Aliquote Ires: Tassazione Società di Capitali

Di seguito è riportata una mini guida relativa alla tassazione delle società di capitali. Le imposte trattate sono l’Ires e l’Irap.

Se sei interessato a saperne di più in merito, ti consiglio di leggere l’articolo che segue dedicato all’aliquota Ires.

Come vengono tassate le società di capitali?

Prima di capire come vengono tassate le società di capitali, sarebbe meglio spigare di cosa stiamo parlando. Queste, sono organizzazioni di persone e mezzi, per l’esercizio in comune di un’attività produttiva, dotate di piena autonomia patrimoniale.

Grazie all’autonomia patrimoniale, in caso di obbligazioni sociali, sarà soltanto la società a rispondere con il suo patrimonio.

La responsabilità del socio invece, sarà solo in misura del capitale che egli stesso ha conferito nella società, non avendo di conseguenza nessuna ripercussione sul patrimonio personale, tranne che in alcuni casi previsti dalla legge. Le società di capitali sono:

  • la società per azioni o Spa;
  • la società in accomandita per azioni o Sapa;
  • la società a responsabilità limitata o Srl. Tra le Srl abbiamo anche le società a responsabilità limitata semplificata o Srls e le società a responsabilità limitata unipersonale.

Ho voluto specificare la presenza di più tipologie di società a responsabilità limitata in quanto la tassazione varia in base a che si parli di una Srl ordinaria o Srls o Srl unipersonale o un infine una Srl che opta per l’imposizione per trasparenza di cui abbiamo già trattato in un altro articolo presente all’interno del blog.

Sicuramente possiamo dire che le società a responsabilità limitata e quelle a responsabilità limitata semplificata sono soggette alle seguenti imposte:

  • IRES;
  • IRAP.

Inoltre, se le Srl o Srls ottengono un utile che decidono di distribuire ai soci, su tale somma i soci dovranno pagare l’imposta Irpef all’aliquota corrispondente.

La società a responsabilità limitata unipersonaledal momento che è composta da un solo socio deve pagare al fisco:

  • IRES;
  • IRAP;
  • L’addizionale regionale;
  • IRPEF, secondo lo scaglione corrispondente.Infine, le società a responsabilità limitata, sia che esse siano semplificate o unipersonali, se hanno optato per l’imposizione per trasparenza, saranno soggette alle seguenti imposte:
  • IRAP;
  • Addizionale regionale;
  • IRPEF.

Che cos’è l’IRES?

L’IRES, imposta sul reddito delle società, è stata istituita con la riforma fiscale Tremonti del 2003.

L’obiettivo che si voleva raggiungere con l’applicazione di questa riforma era quello di armonizzare il sistema fiscale italiano con quello degli altri paesi membri dell’Unione Europea, visto che questi erano considerati più efficienti e con una pressione fiscale minore rispetto a quella italiana.

L’imposta sul reddito delle società colpisce appunto il reddito che viene prodotto dalle società e dagli enti, attraverso l’applicazione di un’aliquota che dal 1° gennaio del 2017 è pari al 24%.

A occuparsi della disciplina è il testo unico delle imposte sui redditi ovvero il TUIR a cui bisogna fare riferimento per capire come muoversi all’interno di questa imposta. Inoltre l’Ires è andata a sostituire la vecchia IRPEG ovvero imposta sul reddito delle persone giuridiche.

L’articolo 72 del TUIR stabilisce che sono assoggettati al pagamento dell’imposta IRES i redditi delle società che sono in possesso  di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie che di seguito andrò ad elencare. I singoli redditi sono classificati nelle seguenti categorie:

  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di impresa;
  • redditi fondiari;
  • redditi diversi.

Invece, in base all’articolo 73 del Tuir, i soggetti passivi dell’Ires posso essere classificati in tre macro categorie:

  • società di capitali e enti residenti in Italia che svolgono attività commerciale;
  • società di capitali ed enti non residenti in Italia che svolgono attività commerciale;
  • enti non commerciali, cioè enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale, l’esercizio di attività commerciale.

In base a quanto appena detto possiamo dire che i criteri per individuare i soggetti passivi sono sostanzialmente due:

  • la residenza;
  • l’oggetto dell’attività.

Inoltre, da quanto appena detto, si evince anche che sono escluse dalla tassazione IRES le società di persone e quelle ad esse assimilate, i cui redditi sono assoggettati ad Irpef una volta distribuiti ai singoli soci.

Aliquote IRES e periodo d’imposta

Ma come avviene il calcolo dell’Ires?  Il calcolo avviene applicando l’aliquota pari al 24% al reddito imponibile sempre se esso è positivo.

Il reddito imponibile si ottiene partendo dal risultato contabile/civilistico e aggiungendo le variazione in aumento e sottraendo le variazioni in diminuzione.

Questa operazione consente di ottenere il reddito complessivo a cui si andranno a sommare i crediti d’imposta e a sottrarre le eventuali perdite riportate a nuovo e finalmente otterremo il reddito imponibile, ovvero l’importo su cui si potrà applicare l’aliquota e calcolare l’imposta.

Quindi sostanzialmente sono due i passaggi fondamentali necessari per calcolare l’imposta:

  • determinare la base imponibile che comunque a prescindere da quanto appena detto può prevedere un metodo diverso a seconda dei soggetti passivi considerati;
  • l’applicazione dell’aliquota del 24%.

Per le società di capitali ed enti commerciali residenti, la costituzione della la base imponibile Ires avviene prendendo in considerazione tutti i redditi provenienti da qualsiasi fonte.

L’elemento fondamentale che viene considerato come punto di partenza è l’utile di esercizio che risulta dal conto economico. Ovviamente poi questo valore deve essere rettificato in base alle variazioni fiscali in aumento o in diminuzione.

Per le società di capitali e gli enti non residenti nel territorio nazionale invece la base imponibile Ires è costituita solo dai redditi prodotti sul territorio dello stato italiano.

La base di partenza è sempre l’utile che risulta dal conto economico. Però è importante capire innanzitutto se svolgono o meno un’attività commerciale e se hanno o no una stabile organizzazione all’interno del territorio italiano. Quindi possiamo distinguere:

  • soggetti non residenti, che svolgono un’attività commerciale con una stabile organizzazione nel territorio. In questo caso si applica lo stesso regime fiscale che si applica alle società commerciali residenti;
  • soggetti non residenti, che svolgono un’attività commerciale ma senza una stabile organizzazione nel territorio. In questo caso, le regole da applicare sono quelle previste dal titolo I del TUIR in materia di IRPEF;
  • per i soggetti residenti nel territorio ma che non svolgono un’attività commerciale bisogna precisare che se si parla di enti non profit che decide di svolgere anche se non in modo prevalente, attività commerciale, questo dovrà aprire una partita IVA e per la determinazione della base imponibile bisogna applicare le regole previste per le persone fisiche. Il reddito complessivo sarà dato infatti dalla somma delle singole categorie reddituali, secondo le regole di determinazione previste per ciascuna di esse dalla normativa Irpef.

L’ires, di regola, viene versata in due rate, la prima il 16 giugno e cioè entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta con possibilità di proroga entro il trentesimo giorno successivo al termine della scadenza ordinaria, maggiorando la somma a titolo di interesse dello 0,4%.

Questa rata è costituita dal saldo relativo all’anno precedente e dal primo acconto relativo all’anno in corso.

Mentre, entro il 30 novembre si versa il secondo acconto cioè entro l’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione dei redditi.

L’acconto non è dovuto se l’imposta relativa al periodo d’imposta precedente al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto è di ammontare non superiore a 20,66 euro.

Nel dettaglio, l’acconto versato nella prima rata deve essere pari al 40% dell’importo totale dell’imposta mentre il 60% rimanente, alla scadenza della seconda rata.

Il versamento dell’acconto avviene attraverso la compilazione online o cartacea, scaricabile gratuitamente, attraverso il modello F24 dell’agenzia delle entrate. Nel modello bisogna indicare:

  • i dati di chi effettua il versamento;
  • i dati della società;
  • l’anno di riferimento;
  • il codice tributo;
  • l’importo dell’imposta da pagare;
  • eventuali crediti da utilizzare;
  • la data del pagamento.

Tutti i soggetti passivi dell’ires hanno anche la possibilità di rateizzare i versamenti dell’imposta però solo quelli relativi al saldo e al primo acconto per un massimo di sei mesi da pagarsi entro il giorno 16 di ciascun mese e con una maggiorazione del 4% a titolo di interesse.

Cosa si intende per margine operativo lordo?

L’EBITDA, acronimo inglese di earnings before interests taxes depreciation and amortization ovvero, margine operativo lordo in italiano, altro non è che  un indicatore relativo alla redditività aziendale.

In poche parole esprime solo la redditività del business aziendale isolando il resto della gestione societaria infatti, il calcolo avviene sottraendo dal valore della produzione i seguenti costi:

  • costi di funzionamento;
  • costi dei servizi;
  • costi del personale;
  • costi delle materie prime.

Che cos’è l’IRAP?

L’IRAP, l’altra imposta dovuta dalle società di capitali, è l’imposta regionale sulle attività produttive. Questa è divenuta una tassa a tutti gli effetti con la legge finanziaria del 2008 e colpisce il fatturato a prescindere dall’utile di esercizio.

Nel nostro paese, le attività produttive devono pagare l’imposta regionale per finanziare il servizio sanitario nazionale. I requisiti che affermano l’assoggettamento a tale imposta sono:

  • l’autonomia e ciò comporta che in assenza di una forma organizzativa l’imposta non è dovuta anche se ciò è valido solo per gli imprenditori e i lavoratori autonomi, mai per le società;
  • l’abitualità, vale a dire quando le imprese svolgono l’attività in modo continuo.

Sono soggetti al pagamento di quest’imposta non solo le società di capitali ma tutti coloro che esercitano un’attività anche non commerciale comprese quindi le pubbliche amministrazioni e produttori agricoli anche se questi in determinate circostanze possono essere esonerati.

L’imponibile per il calcolo dell’Irap varia a seconda che il soggetto passivo sia:

  • Un’mpresa commerciale. In questo caso l’imponibile viene calcolato in base alla differenza fra le voci classificabili nel valore della produzione, in base a quanto stabilito nello schema di bilancio di cui al codice civile, e quelle classificabili nel costo della produzione. Fra i costi di produzione non vanno calcolati i salari dei dipendenti, i crediti maturati e gli interessi di eventuali canoni di leasing;
  • Un produttore agricolo. Per costui l’imponibile viene determinato come differenza tra l’ammontare dei corrispettivi e l’ammontare degli acquisti effettuati per la produzione agricola stessa. E’ possibile decidere di scegliere di calcolare l’imponibile come le imprese commerciali. Infine il produttore agricolo esonerato dall’IVA lo è anche dall’irap;
  • Un ente non commerciale o ente pubblico. L’imponibile è pari al totale dei compensi per lavoro dipendente, anche autonomo occasionale. Nel caso in cui l’ente svolga attività commerciale vale quanto detto per le imprese commerciali. Per quanto riguarda invece la pubblica amministrazione, vale quanto esposto per gli enti non commerciali con la dovuta notazione che, per il calcolo dell’irap retributiva, il criterio dell’imponibile è quello di cassa. Se l’ente pubblico svolge attività commerciale si può fare riferimento per il calcolo dell’imponibile ai criteri valevoli per le imprese commerciali;
  • le Banche o Assicurazioni.

 

Aliquota e calcolo dell’IRAP

L’aliquota da applicare è pari al 3,90%, stabilita in questa percentuale dalla legge finanziaria del 2008, ma essendo un’imposta regionale, saranno queste ultime, in definita, a decidere il loro valore finale potendolo abbassare o alzare.

  • Oltre a dipendere dalla regione, l’Irap dipende anche dal tipo di impresa.
    Per quanto riguarda il pagamento valgono le stesse regole dettate per il pagamento del’Ires. Quindi, il versamento avviene attraverso l’utilizzo del
    modello F24 e in due rate:
  • la prima rata è costituita dal saldo dell’anno precedente più il primo acconto Irap dell’anno in corso con scadenza il 30 giugno. Inoltre il primo acconto deve riguardare il 40% dell’importo complessivo dovuto, qualora superiore a 103 euro;
  • la seconda rata, relativa al secondo acconto, deve essere versata entro il 30 novembre ed è costituita dal 60% dell’importo complessivo dovuto, qualora però l’importo della prima rata non abbia superato 103 euro. Sono esonerati dal versamento dell’Irap i seguenti soggetti:
  • i contribuenti minimi, vale a dire coloro che esercitano l’attività d’impresa, arti o professioni nell’ambito del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • i contribuenti del settore agricolo e pesca, di cui ditte individuali, società semplici e enti non commerciali, società di persone o di capitali;
  • i venditori porta a porta, incaricati alla vendita a domicilio. Costoro non sono tenuti alla dichiarazione Irap poiché sono già soggetti alla ritenuta a titolo d’imposta.

    La rilevazione delle imposte differite attive e passive

    Quando arriva il momento di contabilizzare le imposte di esercizio, insieme a quelle di competenza di cui abbiamo parlato fin’ora, vengono rilevate anche le imposte differite.

    Le imposte differite possono essere attive, chiamate anche imposte anticipate e passive chiamate appunto imposte differite. La presenza di queste imposte si verifica a causa di una differenza tra il reddito civilistico e reddito fiscale.

    Prima di procedere però mi sembra doveroso spiegare cosa si intende per reddito civilistico e reddito fiscale. Il primo non costituisce i risultato economico sul quale viene calcolata l’imposizione fiscale dell’azienda dal momento che è costituito dalla differenza tra tutti i costi e i ricavi determinati in base alla normativa civilistica.

    Esso quindi rappresenta soltanto il punto di partenza per determinare il reddito fiscale di impresa e questo perché la disciplina civilistica persegue obiettivi diversi.

    Il reddito fiscale invece si ottiene dalla contrapposizione tra i costi deducibili e i ricavi tassabili, determinati secondo i criteri stabiliti dalla normativa fiscale, che non sempre coincide con quella civilistica.

    La differenza che sorge tra il reddito civilistico e quello fiscale può essere di due tipi:

  • permanente;
  • temporaneo;Le prime non determinano tassazione differita in quanto esse sorgono in un determinato esercizio e non hanno nessun effetto negli esercizi successivi. Le temporanee, invece, creano differenza tra le imposte dovute sul risultato civilistico e quelle dovute sul risultato fiscale.

Le differenze temporanee si manifestano ogni volta che un costo o un ricavo viene ammesso in deduzione ovvero viene tassato in un esercizio diverso da quello in cui viene iscritto nel conto economico.

In parole povere le imposte anticipate o differite attive si originano dalle differenze temporanee deducibili e rappresentano imposte pagate anticipatamente che verranno recuperate negli esercizi successivi, la cui contropartita è rappresentata da un credito.

Le imposte differite o passive invece si originano dalle differenze temporanee tassabili e rappresentano imposte che verranno pagate negli esercizi successivi, la cui contropartita sarà rappresentata da un fondo.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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