Autofattura: Chi la Deve Emettere? – Guida 2018

Gli imprenditori avranno spesso sentito parlare di autofattura, ma non tutti sono davvero pratici sull’argomento: le domande che possono sorgere al riguardo sono davvero moltissime: che cos’è l’autofattura? Da chi va emessa ed entro quali termini? Vi sono sanzioni e multe qualora si incorre in qualche errore?

In questo articolo voglio occuparci di questo argomento, cercando di trovare risposta a queste domande.

L’autofattura: definizione

Inizio con l’occuparmi della definizione di autofattura, in modo da iniziare a fare un po’ di chiarezza.

Quando parliamo di autofattura ci riferiamo ad un documento fiscalmente valido che l’imprenditore, sia azienda che persona fisica, può mettere nei confronti di se stesso.

Poichè si tratta di una sorta di vendita nei confronti di se stessi, è facile capire che si tratta di un istituto che può essere utilizzato esclusivamente nei casi specificati dalla legge, che andremo ad analizzare uno per uno, al fine di offrirti un supporto per la comprensione quantomeno elementare di questo specifico istituto.

In altre parole, ti sto parlando di una tipologia di fattura caratterizzata dal fatto che l’obbligo di applicare l’Iva e di emettere la fattura è a carico del cessionario/committente, e non dal soggetto prestatore.

Si tratta dunque di una vera e propria eccezione alla fatturazione classica. Ma quali sono i termini di emissione e di annotazione dell’autofattura?

Modalità di registrazione dell’autofattura

Prima di esaminare le varie fattispecie in cui tale fatturazione è consentita, vediamo di esaminare più a fondo questo argomento.

Le  operazioni effettuate da soggetti extra UE rilevanti in Italia per territorio,  e le operazioni per le quali non sia stata emessa la fattura entro i termini da parte del soggetto obbligato sono soggette a questa auto fatturazione, attraverso l’emissione di un’unica copia, in cui bisogna specificare l’Iva, quando si ha a che fare con un’operazione imponibile, e il titolo di non imponibilità o di esenzione, qualora l’operazione non sia imponibile o esente da imposta, specificando chiaramente che si tratta di “autofatturazione”.

Ma ora vediamo di esaminare i casi particolari in cui si può emettere questo documento!

Cessioni di beni e prestazioni di servizi specifici prestazione di servizi generici.

Nei casi di cessioni di beni e prestazione di specifici servizi, bisogna effettuare l’autofattura al momento stesso in cui viene effettuata l’operazione.

Ci sono 15 giorni per annotare il documento nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti precedentemente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione.

Nel caso, invece, di prestazioni di servizi generici, le operazioni sono da considerarsi fatturabili al momento dell’ultimazione. In questo caso, quindi, l’autofattura certifica che  è stata terminata e pagata.

L’autofattura va emessa al momento di effettuazione dell’operazione e annotata nel registro delle fatture emesse entro il termine di emissione,  e nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione.

Continua a leggere e scopri altri dettagli fondamentali sul tema.

La questione degli omaggi: quando emettere autofattura

Continuiamo con l’esame delle fattispecie specifiche in cui è necessario applicare l’autofattura. Le imprese che, per questioni di immagine aziendale e rappresentanza, si trovino ad effettuare cessioni gratuite di beni attraverso gli omaggi possono emettere un’autofattura.

L’azienda ha comunque modo di decidere di non detrarre l’Iva a credito in relazione all’acquisto degli omaggi stessi, in modo da non assoggettare a Iva la successiva cessione gratuita.

Inoltre l’Iva a credito è  detraibile per i beni di costo unitario non superiore a 50 euro, mentre la cessione del bene è rilevante ai fini Iva a prescindere dal valore dello stesso bene. Se la spesa non rientra tra le sopracitate spese di rappresentanza, allora l’Iva a credito è detraibile indipendentemente dall’importo.

Attenzione: la rivalsa dell’Iva non è obbligatoria. Colui che emette autofattura può emettere una fattura con applicazione dell’Iva, senza che essa sia addebitata al cliente, precisando che si tratta appunto di omaggi senza rivalsa.

In alternativa, è possibile emettere un’autofattura in unico esemplare, indicando il  valore dei beni, dell’aliquota e della relativa imposta, spiegando che si tratta di “autofattura per omaggi”.

L’autofattura per autoconsumo

Il secondo caso tipico di applicazione di questo regime è quando una parte dei beni che sono ritenuti di consumo dell’azienda, vengono invece consumati personalmente dall’imprenditore: per questo si parla di “autoconsumo“, il quale può essere interno (se i beni sono rivolti al consumo dei soci) oppure esterno ( se le finalità sono altre).

In ogni caso le due tipologie sono accomunate dalla destinazione. Ai fini Iva l’autoconsumo è assimilato ad una cessione di beni, per questo è un atto imponibile a prescindere dal valore e dal tipo di bene in questione.

Per questo è necessario documentare l’operazione procedendo con l’emissione di un DDT con causale “autoconsumo“, con destinatario il soggetto che consuma i beni, oppure emettere un’autofattura, da registrarsi nel registro delle fatture emesse (e non in quello degli acquisti).

L’autofattura-denuncia

Si tratta di un caso previsto dall’articolo 6, comma 8, D.Lgs. 471/97, che indica tassativamente come operare nel caso in cui, entro 4 mesi dalla realizzazione di un’operazione che possa essere considerata rilevante ai fini IVA, non si si ancora ricevuta la fattura.

In questo caso l’azienda dovrà segnalare il mancato ricevimento della fattura entro 30 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione, e pagare l’imposta relativa all’operazione e presentare all’Ufficio competente un’autofattura in duplice esemplare.

Segnalando la regolarizzazione all’Ufficio al contribuente, oppure, in caso di ricevimento di una fattura irregolare, entro 30 giorni bisogna presentare all’Ufficio competente un’autofattura integrativa in duplice copia, versando le imposte necessarie, segnalando anche in questo caso la regolarizzazione.

Numerazione autofatture reverse Charge – per gli acquisti da non residenti

Quando si acquistano beni o servizi da aziende che non sono residenti in Italia o che comunque non hanno nessun tipo di rappresentanza legale nel nostro Paese (parlo del regime reverse charge), è necessario emettere autofattura, fatta eccezione per quei casi in cui l’Imposta sul valore aggiunto può essere desunta dalla bolletta doganale che accompagna le merci.

L’autofattura per acquisto da impresa agricola libera da adempimenti fiscali

Tutti i piccoli imprenditori che operano nel nostro paese nel settore agricolo e hanno un volume d’affari che è inferiore ai 7000 euro su base annuale non hanno alcun tipo di obbligo a dichiarare o a tenere la contabilità, fatta eccezione per quello di tenere in ordine le fatture d’acquisto e quelle che vengono emesse dai clienti in sua vece.

Il regime in questione non è assolutamente obbligatorio, ma può essere appunto scelto se e solo se non si supera un volume di affari di 7000 euro per anno solare.

In questo caso, che possiamo chiamare di esonero agricolo, l’obbligo contabile però ricade in capo ai clienti dell’agricoltore esonerato.

Questi, quando acquistano merci o servizi, sono costretti ad emettere autofattura.

Va indicata contestualmente l’imposta relativa, che viene stabilita seguendo quelle che sono le aliquote che corrispondono alle proprie percentuali di compensazione.

Starà comunque all’agricoltore conservare l’autofattura e trattiene l’IVA indicata in fattura, dato che è esonerato dal versamento.

Chi invece acquista la merce registrerà la fattura, tenendola separatamente nel registro degli acquisti.

Si tratta di un regime di esonero particolarmente interessante, che è valido fino all’anno solare successivo a quello in cui è stato superato il volume d’affari di 7000,00 euro.

Come emettere un’autofattura agricoltura per acquisto da imprenditore agricolo esonerato

Innanzitutto in capo a sinistra vanno inseriti i dati dell’agricoltore esonerato: dovranno essere indicati il nome o la denominazione, l’indirizzo dell’esercizio dell’attività, il codice fiscale e/o la Partita IVA.

Successivamente va inserita la numerazione dell’autofattura, che è separata da quella delle altre fatture.

Successivamente va inserito “Per acquisti prodotti agricoli da ditta esonerata”, indicando di nuovo tutti i dati fiscali dell’azienda in questione.

Successivamente è bene elencare tutti i beni agricoli acquistati, con relative quantità e prezzi.

Indicare successivamente il totale imponibile e l’aliquota IVA di compensazione. Calcolare il totale fattura.

Chiudere con la la dicitura “Autofattura emessa per acquisti da soggetto esonerato ex D.P.R. 633/72, art. 34, comma 6.”.

Conclusioni

Chi sta valutando e cercando di capire come emettere l’autofattura probabilmente si trova in una situazione controversa, che necessita la regolarizzazione di un’operazione professionale o commerciale.

L’emissione di autofattura è un adempimento richiesto dalla normativa fiscale, per questo, onde evitare sanzioni anche care, è bene informarsi presso uno studio di professionisti o gli Enti accreditati in modo tale da adempiere nel modo migliore all’emissione dell’autofatturazione.

In questo modo sarà impossibile sbagliare e pagare più del dovuto!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

2 COMMENTI

  1. Buongiorno, nel caso in cui il consumatore privato (un qualsiasi soggetto senza partita iva, non un professionista o un’azienda) debba acquistare delle merci dal soggetto prestatore cosa si può far rilasciare? Senza una pezza d’appoggio il consumatore non può ottenere un rimborso da parte dell’organizzazione presso cui lavora.

  2. Buongiorno Davide,
    Mi dispiace usare Google per tradurre perché il mio italiano non è eccezionale. stiamo iniziando un cafe / ristorante in Piemonte (orgainic and Zero kilometers) e voglio sapere se posso usare l’auto fatturazione perché vogliamo coltivare i nostri ortaggi e usarli nel nostro ristorante? siamo istituiti come un’associazione in un locale che ha il codice iva … e grazie per il tuo aiuto

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