Quanto Costa Aprire una Partita Iva: Costi di Apertura e Gestione

Quanto costa aprire una partita IVA? Quali sono i successivi costi di gestione? Come dobbiamo muoverci per un calcolo dei costi che andremo a sostenere sia al momento dell’apertura, sia negli anni successivi?

Ho preparato per te una guida riassuntiva che ti permetterà di orientarti nei meandri di uno degli ordinamenti fiscali più complicati del mondo: quello, purtroppo, italiano.

Se vuoi saperne di più sui costi collegati alla partita IVA, continua a leggere. Troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per farti i calcoli e gli affari tuoi.

Aprirla non costa… niente

In via assolutamente teorica, all’apertura della partita IVA non sono assolutamente collegati costi di alcun tipo. La procedura è gratuita, nella misura in cui non dovessimo rivolgerci ad uno specialista per farci assistere.

Purtroppo però deve essere considerato anche un altro aspetto quando parliamo di partita IVA, ovvero che ci sono dei costi di gestione, di esercizio, tasse e imposte molto importanti, che possono stravolgere l’idea e i conti che ci eravamo fatti sul nostro futuro business.

I costi fissi della partita IVA

Partiamo dai costi fissi per la partiva IVA, ovvero quei costi che dovremo certamente pagare nel caso in cui volessimo appunto avere la nostra partita, a prescindere dalla quantità del fatturato.

Tra questi vanno contemplati, a seconda del regime fiscale applicabile, i diritti camerali, i contributi INPS fissi, i contributi INAIL, la spesa del commercialista per la gestione della contabilità.

 

I contributi camerali

Per le società sono molto più importanti, mentre variano da 60 a 110 euro per le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria e a 44-88 euro per le imprese individuali iscritte nella sezione speciale.

Per i soggetti iscritti al REA la misura del pagamento è di 15,00 euro.

Il diritto camerale annuale, lo ricordo a scanso di ogni equivoco, varia da Camera di Commercio a Camera di Commercio, tipicamente nella forbice che ho sopra indicato.

I contributi camerali sono dovuti esclusivamente da chi ha una partita IVA in uno dei settori che richiedano appunto l’iscrizione in Camera di Commercio.

Costi INPS per la partita IVA

Per quanto riguarda l’INPS, in via generale c’è da pagare un contributo fisso di circa 3.600 annui.

Il pagamento avviene in 4 rate: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo.

I contributi ulteriori a favore dell’INPS per chi non è iscritto a gestioni particolari o ad altra cassa è pari al 25%.

Per chi invece è iscritto ad altra cassa o forma previdenziale, l’aliquota diventa del 24% sull’eccedente del minimale.

IRPEF

L’IRPEF è l’imposta generale sul reddito in Italia. Fatto salvo il caso dei regimi forfettari (inserire link), gli scaglioni sono i seguenti:

  • per la somma eccedente i 15.000 euro e fino a 28.000 euro: il 27%;
  • per la somma eccedente i 28.000 euro e fino a 55.000 euro: il 38%;
  • per la somma eccedente i 55.000 euro e fino a 75.000 euro: il 41%;
  • per la somma eccedente i 75.000 euro: il 43%.

INAIL

Per quanto riguarda l’INAIL, abbiamo l’obbligo di iscrizione nel caso in cui dovessimo svolgere una di quelle mansioni o professioni che la legge individua come pericolose. Non è necessaria per chi ha un’impresa individuale non artigiana.

Secondo quanto previsto dalle norme, è necessario iscriversi all’INAIL nel caso in cui l’attività professionale che andremo a svolgere prevede l’utilizzo di macchinari, apparecchi o anche impianti.

Il commercialista

Abbiamo anche i costi del commercialista, che ammontano a circa 100 euro al mese nel caso in cui dovessimo operare un business relativamente piccolo e che emette poche fatture.

I costi possono salire in virtù della zona dove operiamo, nonché in virtù di quante fatture emettiamo.

I costi sono molto alti, meglio guardare al regime forfettario, per chi può

Come ho già spiegato in un’altra guida, può essere conveniente per chi è in possesso dei requisiti aderire al regime forfettario, che prevede notevoli risparmi sia a livello di IRPEF che di INAIL.

Le regole però che permettono di aderire sono molto stringenti, e non ci consentono di operare con il massimo della libertà.

Vale la pena di valutare con attenzione se sia il caso o meno di intervenire in questo senso, o se convenga piuttosto pagare da subito di più, per avere maggiore libertà di movimento.

La questione non è semplice, così come non è affatto semplice andare a scegliere se sia il caso di operare con partita IVA oppure con una società di capitali come una SRL.

Se vuoi conoscere i vantaggi e gli svantaggi legati all’apertura della Partita Iva, leggi questo mio articolo.

Le guide che ti metto a disposizione gratuitamente ti aiutano a conoscere per deliberare, facendolo sempre… per gli Affari Tuoi!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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