Scaglioni e aliquote IRPEF 2018: Come Effettuare il Calcolo IRPEF e Determinare la Base Imponibile

Che cos’è l’imposta sul reddito delle persone fisiche? Quali sono gli scaglioni e le aliquote IRPEF? Dopo quanto tempo è possibile ottenere il rimborso IRPEF? E ancora, dopo quanto tempo si prescrive l’imposta sui redditi?

Conoscere gli scaglioni IRPEF è di fondamentale importanza, in quanto è proprio da questi scaglioni che il grosso dei contribuenti andranno a calcolare la parte principale di tasse e imposte dovute all’erario.

L’imposta sul reddito delle persone fisica, conosciuta come IRPEF, è un imposta di carattere progressivo, ovvero che aumenta in percentuale in proporzione del reddito che viene percepito.

Questo vuol dire che nel nostro paese (e si tratta di una configurazione fiscale che è addirittura imposta dalla Costituzione) non si paga, come pur avviene in pochi altri paesi, una percentuale fissa sui redditi delle persone, ma che al crescere del nostro reddito finiremo per pagare una parte percentuale sempre crescente in imposte.

Vediamo insieme per il 2018 (ti anticipo che non ci sono state modifiche rispetto a quanto era valido per il 2017) quali sono gli scaglioni IRPEF, come calcolare quanto è dovuto allo Stato per i redditi che abbiamo percepito e come comportarsi più in generale nel calcolo e nell’accantonamento delle somme che dovremo andare a versare all’Erario.

Cosa sono gli scaglioni IRPEF?

Gli scaglioni IRPEF sono delle forbici di reddito che vengono utilizzate per calcolare la percentuale di reddito personale che deve essere versato, sotto forma di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, all’Erario.

Per il 2018 restano in vigore 5 diversi scaglioni, che comportano il pagamento per le somme eccedenti lo scaglione precedente di percentuali sempre crescenti. Più avanti vedremo qual è la consistenza degli scaglioni e come calcolare quanto dovuto all’erario.

L’importanza dell’imponibile

La prima cosa da fare per individuare lo scaglione IRPEF di appartenenza è determinare l’imponibile, che è la base sulla quale verrà calcolato non solo lo scaglione di appartenenza, ma anche la quantità di denaro che dovrà essere versata.

La base imponibile IRPEF è calcolata conteggiando il reddito complessivo della persona fisica, al quale però vanno sottratte le possibili detrazioni e le entrate che per legge non sono assoggettate ad IRPEF.

Si tratta di un calcolo che, data la complessità del nostro ordinamento fiscale, non è sempre semplice, soprattutto per quei soggetti che hanno situazioni economiche particolarmente complesse.

Fanno sicuramente parte della determinazione dell’imponibile IRPEF:

  • I redditi fondiari
  • I redditi derivanti da capitale
  • I redditi derivanti da lavoro dipendente
  • I redditi derivanti da lavoro autonomo
  • I redditi di impresa (che arrivano da società di persone prive di personalità giuridica)
  • I redditi di altra natura

Gli scaglioni IRPEF 2018

Per il 2018 sono in vigore i seguenti scaglioni:

  • per i redditi fino a 15.000 euro annuali lo scaglione è del 23%;
  • per i redditi fino a 28.000 euro si paga invece il 27%, ma soltanto sulla somma che eccede i 15.000 euro;
  • per i redditi fino a 55.000 euro si paga invece il 38%, sulla somma che supera i 28.000 euro;
  • per i redditi fino ai 75.000 euro si paga invece il 41%, sempre però sulla somma che eccede i 55.000 euro;
  • per tutte le somme eccedenti i 75.000 si paga invece il 43%, sempre da calcolarsi sulla parte che eccede i 75.000 euro.

Dato che il sistema non permette un calcolo facile e immediato, ti fornisco di seguito l’imposta calcolata in modo completo, nel caso non dovessi appartenere al primo scaglione:

  • chi guadagna più di 15.001 euro e meno di 28.000 euro pagherà 3.450 euro, più il 27% della somma che eccede i 15.000 euro;
  • chi guadagna più di 28.000 euro e meno di 55.000 euro pagherà 6.960 euro più il 38% della somma oltre i 28.000 euro;
  • chi guadagna più di 55.000 euro, pagherà 17.220 euro più il 41% sulla parte che eccede i 55.000 euro;
  • chi guadagna oltre i 75.000 euro pagherà invece 25.420 euro più il 43% sulla parte che eccede i 75.000 euro.

Perché gli scaglioni crescono percentualmente?

Chi non conosce anche l’obiettivo politico del nostro ordinamento potrebbe giustamente chiedersi il perché dell’aumentare progressivo delle percentuali per calcolare le imposte IRPEF.

Si tratta di un obiettivo di carattere politico, ovvero quello della redistribuzione, che è stato inserito nell’ordinamento italiano (e in verità nel grosso degli ordinamenti dei paesi sviluppati) per far svolgere al sistema di tassazione anche una funzione redistributiva.

L’idea sarebbe di prendere di più da chi guadagna di più e non solo come grandezza dell’imposta in senso quantitativo (chi guadagna di più verserebbe comunque di più nelle casse dell’erario anche con una flat tax, ovvero con una percentuale di tassazione fissa per tutti gli scaglioni).

Ciò è da intendersi anche nel senso anche qualitativo, ovvero andando a prelevare parti maggiori di reddito da chi guadagna di più.

L’idea sarebbe, anche se spesso purtroppo viene disattesa a causa del complicatissimo sistema di detrazioni, che chi guadagna di più pagherà non solo di più, ma una parte maggiore del reddito che percepisce.

Con queste tecniche l’obiettivo del legislatore è quello di prelevare di più da chi ha di più, per redistribuire tramite erogazioni dirette (che poi nel nostro ordinamento hanno raramente trovato applicazione) e tramite l’erogazione di servizi a chi ha di meno.

Dal 2018 cambiano gli scaglioni

Gli scaglioni IRPEF erano da sostituirsi nel 2018, almeno secondo le intenzioni dell’attuale governo in carica. In realtà per mancanza di copertura a bilancio la riforma è stata rimandata al 2018.

Dall’anno seguente gli scaglioni IRPEF diventeranno tre e saranno organizzati nel modo che segue:

  • scaglione 0: è prevista un’aliquota IRPEF dello 0% per tutti quei soggetti che percepiscono come reddito personale una somma inferiore agli 8.000 euro
  • primo scaglione Irpef 2018: 27,5% per i redditi fino a 15.000 euro
  • secondo scaglione Irpef 2018: 31,5% per i redditi che invece arrivano sopra a 15.000 e consistono in meno di 28.000 euro
  • terzo scaglione Irpef 2018: al 42% o al 43% (è ancora da determinarsi) per tutti i redditi oltre i 28.000 euro.

Ai nuovi scaglioni dovrebbe essere anche abbinato un nuovo sistema di detrazioni, fissato a 1000 euro per i lavoratori dipendenti, 800 euro per i pensionati e 200 euro per i lavoratori autonomi.

La riforma dovrebbe così eliminare dal novero dei contribuenti IRPEF tutti i soggetti che percepiscono (o sarebbe meglio dire dichiarano, dato anche l’annoso problema dell’evasione fiscale in Italia) somme minime, aumentando però di concerto la tassazione per i soggetti che guadagna oltre i 15.000 euro, con un minimo aumento che riguarderà anche i soggetti che si trovano tra gli 8.000 e i 15.000 euro.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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