Come aprire una piadineria: costi, requisiti e consigli

    Aprire un attività nel settore della ristorazione e che sia più semplice e immediata di un classico ristorante può essere talvolta una buona idea. D’altronde le cene più ricercate si consumano solitamente nel weekend, mentre nel resto della settimana le persone sono alla ricerca di luoghi in cui consumare una veloce e una poco dispendiosa pausa pranzo, oppure un luogo in cui togliersi uno sfizio senza lasciarci tutto il portafoglio. Ma cosa intendiamo per attività ristorativa più semplice e immediata? Un esempio è la classica piadineria, amata da moltissimi italiani che ogni anno si recano anche di proposito nella regione che più ne sforna: l’Emilia Romagna. La piadineria è dunque un ristoro che offre solitamente varie tipologie di ricette, dalle classiche alle più originali. In genere contiene posti a sedere ma volendo è anche possibile aprire una piadineria take away.

    Gli ingredienti per preparare queste sfiziose prelibatezze sono davvero semplici, e quindi sono anche poco costosi: acqua, farina, sale e strutto. Ovviamente, però, non è tutto oro quel che luccica: la concorrenza in questo settore, infatti, è davvero alta e talvolta spietata. A causa di ciò non possiamo che consigliare di non buttarsi ad occhi chiusi in questa avventura ma di analizzare meticolosamente le varie modalità esistenti per procedere al meglio, e oggi noi abbiamo senz’altro intenzione di aiutarvi.

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    Come aprire una piadineria: occhio alla burocrazia

    Prima di entrare nella sezione “consigli utili” di questo articolo, vogliamo informarvi subito su quali passaggi è necessario effettuare, a livello burocratico, per dar inizio all’attività. Partiamo dalla burocrazia poiché alcune norme possono rivelarsi davvero insidiose e difficoltose, per questo motivo è meglio affrontarle subito: tolto il dente tolto il dolore. In questa fase – ma anche dopo – può essere una buona idea farsi assistere da un commercialista in gamba che vi aiuti nei vari adempimenti che, come è noto, sono spesso una vera e propria palla al piede per chi vuole fare business.

    Innanzitutto, il proprietario della piadineria deve possedere un’importante requisito: aver lavorato per almeno un biennio nel settore o aver partecipato (o partecipare comunque prima dell’apertura) ad un corso Ical per la somministrazione e la vendita di prodotti alimentari oltre, ovviamente, ad aver partecipato ad un corsp Hccp per l’igiene e la sicurezza.

    Altri passaggi poi necessari sono: segnalazione al Comune per l’apertura del’attività, apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, nulla osta dell’ASL per i requisiti igienici e di sicurezza del locale scelto, infine iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane.

    Come potete ben osservare, aprire una piadineria non è effettivamente una passeggiata, dunque oltre ad essere molto motivati è anche necessario essere ben organizzati.

    I costi per iniziare dipendono molto dal tipo di attività che ci si immagina. In realtà però è difficile pensare ad una spesa iniziale inferiore ai 50.000 euro. D’altronde i costi sono molti: affitto o acquisto del locale (superficie minima di 40 metri quadri con canna fumaria), arredamento, dipendenti, attrezzature, bollette, fornitori, pubblicità. Le attrezzature in particolar modo sono alquanto costose e numerose: impastatrice, una macchina per tirare la pasta, frigoriferi e freezer, piastra di cottura, affettatrice, eccetera. 

    Le spese che riguardano questo tipo di attività, per schematizzare, si dividono in due tipologie:

    • una tantum: sono soprattutto le spese iniziali come l’acquisto di tutte le cose che abbiamo visto;
    • ricorrenti: canone di locazione, contributi previdenziali INPS, dipendenti, utenze varie ed acquisto dei beni necessari alla produzione di ciò che si vende.

    Consigli per aprire una piadineria

    Come aprire una piadineria: lavorare e produrre al meglio

    Come affermato fin dall’inizio, il mercato delle piadinerie è abbastanza popolato, dunque se si vuole ottenere successo è importante seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto è fondamentale offrire alla clientela un prodotto di ottima qualità. Senza di questo i clienti non hanno motivo di tornare e molti, grazie al passaparola, non avranno neanche un motivo per varcare la soglia dell’ingresso. Non è necessario aver effettuato un corso per cucinare piadine, sicuramente è però bene esercitarsi e sviluppare delle ricette squisite. Di grande importanza sono anche le materie prime, se queste sono di scarsa qualità anche il prodotto finale non può essere granché.

    Altro punto da non sottovalutare è quello che riguarda i collaboratori. In questo tipo di attività è quasi impossibile riuscire a gestire tutto autonomamente. I dipendenti, se scelti bene, sono una vera e propria manna dal cielo. D’altronde il negozio ha orari di apertura che si estendono dal mezzogiorno alla sera, e ha bisogno di una serie di mansioni che non possono essere effettuate da un’unica persona.

    Qual è dunque il consiglio? Scegliere bene i dipendenti, valutare le loro qualifiche e capacità reali, che non sempre coincidono.

    Terzo punto, ma non in ordine di importanza, è la scelta della location. Il locale, per attirare più clienti possibili, deve trovarsi in una zona di passaggio: quindi o in un centro storico o in una zona colma di strutture abitative. Talvolta può essere un’ottima idea scegliere di affittare un negozio all’interno di un centro commerciale anche se, è bene riflettere, dovete sempre comparare il maggior esborso che vi comporta un locale quanto più “centrale” possibile con i potenziali maggiori incassi.

    Infine, l’ultimo accorgimento che vogliamo fornirvi riguarda la pubblicità. È vero che, come dicevamo più sopra, il passaparola dei clienti è sempre valido e molto importante, tuttavia avere un bel sito e investire anche (soprattutto all’inizio) in volantinaggio ed in advertising sul web (Google Adwords e Facebook ADS) è d’importanza fondamentale. Molto spesso non sono i migliori in assoluto ad avere successo ma quelli che sanno proporsi meglio: ciò, ovviamente, non vuole sminuire la qualità del lavoro che deve essere comunque buona ma sottolineare che l’aspetto del marketing, quanto più è “commerciale” l’attività, più è preponderante. 

    Prima di congedarci, se volete investire in questo settore, potrebbe tornarvi utile la lettura del nostro articolo dedicato ai franchising nel settore ristorativo: magari non vi interessano direttamente ma la lettura potrebbe ispirarvi e completare il ventaglio di ipotesi che state analizzando.

    Ultimissimo suggerimento: fatevi bene i conti prima di partire. Aprire una piadineria è un’attività che comporta un buon impegno finanziario ed un grosso dispiego di energie: assicuratevi di avere abbastanza risorse e, soprattutto, di avere dalla vostra un “piano B” nel caso in cui le cose non dovessero andare come sperate. Non ve lo augureremmo mai ma, a corredo di una buona recensione, un pensiero di questo tipo è indispensabile.

    mm
    Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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