Aliquote INPS Commercianti e Contributi Artigiani 2018: Guida Completa

Andiamo a scoprire le aliquote INPS per commercianti artigiani: i contributi previdenziali per il 2018 aumentano ancora, a questa costante gli imprenditori sono ormai abituati.

Si segnala, poi, la novità introdotta l’anno scorso relativa al regime forfettario con lo “sconto” contributivo in arrivo per chi aderisce a detto regime.

Qual è il minimale previsto per le categorie indicate quest’anno? Quanto si deve pagare all’Istituto di Previdenza?

La circolare numero 22 del 31 gennaio 2017 l’Inps ha comunicato gli importi e le aliquote dei contributi per l’anno in corso.

Le aliquote dei contributi Inps per i commercianti e gli artigiani sono soggette ad un aumento pari allo 0,45%, come previsto con il Decreto Salva Italia; anche se si è assodato che la rivalutazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo è stata nulla, è previsto un aumento rispetto a quanto stabilito per l’anno passato.

Dunque, vista la variazione al negativo Istat 2017 (la quale lascia stabili le aliquote dei contributi Inps per artigiani e commercianti), per quest’anno non mutano le aliquote e i contributi Inps.

Unica eccezione è rappresentata dall’incremento previsto dal decreto Salva Italia approvato dal Governo Monti.

Rimane invariato il minimale di reddito annuale per il calcolo del contributi IVS per artigiani e commercianti 2018: esso ammonta a 15.548 euro.

Il versamento dei contributi previdenziali rappresenta una delle principali voci di spesa per i lavoratori autonomi italiani. Per artigiani e commercianti è previsto un minimale che vale un anno di contributi ai fini della maturazione dei requisiti pensionistici.

Tuttavia a partire dall’anno scorso esiste la possibilità di pagare anche meno del minimale: ciò, però, determina un minor numero di mensilità considerate ai fini della maturazione dei requisiti previdenziali.

I lavoratori autonomi non artigiani e commercianti che aderiscono al regime forfettario (ex minimi) ed i professionisti senza cassa non hanno un minimale contributivo ma pagano in percentuale, in base al reddito.

Per approfondire i temi inerenti il lavoro autonomo, consigliamo la lettura delle sezioni Lavoro e Formazione e Idee Imprenditoriali di Affari Miei e l’approfondimento con la guida sulla Partita Iva.

Voltiamo ora pagina e scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulle aliquote contributive.

Aliquote INPS commercianti e artigiani 2018: contributi da versare, focus su minimale e reddito minimo

Partiamo dalle aliquote fissate dall’Istituto di Previdenza per quest’anno. Per gli artigiani l’aliquota è pari al 23,55%, e anche per i commercianti 23,55%.

Il reddito minimo stabilito è, come accennato in apertura, 15.548 euro per un totale minimo da versare (minimale) pari a 3.668,99 euro per gli artigiani e 3.682,99 euro per i commercianti.

Occhio alle riduzioni che sono pari al 50% per artigiani e commercianti di età superiore a 65 anni già pensionati e del 9% per coadiuvanti e coadiutori di età inferiore a 21 anni.

Da aggiungere, poi, il contributo di cessazione definitiva per gli esercenti pari allo 0,09% e il contributo per la maternità pari a 0,62 euro mensili.

Reddito Minimo

Minimale contributivo

Aliquota titolari +21 anni

Aliquota coadiuvanti +21 anni

Artigiani

15.548 euro

3599,03 euro

23,55%

20,55%

Commercianti

15.548 euro

3613,02 euro

23,64%

20,64%

 

Contributi INPS artigiani e commercianti: termini e modalità di versamento

Dopo aver visto le aliquote valide per il 2018 ed il minimale contributivo, veniamo alle modalità per effettuare i pagamenti all’Istituto di Previdenza.

I contributi devono essere versati attraverso i tradizionali modelli di pagamento unificato F24, sia in forma cartacea che online tramite i servizi di home banking messi a disposizioni dai principali istituti.

Queste sono le scadenze fissate dall’INPS:

  • 16 maggio, 22 agosto, 16 novembre 2017 e 16 febbraio 2018 deve essere effettuato il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito (si veda la tabella precedente);
  • entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, poi, in riferimento ai contributi dovuti che sono dovuti sulla quota di reddito che eccede il minimale, a titolo di saldo per l’anno 2016, primo acconto del 2016 e secondo acconto del 2017.
mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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