Libro Inventari: Vidimazione e Adempimenti per la Tenuta

Col termine vidimazione si intende l’atto con cui vi è l’apposizione di un segno su un documento sia per attestarne l’autenticità che per impedirne l’alterazione. Ciò è in sostanza quello che viene fatto con il libro inventari.

Se sei curioso di scoprire quali sono gli ulteriori adempimenti continua a leggere l’articolo, ti parlerò proprio di questo argomento.

Cos’è il libro inventari?

Il libro inventari è un adempimento che grava in capo a tutti gli imprenditori  che esercitano un’attività commerciale e in modo obbligatorio per i soggetti titolari di reddito d’impresa in regime di contabilità ordinaria.

La disciplina, che comporta l’obbligo di tenere questi determinati libri, è prevista sia a livello civilistico agli articoli 2214 e 2217 del codice civile che a livello fiscale all’articolo 14, comma 1 del DPR numero 600/73.

L’obiettivo di tale libro è quello di mettere in evidenza sia la situazione economica che quella patrimoniale dell’impresa con riferimento ad un determinato periodo, dando così, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, informazioni dettagliate sulle attività e le passività dell’impresa.

Quali soggetti sono obbligati alla tenuta di questi documenti?

In base a quanto previsto dalla disciplina fiscale, sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili i soggetti che esercitano attività d’impresa oppure di arti o professioni.

Tale obbligo, ovviamente, sarà diverso a seconda della natura del soggetto. Cambierà in base al fatto che esso sia un imprenditore oppure un professionista o ancora un’impresa individuale oppure una società e soprattutto dal regime contabile adottato. In generale sono assoggettati a tale obbligo i seguenti soggetti:

  • le società soggette all’imposta sul reddito delle persone giuridiche e quindi le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società soggette anch’esse all’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
  • le società in accomandita semplice, in nome collettivo e le società ad esse equiparate.
  • le associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • le stabili organizzazioni di società ed enti non residenti nel territorio dello Stato;
  • gli imprenditori individuali che esercitano imprese commerciali.Sono esonerati da tale obbligo invece i piccoli imprenditori, intendendosi:
  • gli artigiani;
  • coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il proprio lavoro e con quello dei componenti della famiglia;
  • i coltivatori diretti del fondo;
  • i piccoli commercianti.

Quali sono gli adempimenti da portare a termine?

L’inventario deve redigersi per la prima volta alla costituzione dell’impresa e successivamente ogni anno, al termine di ogni periodo amministrativo. Inoltre la redazione va effettuata entro i 3 mesi dalla scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il libro degli inventari deve essere numerato progressivamente. Inoltre, a seguito di una modifica del codice civile, il libro degli inventari non è più soggetto all’obbligo di bollatura e vidimazione iniziale.

Comunque questa deve essere fatta successivamente o apponendo la marca da bollo alla prima pagina o tramite il modello F23 e mediante il versamento dell’imposta di bollo ogni 100 pagine o frazioni per un importo pari a 14,62 euro per i soggetti IRES e di 29,24 euro per le società di persone e imprese individuali.

Il libro inventario può essere tenuto usando:

  • libri;
  • moduli continui;
  • fogli singoli mobili anche se in questa circostanza sarà necessario che ogni pagina abbia l’intestazione con i dati dell’imprenditore vale a dire la denominazione sociale, la partita Iva e/o il codice fiscale.
  • formato elettronico ma in questo caso sono necessarie la marcatura temporale e la firma digitale dell’imprenditore almeno una volta all’anno.

Fra gli adempimenti indispensabili vi è la sottoscrizione da parte dell’imprenditore. In questo modo potrà assumersi ogni tipo di responsabilità per il suo contenuto a livello di correttezza e veridicità.

Tale adempimento è talmente importante che in caso di omessa sottoscrizione o irregolare tenuta dell’inventario, il contribuente potrebbe avere sia ripercussioni civilistiche che fiscali.

Infatti, ai fini civilistici, nel caso in cui il libro non dovesse risultare aggiornato, questo potrebbe costituire un reato per bancarotta semplice. Nel caso in cui invece dovesse proprio mancare allora si avrà bancarotta fraudolenta documentale.

Ai fini fiscali invece l’omessa predisposizione dell’inventario o la mancata sottoscrizione dell’inventario o la presenza di errori possono portare ad un accertamento induttivo del reddito di impresa da parte dell’amministrazione finanziaria.

Infine questi devono essere obbligatoriamente conservati per 10 anni dalla data dell’ultima registrazione o fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta.

Il contenuto dei libri inventari

All’inizio dell’attività e quindi nel momento in cui questa viene a costituirsi il libro inventario dovrà contenere:

  • l’elenco, la descrizione e la valutazione delle attività conferite;
  • l’elenco, la descrizione e la valutazione delle eventuali passività conferite;
  • il valore del capitale conferito.

Negli anni successivi invece è necessario aggiungere ulteriori elementi. Si può dire che il libro si divide in tre  parti. Un prima parte analitica,che contiene nel dettaglio le attività e le passività dell’impresa.

Nella seconda parte vengono indicati i criteri utilizzati per valutare la stima delle poste indicate nella prima parte. Infine l’ultima parte definita sintetica, contiene il bilancio d’esercizio vale a dire lo stato patrimoniale il conto economico e la nota integrativa.

Entrando nei dettagli, gli elementi da inserire nel libro inventari, in base a quanto previsto dalle norme sono:

  • gli immobili, che possono essere individuati per ogni particella catastale o per rogiti con le relative informazioni;
  • i macchinari, gli impianti, i mobili, indicandoli analiticamente, per singolo cespite, evidenziando il costo storico, il fondo ammortamento, il valore netto da ammortizzare;
  • le rimanenze di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, articolate per categorie omogenee, evidenziando quantità, unità di misura, valore unitario e complessivo;
  • le rivalutazioni dei beni;
  • i brevetti, i marchi e i diritti indicati per titolo giuridico, secondo le informazioni contrattuali o altro;
  • le partecipazioni, obbligazioni, altri valori mobiliari, articolate per categorie omogenee, evidenziando classe di titoli, emittente, numero, valore nominale e contabile;
  • il denaro e valori in cassa, distinti in relazione alle principali classi di valori e opportunamente numerati:
  • i crediti e i debiti, distinti per nominativo ed evidenziando natura, importo residuo, scadenza, valuta ed eventuali garanzie;
  • i fondi, distinti per classi, evidenziando il valore iniziale, gli incrementi e i decrementi di periodo, il valore finale;
  • il capitale sociale e le riserve, indicando le singole poste ed evidenziando il valore iniziale, gli incrementi e i decrementi di periodo, il valore finale.

Se ti interessa approfondire il tema legato agli adempimenti e obblighi delle imprese, consiglio di visitare la sezione dedicata al diritto e all’impresa.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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