Piano di Accumulo Capitale Migliore: Come scegliere un PAC

Hai sentito parlare dei Piani di Accumulo Capitale, detti anche PAC, e ti stai chiedendo cosa sono e quali sono i migliori? Sei nel posto giusto perché Affari Miei è il blog di finanza personale dedicato a tutti quelli che vogliono pensare in grande e farsi gli affari propri.

Mi chiamo Davide Marciano e, dal 2014, ho creato articoli, video e podcast sul tema della gestione dei soldi: puoi iniziare da qui per consultare l’archivio della sezione di investimenti del blog. Sono inoltre autore del corso-metodo “100 Mila Euro sul Conto” in cui spiego i ragionamenti e le tecniche usate da me per i miei investimenti.

Vediamo ora brevemente vantaggi e svantaggi dei PAC e cerchiamo di capire se e come il piano di accumulo può essere utile ai nostri investimenti.

Come funziona il PAC

Come lascia intuire la parola, con un Piano di Accumulo Capitale si va a creare un capitale nel lungo periodo: ciò avviene mediante versamenti solitamente costanti, con cifre anche molto basse.

Talvolta bastano anche 50 euro al mese o qualcosa in più.  I mercati in cui investire variano e sono, alla fin dei conti, sempre gli stessi: azioni, obbligazioni, materie prime. Nei PAC tendenzialmente si ragiona sui primi due mercati che riassumo in una parola sola per semplicità di calcolo ma, al loro interno, sono ulteriormente suddivisi (le azioni delle società energetiche non sono la stessa cosa di quelle high tech; le obbligazioni tedesche hanno in comune solo il nome con quelle turche; e così via).

A seconda della scelta del mercato, chiaramente, si differenziano i rischi ed i guadagni potenziali.

Il tipo di investimento è così strutturato perché consente anche a chi ha minore disponibilità di investire su mercati altamente volatili oppure limita il “rischio emotivo” a chi possiede capitali più importanti come vedremo dopo.

Il meccanismo del PAC, in linea teorica, punta a ridurre i rischi: questo perché con il Piano di Accumulo Capitale si versano soldi costantemente frazionando gli acquisti su periodi di tempo lunghi. Allego un’immagine per spiegare bene il concetto.

Fonte Foto

Come puoi vedere, il mercato è fatto di alti e bassi causati da eventi più o meno importanti. Investendo tutti i propri soldi prima di un periodo negativo (che può durare anche anni) si corre il rischio di dover sopportare subito delle perdite che necessitano di anni per essere recuperate.

Diluendo l’acquisto, invece, ci sono momenti in cui il valore di ciò che si compra (soprattutto se parliamo di PAC azionari parliamo di valori di azioni o di fondi azionari) è più alto ed altri momenti in cui è più basso: in questo modo c’è una mediazione del prezzo che mette teoricamente al riparo o riduce comunque il rischio delle oscillazioni.

Anzi, paradossalmente, le oscillazioni negative rappresentano per te un’occasione non indifferente perché ti consentono di comprare quando i valori sono più bassi e di avere, quindi, “pezzi” di un puzzle in saldo.

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A chi conviene un Piano di Accumulo

Come spiegato brillantemente da Matteo Biancolini su Mypecunia.com, il PAC è prima di tutto una strategia e non solo un prodotto (dopo ti spiego meglio questo aspetto). Come tale, quindi, la strategia si presta a due tipologie di investitori:

  • Chi ha un capitale ridotto o inesistente: se non hai soldi da parte ma hai una piccola capacità di risparmio, il PAC può essere per te una buona strategia perché periodicamente vai ad incrementare il tuo patrimonio con versamenti che, alla lunga, lo fanno crescere;
  • Chi soffre emotivamente i mercati: non siamo tutti operatori di borsa, una persona comune può effettivamente avere uno spavento se il proprio capitale dovesse svalutarsi significativamente pochi giorni dopo l’investimento. Se non riesci a sopportare gli sbalzi emotivi, il PAC può essere una strategia da adottare.

Al di fuori di queste due situazioni, non ci sono reali motivi per pensare al piano di accumulo.

A Chi non conviene il piano di accumulo

Ho risposto già sopra nel senso che, al di fuori dei due casi di cui ti ho parlato, non ci sono particolari convenienze. In questo paragrafo aggiungo altre situazioni in cui a mio parere non ha senso pensare a questa strategia:

  • Non vuoi assolutamente sopportare oscillazioni: se non vuoi prenderti rischi in nessun modo devi stare lontano dal mercato azionario oppure ci devi entrare studiando bene la composizione del portafoglio in base al tuo profilo di rischio e con una percentuale azionaria bassissima. Il PAC è pensato proprio per ridurre il rischio degli alti e bassi, esistono anche PAC obbligazionari ma, visto che quei mercati tendono ad oscillare di meno, non vedo una grossa convenienza;
  • Hai pochi soldi, i tuoi unici risparmi possono servirti a breve: quando decidi di investire è come se stessi scendendo in guerra, se non hai munizioni è meglio restare a casa. Se i tuoi risparmi dovessero servirti a breve (esempio: ti si rompe la macchina domani mattina), è bene limitarsi ad un conto deposito con molti meno vincoli. Qui trovi la classifica aggiornata.

Ora che abbiamo chiarito la teoria, passiamo alla pratica.

Il PAC è una strategia vincente?

Dipende. Se guardiamo solo ai numeri la risposta è no perché è stato dimostrato che, imponendosi questo modus operandi, non si possono fare gli aggiustamenti necessari nei periodi di vacche grasse o magre.

Provo a farti un esempio. Metti che investi una parte del tuo patrimonio oggi e che tra 5 anni scoppia una nuova crisi finanziaria: disperazioni, borse a picco, valore di azioni e fondi ai minimi.

Se oltre ad investire hai mantenuto una capacità di risparmio ed hai un obiettivo di lungo termine, potresti usare i nuovi capitali che hai messo da parte per comprare “in offerta” ed approfittare, poi, della ripresa degli anni successivi per realizzare guadagni anche del 40%.

Sembra bello, eh?

QUESTO È UNO DEI MOTIVI PER CUI, COME SI SUOL DIRE, CON LE CRISI I RICCHI DIVENTANO ANCORA PIÙ RICCHI.

Al tempo stesso, però, devi avere una buona propensione al rischio e la giusta consapevolezza di quello che stai facendo. Se non ne capisci nulla, non hai grosse capacità di risparmio e non hai voglia e tempo di studiare e correre dei rischi questo atteggiamento non fa per te e la strategia del PAC può esserti utile.

Come scegliere il migliore Piano di Accumulo Capitale

PROBABILMENTE HAI SENTITO PARLARE DI PAC PERCHÉ TI È STATO PROPOSTO DALLA TUA BANCA O DALL’UFFICIO POSTALE SOTTO CASA E, FIONDANDOTI SUL WEB, HAI CERCATO OPINIONI PIÙ PRECISE.

Adesso che abbiamo capito che stiamo prima di tutto ragionando su una strategia, possiamo metterla in atto in due modi: possiamo fare da soli oppure possiamo comprare “al dettaglio”.

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Costruire un PAC autonomamente

Il PAC va costruito su un fondo perché, in questo modo, si acquistano contemporaneamente più azioni diversificando il rischio. Sono parole difficili, non scappare che ti spiego meglio.

Io preferisco investire in ETF che sono fondi a gestione passiva che si limitano a replicare (cioè, copiare come quando metti un foglio sul vetro e ricalchi il tuo riferimento) un indice di riferimento (che in finanza viene spesso chiamato benchmark). Qui ti spiego bene cosa sono gli ETF, non voglio annoiarti se so di cosa sto parlando oppure ti invito a leggere se non conosci bene la materia.

Per fare da solo dovresti scegliere un ETF (o più ETF) ed acquistare le quote con dei versamenti periodici. Un ETF che potrebbe prestarsi a questo “gioco” è il MSCI World Index che replica l’azionario mondiale (occhio, non è un invito ad investire ma un esempio!).

I vantaggi di questa strategia è che:

  • Paghi meno commissioni: i prodotti “al dettaglio” costruiti da banche e poste sono pesantemente zavorrati da commissioni dirette ed indirette. Il tuo acquisto deve dar da mangiare alla rete commerciale della banca che ti vende il prodotto ed al gestore del fondo che, sovente, attua una gestione molto costosa. Senza entrare troppo nel merito (qui ti spiego qualcosa in più sui fondi comuni), possiamo semplicemente dire che un ETF scelto bene ha un costo annuo fisso (in genere inferiore all’1%) mentre un prodotto già impacchettato può costare fino al 4% annuo con pesanti commissioni soprattutto nei primi anni;
  • Hai tu il controllo: se ti piace sporcarti le mani, è sicuramente più piacevole perché ci sei solo tu ed i mercati.

Svantaggi della strategia:

  • Se non sai cosa fare sbagli: è banale ma se non hai adeguate competenze e non sei disposto a pagare qualcuno per ottenerle (per dire, ti basterebbe un corso come il mio oppure altri corsi tematici per cominciare a capirci qualcosa), rischi di schiantare i soldi come alle macchinette nel bar sotto casa;
  • Potrebbe non essere adatta a te: le ragioni te le ho spiegate sopra, valle a cercare.

Acquistare un PAC “al dettaglio”

Le banche e gli uffici postali collocano propri prodotti che, in buona sostanza, fanno le stesse cose che potresti fare da solo.

QUALSIASI COSA DELEGATA A TERZI COSTA DI PIÙ.

Questa regola vale dal salame che compri affettato anziché intero fino agli investimenti finanziari: come spiego più di una volta, la differenza tra il mercatino rionale e la finanza è nelle merci e negli attori, non nelle regole.

Ciò detto, passiamo ai vantaggi di questa scelta:

  • Non devi fare più niente se non pagare: non devi sbatterti per aprire deposito titoli, effettuare o pianificare i versamenti e ragionare in prima persona. Firmi il contratto, parte addebito sul conto bancario e ci si rivede alla scadenza. Non ci sono altri vantaggi razionali al di fuori di questo.

Quanto agli svantaggi:

  • Costi esagerati che ti mangiano i rendimenti: i passaggi intermedi si pagano, non mi stancherò mai di dirtelo. Se hai un minimo di voglia di darti da fare, puoi evitare di spendere fino al 4% all’anno e concentrarti su soluzioni che costano meno della metà. Ricordati del salame: se lo compri affettato ha un prezzo, se lo tagli tu a casa costa meno;
  • Non controlli nulla: non hai particolari margini di manovra, non puoi agire attivamente sui tuoi investimenti. Per capirci, è come andare in pizzeria ed ordinare una margherita: non puoi di certo scegliere quali pomodori mettere né puoi suggerire un particolare caseificio per la mozzarella, compri il prodotto finito e devi fartelo piacere. Se non ti piace cambi pizzeria oppure impari ad impastare acqua e farina.

Su questo ultimo tema, è chiaro che ci possono essere differenze tra i prodotti presenti sul mercato (come per le pizzerie) ma il prodotto finale è sempre lo stesso, con tutti i pro ed i contro del caso.

Nello specifico, in questi casi, non ti resta che controllare e scegliere il PAC che ha:

  • Meno commissioni: leggi bene la nota informativa e confrontale;
  • Meno vincoli temporali o di investimento minimo;
  • Un profilo di rischio idoneo a quello che vuoi fare tu (anche se non capisco le ragioni di un PAC obbligazionario, come ho specificato prima).

Conclusioni

Non posso materialmente dirti qual è il miglior PAC da scegliere ma credo di aver fornito tutti gli strumenti necessari per decidere nel migliore dei modi.

In questo articolo abbiamo capito che:

  • PAC è soprattutto strategia d’investimento;
  • Il PAC potrebbe non essere adatto a te;
  • I prodotti bancari e postali sono la stessa “merce” (cambia solo la pizzeria!).

Se vuoi acquistare al dettaglio, ti ho dato abbastanza elementi per farlo consapevolmente. Se, invece, vuoi migliorare la tua preparazione finanziaria puoi continuare a leggere il blog, iscriverti alla newsletter e, soprattutto, puoi acquistare il mio corso-metodo “100 Mila Euro sul Conto” grazie al quale imparerai a prendere il controllo delle tue finanze senza essere in balia di stato, banche e assicurazioni.

Buoni investimenti!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

4 COMMENTI

  1. Ciao Davide, ti seguo molto volentieri. Sono uno dei primi ad aver acquistato 100 mila euro sul conto.
    Ti vorrei chiedere un’informazione inerente i piani di accumulo in ETF.
    Quale conto corrente è il migliore per limitare le commissioni di acquisto o gestione degli ETF se voglio gestirlo in maniera attiva ovvero versare di più quando le quotazioni sono basse e viceversa?
    Cosa ne pensi di interactive brokers?
    Grazie.
    Alessandro Giannelli.

    • Ciao Alessandro,

      grazie per l’acquisto, mi fa piacere e mi auguro ti sia trovato bene: tra l’altro proprio ieri ho annunciato delle novità, non so se hai visto (è tutto qui: https://www.affarimiei.biz/corso-investire-100-mila-euro-sul-conto-si-rinnova-dettagli-del-mio-ultimo-update/35750).

      Venendo a noi, ti invito prima di tutto a capire se il piano di accumulo è utile per te: nell’articolo lo spiego abbastanza bene.

      La piattaforma di cui parli non mi sembra l’ideale per quello che vuoi fare tu: io sceglierei un conto di una banca italiana con commissioni basse o comunque adatte a quello che vuoi fare.

      Sui versamenti mensili è difficile essere efficienti (ammesso che non versi almeno 3k al mese) mentre se vuoi fare più versamenti annuali puoi trovare qualcosa di interessante.

      Di solito funzionano tutte con una % su quello che versi con un minimo da pagare a prescindere e un CAP massimo, quelle che propongono “pacchetti” sono più orientate al trading e non mi sembra il caso tuo.

      Non so dirti, su due piedi, qual è la migliore piattaforma perché dipende dalle tue esigenze, io mi limito a dirti che su questa cosa qua devi scegliere un conto vero e proprio e non una piattaforma trading CFD.

      Qui ci sono i migliori servizi in Italia: https://www.affarimiei.biz/miglior-deposito-titoli/31686

      Nella mia esperienza personale, ho usato alcune delle principali banche di cui parlo nell’articolo ed il discorso delle commissioni è limitato perché non faccio PAC ma versamenti periodici (una volta all’anno o ogni 6 mesi) sulla base di una strategia pre impostata da me.

      Buona giornata,
      Davide

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