Welfare Aziendale: Cos’è e Come Funziona

Welfare aziendale: cos’è? Come funziona? Quali sono i benefici? Qual è la ratio dietro il nuovo sistema di garantire, soprattutto nell’ambito del lavoro dipendente presso grandi gruppi e grandi imprese, maggior benessere e welfare (se proprio volessimo rimanere fedeli alla dizione inglese, tanto popolare nel recente diritto del lavoro) ai lavoratori?

Vediamolo insieme, cercando di analizzare nel complesso la natura di un provvedimento entrato in vigore con l’ultima legge di stabilità e di natura estremamente complessa e articolata.

Qual è l’obiettivo del welfare aziendale?

Il welfare, che in italiano dovrebbe essere tradotto a grandi linee con “benessere”, è un articolato gruppo di prestazioni che almeno in Italia, paese caratterizzato dall’importante intervento economico e ridistribuivo da parte dell’autorità pubblica, era stato fino a pochissimi mesi fa ad esercizio praticamente esclusivo da parte dello stato.

Un welfare che non individuava categorie specifiche, ma i cittadini nel loro complesso e che andava ad attivarsi in presenza di determinate condizioni (pensiamo ad esempio a quelli che possono essere gli interventi che interessano le famiglie poco abbienti, le borse di studio, il diritto di frequentare le scuole, gli sgravi e le esenzioni su determinate categorie di farmaci e di prestazioni sanitarie etc.).

Il welfare aziendale, e il nome dovrebbe già chiarire la differenza in modo netto, interessa invece il benessere del lavoratore e della sua famiglia: è un sistema di benefit molto popolare negli Stati Uniti, dove benefit come attività ricreative e prestazioni sanitarie vengono aggiunti alle offerte di lavoro.

In Italia invece si è pensato di fare diversamente: è lo Stato che, attraverso un sistema complesso di sgravi fiscali, indirizza le aziende verso l’offerta di particolari benefici ai propri dipendenti.

Capire cos’è il welfare aziendale è di fondamentale importanza anche per comprendere quale sia il percorso che gli ultimi governi sembrerebbero interessati ad attraversare.

Gli obiettivi del welfare aziendale

Il welfare aziendale, al contrario di quello che si è sentito da parte della stampa critica, non è un sistema che cerca di eliminare la responsabilità dello stato per il benessere dei cittadini, imputandolo in modo quasi esclusivo al rapporto con l’azienda, ma piuttosto è un sistema di benefit e di prestazioni di cui il lavoratore godrà in misura aggiuntiva.

L’obiettivo non è dunque quello di rimpiazzare i diritti di cui già si gode grazie al welfare statale o al cosiddetto stato sociale, ma piuttosto di andare ad offrire al lavoratore ulteriori benefici, con l’obiettivo di:

  • migliorare la qualità del lavoro del dipendente
  • avere a disposizione personale che, godendo di maggiori benefici, può condurre vite più tranquille, sia in via personale, sia per la propria famiglia
  • integrare nei contratti di lavoro azienda per azienda strumenti ulteriori di retribuzione che non siano necessariamente monetari
  • permettere anche a lavoratori che in genere non avrebbero potuto permetterselo, l’accesso a forme di prestazioni che, per economie di scala, diventano molto più economiche nel caso in cui sia l’azienda come ente collettivo a trattarle.

Quali sono le novità per il welfare aziendale 2017?

Le novità che riguardano il welfare aziendale 2017 sono state introdotte dalla legge di stabilità 2017 e dalle norme contenute nella manovra finanziaria, di cui all’articolo 1, comma 94.

Le misure introdotte sono tese, tramite leva fiscale, ad incentivare alcuni comportamenti da parte delle aziende nei confronti dei propri dipendenti che l’ordinamento ritiene positivi.

Il welfare aziendale riguarda:

  • I premi produttività
  • la qualità del lavoro
  • le prestazioni accessorie
  • I premi redditività

Le novità per i dipendenti nel welfare aziendale 2017

Per i dipendenti il vantaggio è importante, in quanto potranno decidere in autonomia all’interno dell’accordo aziendale di scambiare premi di carattere retributivo-monetario con prestazioni che avranno invece il carattere di welfare integrativo.

Inoltre per i dipendenti ci stanno più soldi in busta paga, perché, come abbiamo visto già in un altro speciale presente sulle pagine della nostra testata, sono importanti gli sgravi fiscali sotto la soglia definita dalla legge di stabilità per quanto riguarda i premi di produttività e redditività.

Welfare aziendale esempi: i vantaggi per le aziende

Anche per le aziende, grazie alla nuova impostazione legislativa, ci sono dei vantaggi.

Per i datori di lavoro c’è infatti esenzione IRPEF nell’utilizzazione di servizi e di opere che vengono messi a disposizione sia dei dipendenti, sia delle loro famiglie, a patto che siano inclusi all’interno delle negoziazioni tra personale e azienda.

I progetti di welfare aziendale possono essere inseriti, in via alternativa, anche all’interno del regolamento aziendale.

La novità è sicuramente importante, perché fino all’entrata in vigore delle norme contenute nella legge di stabilità 2017, le operazioni di welfare aziendale erano soggette ad esenzione IRPEF soltanto nel caso di atto unilaterale dell’azienda/datore di lavoro.

Quali sono le attività e prestazioni che possono godere dell’esenzione IRPEF?

All’interno delle possibili prestazioni che possono essere ritenute oggetto di esenzione IRPEF troviamo tutte quelle che sono state incluse nella riscrittura dell’art. 51 TUIR, al comma 2, lettera F.

Secondo la lettera del TUIR sono infatti da ritenersi come esenti IRPEF tutte le prestazioni:

  • di carattere educativo
  • di carattere istruttivo
  • di tipo ricreativo
  • che hanno ad oggetto l’assistenza sociale e sanitaria del dipendente
  • che ineriscono al culto della religione

Tutte le prestazioni e le opere che possono essere ricondotte all’interno di queste categorie, possono dunque essere ritenute come esenti IRPEF, con vantaggio tanto per il datore di lavoro quanto per il dipendente.

I servizi di educazione e istruzione riguardano anche quelli per i bambini in età pre-scolare, e riguardano anche i servizi di mensa eventualmente connessi a questo tipo di prestazioni.

Sono inclusi inoltre anche i centri di tipo ludoteca, nonché i centri estivi e invernali (le cosiddette colonie climatiche).

Possono essere incluse, sempre secondo la lettera della legge, le borse di studio che vengono conferite ai dipendenti o ai famigliari dei dipendenti.

Sono da ritenersi esenti inoltre le somme e le prestazioni che vengono erogate come assistenza ai familiari che siano anziani o comunque non auto-sufficienti.

Tassazione Premio produzione: cosa cambia con il welfare aziendale 2017?

La novità che interesserà con ogni probabilità il più alto numero di lavoratori è quella che riguarda la tassazione dei premi di produzione.

Dal primo gennaio 2017 sono infatti stati cambiati i limiti di reddito che possono essere inclusi nell’incentivo, che ora hanno un massimo di 50.000 euro.

I premi di produzione non concorrono più a formare il reddito complessivo del lavoratore e del nucleo familiare, anche ai fini della determinazione della situazione economica equivalente ISEE.

Per l’applicazione della quota agevolata al 10% (molto più bassa delle controparti degli scaglioni IRPEF), si hanno i seguenti limiti:

  • 2.000 euro lordi su base annuale
  • 2.500 euro lordi su base annuale per le aziende che invece coinvolgono a livello paritetico i lavoratori nell’organizzazione del lavoro

I contributi e i premi verso tutti: cosa succede?

Talvolta le aziende, come premio produttività generalizzato o comunque per premiare e ridistribuire durante un’annata particolarmente feconda, distribuiscono alla totalità dei dipendenti delle somme, che possono prendere la forma di premi di produzione ma anche di elargizioni una tantum a favore della generalità dei lavoratori.

Anche in questo caso, secondo quanto riportato dall’articolo 15 comma 1 del TUIR, non concorreranno alla formazione del reddito imponibile del dipendente.

Non sono inoltre inclusi nella determinazione del reddito imponibile le spese per assicurazioni per il rischio di non autosufficienza, così come concordato con l’ISVAP, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

Sono inoltre da ritenersi a regime agevolato i sussidi occasionali, che vengono elargiti per far fronte a determinate emergenze che potrebbero essersi presentate nella vita del dipendente.

Gli effetti sulla contrattazione collettiva

Diventa inoltre molto importante quanto stabilito a livello di welfare aziendale per gli effetti che sicuramente avrà sulla contrattazione collettiva.

Sarà interesse infatti dei sindacati inserire quanti più benefit di welfare aziendale per far fronte a quelle che sono le necessità tipiche dei lavoratori.

Si tratterà infatti di spese esenti da tasse o comunque sottoposte a regimi particolarmente agevolati, con sicuro beneficio per il lavoratore che, di fronte alla medesima prestazione, non avrà più la necessità di pagare tasse, anche se indirettamente, sul reddito percepito.

Per trattenere i talenti

Secondo una recente ricerca di Zurich la norma sarebbe stata messa in pratica praticamente da subito da almeno una su tre delle aziende che hanno le maggiori spese in ricerca e sviluppo.

La norma dunque, come nei migliori auspici di chi ne aveva votato l’entrata in vigore, sta avendo un effetto positivo sul mantenimento dei talenti all’interno dell’azienda, mutuando ancora una volta quella che è una pratica di diritto del lavoro statunitense in un sistema come quello italiano che era rimasto relativamente impermeabile alle nuove modalità di organizzazione del lavoro dipendente, soprattutto quando queste avessero voluto significare dei vantaggi per i dipendenti.

Secondo gli stessi dati diffusi da Zurich, inoltre, le aziende che hanno aderito ai progetti di welfare aziendale più corposi, starebbero facendo registrare delle crescite più sostanziose: che sia questa la quadratura del cerchio per un settore, quello del lavoro privato in Italia, caratterizzato da tutele sempre decrescenti per il lavoratore?

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
mm
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