Come Aprire un Baby Parking: Guida Completa per Iniziare

I cosiddetti baby parking sono luoghi in cui i bambini possono essere lasciati giornalmente per un certo numero di ore dai propri genitori impegnati in varie faccende, lavorative e non.

I baby parking sono delle location che si stanno diffondendo sempre di più all’interno dei centri commerciali, ma non solo.

Come aprire un baby parking

Solitamente quelli presenti nei grandi ipermercati hanno lo scopo di curare i piccoli mentre i loro genitori sono a far la spesa, ma il tutto può allargarsi anche ad altre ore della giornata.

D’altronde queste strutture hanno, effettivamente, delle condizioni molto positive per i genitori che non sanno a chi lasciare i figli, così come hanno delle ottime condizioni per il neo imprenditore che decide di aprirne uno: in primis, l’iter burocratico è molto più snello rispetto all’apertura di un asilo nido.

Partendo dal presupposto che esso è pur sempre una struttura che fornisce servizi sociali, sembra essere quindi chiaro che la sua gestione deve comunque attenersi a delle normative ferree.

Per aprire un baby parking servono quindi: buono spirito d’iniziativa, ottime capacità organizzative e tanta passione.

Come aprire un baby parking: guida per il 2018

Il primo articolo che sancisce il diritto all’apertura di questi servizi è il numero 5 del par. 5, LR 20-2005, che afferma che possono essere attivati servizi ricreativi che offrano ai bambini opportunità educative e formative attraverso la realizzazione di laboratori e atelier affidati a personale qualificato, così come momenti di gioco e socializzazione gestiti da animatori con competenze socio-educative per la prima infanzia.

Il tutto in luoghi strutturati che garantiscano igiene e sicurezza.

Coloro che desiderano, quindi, dar vita a questa nuova avventura devono prima di tutto conoscere e orientare le proprie azioni basandosi su tale articolo, che fornisce le prime due informazioni basilari: i dipendenti devono essere qualificati e la location deve garantire le condizioni che la legge stabilisce.

Vediamo ora nello specifico quali passaggi burocratici sono necessari e obbligatori per aprire un baby parking:

  • apertura Partita IVA;
  • iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • iscrizione all’INAIL e all’INPS;
  • stipulazione di un contratto di assicurazione per bambini;
  • valutazione del rischio ai sensi della legge 626/1994;
  • agibilità dei locali che devono garantire le norme dell’ASL di riferimento;
  • rispetto normative igienico sanitarie e finale autorizzazione dell’ASL di competenza;
  • autorizzazione per l’installazione di insegne e vari cartelli pubblicitari;
  • (facoltativa) iscrizione alle associazioni di categoria.

Solitamente l’investimento richiesto per dar inizio a questa attività non è così elevato. Si parla infatti di una somma che va dai 10.000 euro ai 20 mila euro.

Molto dipenderà dall’ampiezza dei locali, dalle attrezzature che si desidera acquistare, dal personale che più sarà qualificato più dovrà avere un salario adeguato agli studi effettuati, eccetera.

Tendenzialmente per aprire quest’attività è necessario possedere il diploma di scuola superiore, in alcune regioni può però essere richiesta anche la laurea.

È quindi importante informarsi sulle leggi regionali del luogo da voi prescelto.

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Aprire un baby parking: altri consigli utili per la nuova attività

Per riuscire a rendere il più produttivo possibile un baby parking, occorre mettere in atto una serie di strategie efficienti che piano piano daranno i loro frutti.

Prima di tutto è infatti necessario scegliere una location che si trovi il più possibile “in mezzo alla gente”: ciò significa che la struttura deve trovarsi in zone con molte abitazioni o con almeno un forte passaggio.

Come potranno altrimenti le famiglie scoprire della vostra esistenza?

La pubblicità ovviamente raggiungerà poi chi non può proprio vedervi e per questo è estremamente suggerito di investire una buona parte del budget in campagne tradizionali (volantini e manifesti) e digitali (in particolare Facebook ADS o Google Adwords).

Per approfondire sui social, vi consigliamo di cercare qualche spunto nel nostro articolo su: come guadagnare con Facebook.

È davvero importante fare una buona impressione fin dall’inizio, poiché solo se mostrate le vostre abilità e la vostra professionalità, riuscirete a crearvi un giro di clienti affiatato e fidelizzato.

Considerando che, infatti, sarete chiamati a lavorare con i bambini, dovete pensare fin da subito che avrete a che fare con una clientela composta di genitori molto esigenti.

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarci, vi consigliamo altre risorse presenti sul blog che potrebbero darvi qualche spunto:

Buon proseguimento su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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