a leggere per scoprire i requisiti per aprire un bar!

Come aprire un bar? I requisiti basilari 

Vediamo subito di entrare nel vivo della questione: cosa bisogna fare per mettersi in proprio gestendo questo genere di esercizio? Considera che la prima cosa da fare è scegliere la forma con cui vuoi metterti in proprio: sei da solo? Vuoi costituire una società? Se sì, di che tipo?

Vediamo intanto alcune differenze legate alla scelta di una formula anziché di un’altra. Impossibile prescindere dal fatto che, per diventare imprenditore, sia necessario costituire un ente giuridico con un codice fiscale o una partita IVA.

Detto ciò, troviamo diverse formulazioni, come anticipato e come forse già saprai: SNC, SRL, SAS, società individuale e, anche se molto raramente (ad esempio nel caso del marchio Autogrill) una SPA.

Ma in cosa si differenziano? Ecco le differenze base:

  • la responsabilità patrimoniale;
  • il capitale iniziale;
  • gli obblighi giuridiche.

È bene dire che ogni ditta può (e spesso accade) contrarre debiti: scegliere una formula o un’altra permette di stabilire come saldarli in caso di fallimento: la ditta individuale prevede che si attinga al patrimonio personale dell’imprenditore, che coincide con la ditta stessa.

Se si opta per una società, invece, a essere intaccato in caso di debito è esclusivamente il capitale sociale, e no quello privato dei vari soci.

Ovviamente ciò comporta la presenza di un capitale iniziale e un diverso tipo di tassazione, oltre a obblighi legati alla pubblicazione/gestione del bilancio.

Le differenze tra le varie formule societarie

In poche parole, ecco le differenze:

  • una ditta individuale non prevede per legge un capitale iniziale (anche se ovviamente senza soldi è difficile avviare un’attività), non ha obblighi di bilancio e ha una costituzione semplicissima, solo con partita IVA. Se si fallisce, è il patrimonio del titolare a rispondere dei debiti e delle insolvenze;
  • SNC: essa è simile alla ditta individuale ma aperta da più persone. I soci sono interamente responsabili di eventuali debiti;
  • SAS: sono responsabili di eventuali debiti i soli soci accomandanti, e non i soci accomandatari. Non richiede un capitale minimo per la costituzione;
  • SRL: con questa forma, il capitale iniziale minimo richiesto è di 10.000 €. Vi è obbligo di pubblicazione del bilancio e di contabilità strutturata, ma in caso di fallimento solo il capitale aziendale è intaccato;
  • SPA: il capitale minimo di costituzione è pari a 50.000 €.

Si tratta di un tema piuttosto articolato e complesso: per questo rimando ad un’altra guida di Affari Miei, che puoi trovare qui, per entrare nel merito di tutte le differenze e le caratteristiche di ogni regime.

Requisiti da soddisfare

Ora che abbiamo introdotto questo tema, vediamo quali altri passaggi bisogna mettere in atto per poter avviare il nostro bar:

  • l’apertura di unaPartita Iva e l’iscrizione al Registro delle Imprese, costituendo la nostra società, ditta individuale o ciò che abbiamo scelto;
  • l’ottenimento tutti i permessi obbligatori per l’apertura di una attività, come il certificato ASL (che attesti la sicurezza e l’igiene dei locali, si richiede alla ASL tramite apposito modulo, la ASL invierà personale per i controlli) e l’iscrizione a Inps ed all’Inail;
  • ottenere il permesso per l’esposizione dell’insegna e pagare la relativa tassa;
  • ottenere il certificato HACCP per la somministrazione di alimenti e di bevande;
  • dichiarare al comune l’inizio di attività e ottenere il permesso;
  • pagare la Siae nel caso in cui pensiate di trasmettere musica nel locale;
  • accertarsi che i propri collaboratori siano in possesso degli attestati utili a  manipolare gli alimenti, se necessario.
  • ottenere il Documento di Valutazione dei Rischi: e l’attestato che provi che sia stato frequentato un corso antincendio.

 

Le licenze: una parentesi

Parliamo ora dell’importanza della licenza bar: la licenza commerciale, in seguito alla liberalizzazione, non esiste più. Cosa significa? Mentre una volta i comuni italiani comune predisponevano un determinato numero di licenze da rilasciare, oggi non è più così, non in tutti i comuni, almeno.

Verifica che il tuo non sia tra quelli che impone limitazioni in tal senso.

Conclusioni

Aprire un bar, prima di essere un’attività lavorativa magari anche molto stimolante, è un’operazione che richiede una serie di passaggi burocratici fondamentali da rispettare.

Dovrai infatti accertarti che il tuo locale risponda alle normative in materia di igiene e sicurezza degli impianti: dovrai garantire l’accesso ai disabili ed avere bagni adeguanti anche a questo scopo, oltre a far sì che vi siano appunto impianti a norma, uscite di sicurezza, estintori e altri requisiti che rispondano alle imposizioni per la sicurezza in caso di incendio e così via.

Inoltre, sia tu che i tuoi collaboratori dovrete seguire corsi adatti alla manipolazione del cibo, in modo tale da poter cucinare e servire alimenti nel totale rispetto della legge Giustamente si tratta di precetti che mirano alla salvaguardia dei lavoratori e della clientela, e anche se sembrano minuziosi sono indispensabili.

Ora hai davvero tutti gli elementi per capire se questo genere di attività fa al caso tuo e se sei disposto a metterti in gioco sotto più aspetti… Buona fortuna per il tuo nuovo bar!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

3 COMMENTI

  1. Salve,
    la sua guida è stata molto utile!
    Volevo solo fare una domanda; sto per acquistare un bar ove il titolare è costretto a venderlo se no glielo pignorerebbe equitalia perché ha un debito di 180.000 euro sulla sua testa per frode statale. Me lo venderebbe praticamente al costo pari dei debiti all interno cioè 60000 euro che ha con quelli delle macchinette. La mia domanda è siamo sicuri che anche dopo il passaggio di proprietà poi non mi portano via il bar a me essendo lui L ex proprietario per ripagare il suo debito?
    Grazie mille saluti

    • Ciao Giulia,

      in questi casi, visto la somma che è in ballo, un passaggio da un avvocato non farebbe male.

      In generale ti posso dire che dipende da cosa compri: se compri le quote di una società ne erediti i debiti mentre se acquisti solo l’attrezzatura e l’avviamento ed i suoi debiti sono come privato non dovresti avere problemi.

      Considerato che non sono noccioline 180k, farei un passaggio con un legale.

      In bocca al lupo!

  2. buongiono ! signor Marciano! chiedo consiglio , vorrei aprire un locale piccolo di sana pianta , giusto un locale di colazioni , licenza di tipologia A più o meno mi sa dire quanto spenderei considerando che il locale e sui 40 metri quadri, e i tempi che ci vogliono x farlo. grazie!!

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