Laurea in Biotecnologie, materie da studiare: guida al corso di laurea e sbocchi lavorativi

    Il corso di Laurea in Biotecnologie prevede della biotecnologia: scontato, no? E cosa si intende precisamente con questo termine? Non parliamo che dell’utilizzo intelligente di organismi viventi (batteri, cellule di organismi superiori, lieviti, eccetera) per la creazione o la modificazione di altri esseri viventi come piante, animali, microrganismi, loro costituenti. Tutto ciò ha lo scopo di creare prodotti e processi che possano tornare utili all’essere umano. Proprio per riuscire in queste ricerche la biotecnologia si avvale soprattutto di una disciplina: l’ingegneria genetica. 

    Il corso di laurea in Biotecnologia si evolve e sviluppa in tre annualità e, come molte altre facoltà, prevede un test d’ingresso obbligatorio per lo meno nella maggior parte degli atenei italiani. Discorso diverso è invece quello delle università private, dove le regole sovente differiscono. 

    Il test d’ingresso ha lo scopo di verificare le conoscenze di base su specifiche materie dei futuri studenti, facendo così entrare solo chi ha conoscenze abbastanza approfondite. Per prepararsi alla verifica è quindi necessario studiare chimica, biologia, matematica, fisica, logica e aver un buon livello di cultura generale, ovvero delle buone conoscenze di storia, geografia, letteratura, diritto. Infine, sono previste anche delle prove di comprensione del testo. In pratica, gran parte del test si ispira all’ultimo anno di liceo scientifico. Al momento è possibile esercitarsi per passare il test in vari modi. Prima di tutto si può studiare attraverso una delle tanti edizioni per i test d’ingresso che ogni anno riempiono le librerie. Se invece si desidera un approccio più interattivo è possibile cercare uno dei tantissimi corsi che tutti gli anni vengono organizzati soprattutto da studenti universitari. Le discipline insegnate hanno a che fare con le materie scientifiche: è quindi indispensabile una propensione e una passione nei confronti di tale materie.

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    Laurea in biotecnologie: come è strutturato il corso di laurea

    Quanto scriviamo è stato elaborato prendendo come fonte l’Università di Milano: sebbene ci siano delle differenze, sostanzialmente gli insegnamenti sono simili in tutta Italia. Al primo anno sono previste le seguenti discipline e quindi i seguenti esami: biodiversità ed evoluzione; lingua inglese; matematica e informatica; fisica e statistica; anatomia; biologia cellulare; proprietà intellettuale e bioetica; chimica generale ed inorganica; chimica organica.

    Le attività formative obbligatorie per il secondo annosono invece: biochimica, chimica bioanalitica, biotecnologie delle fermentazioni; fisiologia; genetica molecolare e generale; microbiologia; biologia molecolare eucariotica e biologia molecolare generale.

    Infine, nel corso del terzo anno sono previste le seguenti materie: biochimica delle proteine, biologia computazionale, biotecnologie farmacologiche, biotecnologie e modelli animali, biotecnologie genetiche e vegetali, patologia generale e immunologia. Infine la prova finale, ovvero la tesi, e il tirocinio professionalizzante. 

    Ogni anno sono inoltre stabilite delle materie a scelta dello studente che andranno così a caratterizzare il suo curriculum. In pratica, dunque, si potrà ottenere una Laurea in Biotecnologie Agroambientali-Alimentari; Biologico-Industriale; Farmaceutico e Veterinario.

    Dove studiare Biotecnologie in Italia

    Guida alla laurea in Biotecnologie

    Il corso di studi di Biotecnologie è abbastanza diffuso nella nostra Penisola, tuttavia non è ancora presente in ogni singola regione. Vediamo insieme almeno un ateneo per regione:

    • in Puglia è previsto il curricula solo per Biotecnologie Agrolimentari e Industriali e Farmaceutiche all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; 
    • in Basilicata esiste la Laurea generica in Biotecnologie all’Università degli Studi della Basilicata (Potenza); 
    • in Lombardia all’Università degli Studi di Brescia è presente il corso generico oltre a quello dell’Università Statale di Milano da cui abbiamo tratto le informazioni principali; 
    • a Cagliari è presente Biotecnologie Industriali; 
    • a Rende, in Calabria è presente il corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Biologiche che corrisponde al corso in Biotecnologie. All’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro è disponibile il corso generale; 
    • in Emilia Romagna troviamo il corso presso la facoltà a Ferrara; 
    • in Toscana, invece, è disponibile all’Università degli Studi di Firenze; 
    • in Liguria, poi, è previsto all’Università degli Studi di Genova; 
    • per quanto riguarda l’Abruzzo, il corso in Biotecnologie è previsto a L’Aquila; 
    • In Sicilia il corso è disponibile all’Università di Messina; 
    • all’Università di Napoli Federico II è invece presente il corso in Biotecnologie Biomolecolari e Industriali e il corso in Biotecnologie per la Salute; 
    • in Veneto è presente all’Università degli Studi di Padova; 
    • a Perugia, per quel che riguarda l’Umbria, è disponibile il corso in esame;
    • per chi vive in Piemonte, il corso è presente presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale; chiudiamo, poi, elencando le regioni Lazio, Trentino Alto Adige,  Friuli Venezia e Giulia, e Marche dove pure è possibile iscriversi presso le Università di Roma, Trento, Udine ed Ancona.

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    Video tratto dal canale Youtube dell’Università di Bari Aldo Moro


    Laurea in Biotecnologie: tutti gli sbocchi occupazionali esistenti

    Passiamo ora alla parte occupazionale: trovare lavoro è sempre più difficile e, legittimamente, in tanti cercano di porsi la domanda rispetto alle proprie possibilità terminati gli studi. I laureati in Biotecnologie hanno davanti a loro numerose opportunità poiché sono varie e differenti i tipi di professione a cui possono ambire una volta raggiunta la laurea. Il tasso di occupazione per questo tipo di laureati è inoltre, al momento, uno dei più elevati. Le maggiori possibilità si riscontrano nei settori sanitari, dei servizi operativi, dell’istruzione privata, negli studi professionali, nell’ambito della ricerca. Proviamo, schematicamente, a fornirvi una panoramica generale di tutte queste professioni a cui può ambire un laureato in Biotecnologie.

    • Tecnico di laboratorio medico analisi: il compito principale di questa professionalità è quello di svolgere una serie di analisi biomediche e biotecnologiche in laboratorio. Tali analisi riguardano la biochimica, la microbiologia, la virologia, parassitologia, la tossicologia, l’immunologia, eccetera. Inoltre è colui che controlla la manutenzione e la qualità di tutti gli strumenti presenti per le analisi in questione. Può lavorare sia in strutture pubbliche sia private e volendo anche in libera professione.
    • Biologo Junor: quest’occupazione prevede invece l’esistenza di una figura che si occupa dei meccanismi che regolano i processi fondamentali per la vita di un organismo e gli ambienti in cui tali processi si verificano. Esistono varie tipologie di biologi: il biologo clinico, molecolare, ambientale, microbiologo, biologo nutrizionista, biochimico, biotecnologo. In ogni caso è necessario essere iscritti all’Ordine dei Biologi tramite esame di stato.
    • Professore di scuola secondaria: se invece il neo laureato decide di voler entrare nel mondo dell’insegnamento allora dovrà svolgere tutti i vari procedimenti necessari per l’abilitazione all’insegnamento. Una volta soddisfatte le richieste potrà insegnare nella scuola secondaria, ovviamente materie scientifiche. Tutta la routine potrà diminuire invece se verranno scelte scuole private.
    • Agrotecnico: questo professionista opera nell’ambito dei processi produttivi agricoli, zootecnici, agroalimentari. Egli ha il compito di favorire le aziende agricole, i gestori delle aree verdi ma soprattutto ha il compito di consigliare le migliori soluzioni ambientali. Può dunque occuparsi delle produzioni vegetali e della loro difesa, della gestione di allevamenti, del miglioramento genetico agricolo, della valutazione e valorizzazione dei prodotti agricoli.
    • Infine un’altra opzione che può essere scelta dal neo laureato in triennale è quella di continuare gli studi e dunque conseguire o una laurea magistrale (+ 2 anni) o un master o una scuola di specializzazione. Tra le lauree magistrali ne troviamo alcune dedicate proprio a chi esce dalla triennale in Biotecnologie: Biotecnologie Animali; Progettazione e gestione degli ecosistemi agro-territoriali, forestali e del paesaggio. Ovviamente le lauree magistrali cambiano da ateneo a ateneo; non è garantita la loro presenza in ogni università in cui sia presente la laurea triennale. Una volta conclusa la laurea magistrale lo studente potrà anche proseguire tramite dottorato. Se il neo laureato non trovasse interessanti le lauree magistrali potrebbe sempre aderire a corsi di scuole di specializzazione o master (biostatistica, metodologie per formatori di tutor in ambito socio-sanitario, eccetera).

    In sintesi, dunque, le figure professionali formate dal corso di laurea in Biotecnologie possono decidere di lavorare in diversi ambienti che potranno essere pubblici o privati, a seconda della scelta. Al momento i livelli occupazionali di coloro che ottengono la laurea triennale sono abbastanza elevati e ciò è purtroppo una rarità in quest’epoca di continua crisi economica: tuttavia il dato statistico non deve trarre in inganno e lasciar credere che trovare un impiego sia facile e che, una volta terminati gli studi, la strada sia spianata. Al giorno d’oggi, infatti, la competizione è diventata spietata in tutti i settori!

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    Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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    Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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