Team Leader: 3 Frasi Motivazionali per Motivare il Tuo Team

Essere team leader non vuol dire comandare tutti a bacchetta e uniformare i destini e le sorti dell’azienda alla propria personalità, ma essere un autentico traghettatore, la guida, il condottiero del team e dell’azienda verso il successo (o verso la sconfitta).

Le frasi motivazionali sono uno degli strumenti purtroppo più abusati e peggio compresi da chi vuole improvvisarsi leader, i quali spesso fanno bella mostra di loro soltanto su poster stantii che poco aggiungono al processo produttivo aziendale.

Tali frasi possono essere un punto di partenza per sviluppare un discorso di collaborazione e di guida cosciente all’interno del proprio team di lavoro, a prescindere da quali siano le dimensioni, la posizione occupata all’interno della gerarchia aziendale, a prescindere dal risultato, dal traguardo e del modo in cui pensiamo di arrivarci.

Sì, perché soprattutto in un’economia complessa e sfaccettata come la nostra, dove la competizione è ai massimi storici e dove arrivare secondi spesso vuol dire i primi degli ultimi, c’è bisogno innanzitutto di ricavare il massimo delle risorse e delle competenze dalle persone coinvolte nel processo produttivo.

Oggi vi proponiamo tre frasi per cercare di indirizzare il proprio gruppo di lavoro, il team di cui vorremmo essere leader e che vorremmo, quantomeno nelle nostre intenzioni, portare in alto.

Leadership: significato e caratteristiche del Tam Leader

Quello di leadership è uno dei concetti peggio compresi nella moderna organizzazione aziendale, soprattutto in un paese come l’Italia affetto da nanismo aziendale, dove spesso il leader coincide con il padrone, quello pronto a battere i pugni sul tavolo e sempre poco disposto a guidare davvero il team che ha a disposizione.

Leadership vuol dire conduzione, vuol dire mettersi a capo del nostro metaforico esercito e condurlo (to lead, in inglese, vuol dire proprio condurre) attraverso i processi produttivi e attraverso le sfide che si presenteranno nel corso del cammino.

Differenza tra leader e capo

La differenza tra capo e leader è la stessa differenza che c’è tra un bravo medico e un laureato in medicina.

Il secondo è un titolo, che stabilisce chi abbia potere di imporre la propria volontà, vuoi perché proprietario, vuoi perché imposto dal consiglio di amministrazione. Non si tratta dunque di una figura che è stata scelta dal team e che viene riconosciuta necessariamente dalla stessa squadra come guida autentica.

Per quanto riguarda il capo, per intenderci, siamo di fronte all’autorità, che è tale in quanto capace di imporre la propria volontà, e seguita in quanto si possono temere ritorsioni, e non perché genuinamente accettata come comando.

Diverso invece il discorso del leader: questa figura invece dovrebbe emergere per quanto possibile in modo autonomo, anche se imposta dall’organizzazione aziendale. Un leader vero, un vero generale, gode del supporto e dell’approvazione dei sottoposti (che dovrebbero essere considerati non dei sottoposti e dei subalterni, ma piuttosto dei collaboratori).

La nuova moda di pescare dalla letteratura militare per individuare i caratteri propri del leader ignora troppo spesso quella che è stata la costante di tutti i generali e i condottieri di successo, da Alessandro Magno a Napoleone, passando per Annibale, Cesare, Gengis Khan e tutti i grandissimi leader militari e politici della storia antica: godevano della fedeltà e del supporto delle loro truppe, pronte anche ad andare a morire perché dotate di una fiducia cieca nelle capacità di comando del leader.

Oggi nelle aziende non si va a morire, ma si deve comunque tutti remare, spesso senza farsi troppe domande, verso lo stesso obiettivo, seguendo il metaforico ritmo di remata imposto dal leader.

La buona notizia è che appunto non si muore più, quella cattiva, per chi non abbia ancora compreso qual è il vero ruolo del leader, che capo non è, è che non basta affatto il titolo per diventare leader e guadagnarsi la fiducia.

a fiducia va conquistata prima e mantenuta poi, avendo un comportamento conforme a quello che ci si aspetterebbe da un leader:

  • un leader si espone in prima persona
  • un leader si prendere la responsabilità delle proprie azioni
  • un leader ha paura, ma è coraggioso
  • un leader è sempre in prima battuta per superare i momenti di difficoltà
  • un leader non scappa e se necessario si immola anche per il suo team

Si tratta di una parte delle caratteristiche che sarebbe ragionevole aspettarsi da un vero condottiero, e che cercheremo di suggellare con il ricorso a tre frasi motivazionali, che possono essere senza dubbio affrontate insieme al proprio team ed essere anche motivo di confronto e di discussione.

Non sono un prodotto delle circostanze, ma delle mie decisioni

Si tratta di una splendida citazione di Stephen Covey, che racchiude un po’ l’essenza tipica del team leader, che deve essere necessariamente trasferita al proprio team se il nostro obiettivo fosse davvero quello di avere successo.

Il destino va preso in mano e bisogna agire per modificarlo, e non subirlo. Potrebbe sembrare un concetto estremamente semplice, ma racchiude al suo interno la vera essenza della responsabilità d’azione: chi non fa subisce il destino, chi fa tanto per fare non riuscirà a modificarlo; soltanto chi è capace di alzarsi e fare qualcosa per cambiare le cose potrà essere padrone del suo futuro e dunque avere successo.

L’attitudine racchiusa in questa frase motivazionale deve essere in primis condivisa dal leader, e poi trasferita, anche attraverso la discussione, ai membri del team.

Le frasi motivazionali sul lavoro di gruppo devono innanzitutto avere come punto fermo di partenza la responsabilizzazione e la spinta all’azione di ogni membro della squadra.

È nei nostri momenti più bui che dobbiamo guardare alla luce

La frase motivazionale per il lavoro di gruppo riportata qui sopra appartiene invece a Aristotele Onassis, uno dei businessman di più grande successo della storia dell’uomo.

La sua essenza è, se vogliamo, più complicata. È una frase che ha a che fare con la sconfitta, un concetto con il quale pochissimi hanno un rapporto sano, data anche una cultura, la nostra, che al confronto di quella americana non riesce ad elaborare la sconfitta e trasformarla in senso positivo.

Si può sbagliare, si può perdere, a patto che da questa sconfitta vengano estrapolati momenti di luce e di positività.

È soprattutto nel momento della sconfitta che si devono ricercare elementi positivi, che bisogna ricompattarci come team, sotto la guida del leader naturale e autentico, per ripartire alla grande e apprendere una lezione dalla sconfitta ancora calda.

Se vuoi guidare le persone, cammina dietro di loro

Una massima orientale, attribuita a Lao Tzu, grandissimo filosofo e scrittore cinese dell’antichità.

In questa frase motivazionale, che è ad uso e consumo del leader ma anche del suo team, è racchiusa tutta l’essenza delle organizzazioni umane di successo.

Un buon leader guida, ma soprattutto si fa guidare. Nonostante possa sembrare una di quelle frasi che sono indirizzate principalmente al leader, anche questa potrebbe essere oggetto di scambio con i collaboratori.

Scegliere di farsi guidare però, e non semplicemente farsi guidare, perché è importante riconoscere il leader naturale come il timoniere giusto, quello che sarà in grado di traghettarci verso il successo.

Il concetto può essere di aiuto anche ai vostri collaboratori, che dovranno necessariamente fare proprio l’insegnamento e metterlo in pratica con clienti e con eventuali altri collaboratori.

Un leader non è solo testa, ma anche cuore, e lo scambio diventa di fondamentale importanza all’interno di qualunque tipo di organizzazione umana.

Team Leader si nasce o si diventa?

Avere successo nella vita e sul lavoro è desiderio di molti, per questo ci si ferma a ragionare sulle proprie strategie di azione: leader si nasce? Potrebbe sembrare così, dato che moltissime persone hanno una predisposizione naturale a guidare e sono dotate di un carisma senza che debbano impegnarsi per affermare la guida sugli altri.

La verità è che però la leadership non può basarsi soltanto sul talento naturale, ma dovrebbe piuttosto costruirsi con il tempo, con azioni tutte dirette verso il medesimo obiettivo e sviluppando un rapporto fiduciario con tutte le persone della nostra squadra, del nostro team, della nostra azienda o associazione.

Quelli che avete trovato nel corso di questa guida non sono che degli spunti da quali cominciare a ragionare su cosa voglia dire essere leader, cosa voglia dire invece essere soltanto un capo, e come migliorare il rapporto con noi stessi e con chi collabora con noi.

Pensare, condividere, mettersi davvero in gioco e veramente esporsi alle conseguenze delle proprie azioni: sono questi i punti di partenza imprescindibili per chi voglia davvero avere successo come leader della propria organizzazione.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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