Pensione Integrativa, Quale Scegliere? Fondo Pensione Migliore, Come Decidere Consapevolmente

Avete intenzione di costruirvi una pensione integrativa ma quale scegliere? E’ migliore l’idea di optare per un piano individuale pensionistico, per un fondo pensione o per una polizza vita?

In questo articolo cercheremo di capire se conviene oppure no ricorrere alla previdenza complementare al fine di costruirsi una pensione privata: gli assegni corrisposti dall’INPS, infatti, saranno sempre più bassi e, pertanto, diventerà indispensabile crearsi una rendita alternativa.

Molto spesso, però, i consumatori sono condotti da questa esigenza oggettiva su strade sbagliate e poco convenienti: l’ignoranza finanziaria mista alle “consulenze” di piazzisti di ogni tipo sono una delle cause che determinano tutto ciò.

Il prossimo tenterà sempre, in un modo o nell’altro, di imporre le sue condizioni: per questo è importante conoscere tutte le informazioni e decidere con tutta serenità.

Quando si parla di fondo pensione, piano individuale pensionistico e polizza vita si tende a fare molta confusione: lo scopo di tutti gli articoli del blog, senza la pretesa di essere esaustivi al 100%, è proprio quello di mettere ordine.

Le sezioni Finanza e Assicurazioni di Affari Miei contengono consigli e guide sui temi economici che possono esservi utili per orientarvi in questo difficile settore: per approfondire, ne suggeriamo la lettura.

Nel nostro e-book su come gestire i risparmi, poi, abbiamo raccolto in chiave sistematica la nostra visione completa.

Fondo pensione e piano pensionistico: differenze e affinità

Fondo pensione e piano individuale pensionistico godono del medesimo trattamento fiscale agevolato. Tuttavia esistono delle differenze che elenchiamo schematicamente:

  • i fondi pensione non hanno la copertura assicurativa ma devono garantire il capitale. Possono essere aperti, se possono partecipare tutti, o chiusi, se riservati a determinate categorie (esempi: fondo Cometa o Fondo BCC Nazionale);
  • i piani individuali pensionistici sono gestiti e proposti da compagnie di assicurazione, l’adesione è libera e riservata a chiunque voglia partecipare, senza distinzioni particolari.

Pensione integrativa, quale scegliere?

Una delle forme migliori per ricorrere alla costruzione di una pensione integrativa è quella del piano individuale pensionistico che abbiamo recensito approfonditamente nella guida indicata poc’anzi.

Esso accomuna un vantaggio fiscale da non sottovalutare, pur non garantendo chissà quali rendimenti netti.

Altra soluzione che – oggi un po’ meno – le assicurazioni tendono a promuovere è quella delle polizze vita miste: la seconda delle due guide indicate nella tabella precedente spiega appunto questa pratica, nociva, praticata da molti agenti assicurativi.

Si tratta di prodotti che non rispondono alla vera esigenza del contribuente, quella di assicurarsi una pensione, ma propongono altre garanzie poco utili ai più che negli anni “mangiano” soldi.

Esistono, poi, prodotti ibridi come la Polizza Futuro D’Oro di Alleanza che abbiamo recensito, esprimendo alcune perplessità circa i costi ed i rischi connessi.

Per questo motivo, ai consumatori che non vogliono avere troppi grattacapi, consigliamo un Pip per sfruttare il vantaggio fiscale.

Se, invece, volete perdere un po’ di tempo in più, potete semplicemente risparmiare soldi e gestirli periodicamente comprando buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana o Btp Italia a 8 anni.

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Pensione integrativa: come scegliere?

Adesso che abbiamo capito quale scegliere tra le varie proposte per la costruzione di una pensione integrativa, indichiamo il “come”. Quali sono i criteri per decidere?

Per noi gli aspetti essenziali sono due e li indichiamo in ordine di importanza:

  • Caricamenti: i caricamenti rappresentano in effetti il costo dell’investimento. Più sono elevati i caricamenti, più si riduce il “premio netto” investito. Per questo motivo con gli interessi, dunque, si andranno a recuperare i caricamenti. Per dedurli, occorre leggere attentamente la nota informativa e vedere il CPMA (costo percentuale medio annuo) e tutti gli altri costi applicati (per esempio, ci sono costi di frazionamento, prelievi periodici sul versamento mensile o annuale, percentuale prelevata sugli interessi della gestione separata).
  • Interessi garantiti: li mettiamo al secondo posto perché secondo noi viene prima capire a quanto ammonta il premio netto investito. Generalmente tendono ad equivalersi tutti perché l’investimento che la banca o l’assicurazione fa di solito è un acquisto di titoli di stato o di obbligazioni.

Conclusioni: Quale Pensione Integrativa scegliere?

Se proprio non volete gestire i vostri risparmi autonomamente, comprando periodicamente ciò che ritenete opportuno oppure investendoli (con rischio) in economia reale, quella di costruirsi una pensione integrativa può essere una scelta saggia.

Prima di fidarvi dell’amico assicuratore o del direttore di banca, leggete attentamente la nota informativa e valutatela alla stregua dei due criteri che abbiamo indicato precedentemente, confrontando il prodotto che vi viene proposto con gli altri presenti sul mercato italiano.

Per approfondire, prima di lasciarvi alle risorse utili, vi invitiamo a leggere la nostra guida generale su come investire.

Ulteriori risorse utili

Ecco alcuni articoli presenti sul blog che potrebbero interessarvi se vi state approcciando alla previdenza complementare:

Buon proseguimento!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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