Rimborso Iva Trimestrale e Annuale: Richiesta e Compensazione, Guida 2018

Torniamo ad occuparci di tasse ed adempimenti e lo facciamo con una delle imposte più odiose, anche e soprattutto per come è organizzata nel nostro Paese.

Di seguito troverai una guida relativa all’anno 2018 sulla richiesta di rimborsi o l’utilizzo per compensazione di crediti IVA maturati nel corso dell’anno, con una particolare attenzione al rimborso IVA trimestrale, rimborso IVA annuale e la compensazione orizzontale.

Cosa si intende per credito IVA?

Ben può essere che al momento della dichiarazione IVA emerga un credito che sia maturato durante lo svolgimento dell’attività professionale o anche di impresa.

Davanti ad una situazione del genere bisogna capire come comportarsi e cosa fare con questo credito che possiamo definire: credito IVA. Sostanzialmente sono due le strade che possiamo percorrere.

La prima consiste nella richiesta del rimborso del credito IVA il quale può essere sia annuale che trimestrale e ovviamente la richiesta può essere fatta solo in presenza di determinate condizioni.

La seconda strada che può essere percorsa invece riguarda la possibilità di poter utilizzare quel credito in compensazione verticale o orizzontale a seconda dei casi che andremo ad analizzare a breve.

Rimborso credito IVA

Quando vi è la maturazione dell’IVA, abbiamo detto che una possibile strada che può essere percorsa dai contribuenti è quella relativa al rimborso totale o parziale del credito IVA maturato nel corso dell’anno, con riferimento al rimborso annuale oppure un credito maturato nel corso del trimestre, con riferimento quindi al rimborso infrannuale.

Il decreto fiscale 193/2016 ha apportato notevoli novità all’interno della disciplina dei rimborsi IVA con particolare riferimento al limite di importo per il quale non è necessaria alcuna garanzia.

In generale, questa nuova manovra correttiva ha previsto che dal primo gennaio 2017 ci sia un innalzamento da 15.000 euro a 30.000 euro, dell’importo soggetto a rimborso per il quale non è necessario presentare garanzie e visti di conformità.

In parole povere, per i rimborsi di importo inferiore a 30.000 euro, non sono più previsti tutti quei documenti precedentemente obbligatori come ad esempio il visto di conformità, le garanzie, le attestazioni di solidità patrimoniale e la continuità aziendale, il durc e via discorrendo.

Le circostanze che possono presentarsi sono tre. Nel primo caso possiamo avere rimborsi Iva trimestrali o annuali al di sotto della soglia dei 30.000 euro il che comporta un rimborso definibile libero in quanto non vi sono ulteriori adempimenti burocratici.

La nuova disciplina ha previsto che in questa novità vi rientrino anche i soggetti a rischio come ad esempio le neo imprese diverse dalle start up innovative, che siano in attività da meno di due anni.

L’unico impedimento in questa circostanza può essere dato dalla presenza di carichi pendenti.

Il secondo caso si ha invece quando il rimborso IVA supera la soglia, vale a dire i 30.000 euro. In questa circostanza il contribuente, se non rientra tra i soggetti considerato a rischio con la richiesta del rimborso è obbligato a richiedere anche:

  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesta la sussistenza della solidità patrimoniale e /o immobiliare, continuità aziendale, mantenimento del controllo ma solo se si tratta di una società di capitali, e il durc;
  • il visto di conformità o la sottoscrizione dell’organo di controllo.

Nel caso di richieste di rimborsi IVA superiori ai 30.000 euro da parte di contribuenti a rischio, l’unica possibilità di ottenerlo rimane quella di presentare una garanzia bancaria, assicurativa o in titoli di Stato.

In via definitiva, dalla presentazione delle garanzie sono esclusi:

  • i contribuenti che chiedono la restituzione di crediti Iva maturati durante il periodo di liquidazione, in quanto non vi è ancora la cessazione dell’attività. Capiamo bene quindi che il rimborso può essere richiesto anche dai soggetti in liquidazione;
  • i contribuenti che hanno soddisfatto interamente, anche attraverso la definizione agevolata, avvisi d’accertamento o rettifiche notificate nei 2 anni precedenti alla domanda di rimborso IVA.

Rimborso credito IVA annuale

Il rimborso annuale può essere richiesto dai soggetti in attività che abbiano importi superiori a 2.582,28 euro a condizione che sussista almeno una delle seguenti condizioni:

  • effettuazioni di operazioni non imponibili per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare totale di tutte le operazioni effettuate;
  • l’esercizio abituale di operazioni attive soggette ad aliquote inferiori a quelle gravanti sugli acquisti e sulle importazioni;
  • effettuazione in prevalenza di operazioni non soggette all’imposta per mancanza del requisito territoriale;
  • acquisti o importazioni di beni ammortizzabili, ovvero di beni e servizi per studi e ricerche;
  • il richiedente è un operatore non residente identificato direttamente in Italia o che ivi abbia nominato un rappresentante fiscale;
  • chiusura a credito della dichiarazione annuale e di quella dei due anni precedenti indipendentemente dall’importo minimo che può essere inferiore a 2.582,28 euro.

Il rimborso annuale può essere richiesto anche dai contribuenti che hanno cessato la loro attività, per importi superiori a 10,33 euro.

In situazioni di questo genere, non sono previste particolari condizioni, se non la prestazione di una garanzia qualora gli importi siano superiori a 30.000 euro.

Rimborso credito IVA trimestrale infrannuale

Se non viene richiesto il rimborso annuale, il contribuente può sempre far richiesta del rimborso infrannuale.

In questo caso il contribuente può chiedere il rimborso, anche parziale, dei crediti Iva maturati in ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno, mentre il credito relativo al 4° trimestre può essere richiesto a rimborso solo in sede di dichiarazione annuale.

La richiesta di rimborso può essere avanzata purché sussistano delle condizioni. Innanzitutto il contribuente deve aver maturato, nel singolo trimestre, un credito superiore a 2.582,28 euro e deve sussistere almeno una delle condizioni sopra elencate.

inoltre, le richieste di rimborso infrannuale devono essere presentate col modello TR telematicamente, entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati ad Entratel.

Compensazione Credito IVA

Quando si decide di utilizzare il credito IVA maturato per compensare il pagamento di debiti verso l’erario allora stiamo parlando di compensazione. Esistono due tipologie di compensazione:

  • compensazione verticale che si realizza quando il credito fiscale maturato viene utilizzato per compensare un debito della stessa natura cioè un debito IVA quindi credito IVA VS debito IVA;
  • compensazione orizzontale che si ha quando il credito viene utilizzato per compensare un debito relativo a imposte di diversa natura. Ad esempio quando il credito IVA viene utilizzato per compensare un debito Irpef o Inps.

Per la compensazione verticale, non vi è alcuna problematica in quanto, per la compensazione, è sufficiente effettuare solo il movimento nella contabilità e sui registri Iva.La compensazione orizzontale invece ha bisogno di più precisazioni.

Innanzitutto per effettuarla è necessario l’utilizzo del modello F24 attraverso l’inserimento dei codici tributi riferiti al debito da compensare.Inoltre, nel 2017 sono state introdotte alcune modifiche per quanto riguarda la disciplina sulle compensazioni, e in particolare circa le modalità di presentazione del modello F24.

Compensazione orizzontale annuale

La legge prevede che il limite massimo dei crediti di imposta compensabili nell’anno è di 700.000 euro e prevede:

  • compensazione libera entro 5.000 euro. Effettivamente la nuova disciplina ha apportato ad un abbassamento del valore da 15.000 a 5.000 euro;
  • compensazione con presentazione della dichiarazione IVA munita di visto di conformità, per importi superiori a 5.000 euro;
  • per le start un innovative c’è stato un aumento da 15.000 a 50.000 euro. Per importi superiori a 50.000 euro, la dichiarazione IVA deve riportare il visto di conformità.

La manovra correttiva di cui abbiamo poc’anzi parlato, oltre a portare delle modifiche nei limiti degli importi soggetti a visto e a eliminare gli importi intermedi,  ha apportato dei cambiamenti anche in relazione alle modalità di presentazione del modello F24.

Infatti è stato introdotto l’obbligo generalizzato di utilizzare i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per qualsiasi somma oggetto di compensazione.

Ora invece analizziamo quali sono i periodi entro i quali richiedere la compensazione del credito IVA annuale tenendo conto degli importi richiesti:

  • nel caso di importo inferiore o uguale a 5.000 euro, dal primo giorno del periodo successivo a quello in cui la dichiarazione si riferisce e fino alla data di presentazione della dichiarazione successiva. Quindi capiamo bene che è possibile utilizzare il credito immediatamente e senza ulteriori adempimenti;
  • nel caso di importo superiore a 5.000 euro è necessario presentare la dichiarazione annuale e utilizzare il credito a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello della presentazione della dichiarazione e inoltre bisognerà inviare il modello F24 dal decimo giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Per esempio ipotizziamo un credito IVA di 16.000 euro maturato nel 2016. Questo nella misura di 5.000 euro può essere compensato senza necessità di attendere la dichiarazione annuale. Raggiunto questo limite, ogni ulteriore compensazione può avvenire solo a partire dal 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Compensazione orizzontale infrannuale

Nel caso in cui invece venga richiesta una compensazione del credito IVA infrannuale, bisogna tenere a mente che l’utilizzo di questo è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza di compensazione.

Inoltre, il superamento del limite di 5.000 euro annui, riferito all’ammontare complessivo dei crediti trimestrali maturati nell’anno, comporta l’obbligo di utilizzare i predetti crediti a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza di compensazione.

I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione il credito per importi superiori a 5.000 euro annui hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità o, in alternativa, la sottoscrizione da parte dell’organo di controllo sull’istanza da cui emerge il credito.

Per la compensazione devono essere utilizzati esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate e devono essere presentate col modello TR entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati ad Entratel.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei