Contratto di Rete di Imprese: Normativa e Incentivi

Il contratto di rete è una relativa novità giuridica, introdotta nell’ordinamento nel 2009, che doveva avere, almeno nelle intenzioni del legislatore come obiettivo quello di permettere a piccole e medie imprese di fare appunto “rete”, a scopi innovativi e competitivi sul mercato globalizzato.

Senza che questo diventi luogo di valutazioni politiche sul contratto e sugli obiettivi che è effettivamente riuscito a perseguire, parleremo in dettaglio di questa particolare forma contrattuale, individuandone le specificità e separandolo anche da quelli che sono i contratti che potrebbero, almeno ad una prima analisi, apparire simili.

Che cos’è il contratto di rete tra imprese?

Il contratto di rete tra imprese prevede la partecipazione di due o più imprese, che rimangono giuridicamente separate autonome, allo scopo di mettere insieme le forze e accrescere in modo reciproco la capacità innovativa, nonché la competitività sul mercato.

È stato introdotto nel 2009 ed è ad oggi ancora operativo, con incentivi importanti dei quali andremo a parlare tra pochissimo.

L’aggregazione che e risulta è in genere costituita da diverse imprese, che tipicamente presentano dimensioni modeste e tra le quali vengono ad instaurarsi dei particolari rapporti di collaborazione e se vogliamo di dipendenza.

Il modello al quale il legislatore ha tentato di rifarsi è senza dubbio quello dei vecchi distretti industriali, zone ad altissima concentrazione di artigianato e realtà produttive, che almeno fino a qualche anno fa riuscivano a competere sul mercato in modo proficuo grazie appunto alla vicinanza e alla collaborazione orizzontale.

Il distretto industriale veniva inoltre percepito dal cliente come se si trattasse di un solo soggetto con il quale rapportarsi.

I distretti famosi in Italia sono (e in alcuni casi erano purtroppo) molti: pensiamo alle calzature nella zona di Fermo e nelle Marche in generale, oppure alle ceramiche a Sassuolo, o ancora alla lavorazione delle carni di maiale a Modena.

Il modello era misto: da un lato c’era la forte competizione tra aziende che avevano scopi pressoché identici, e dall’altro c’era anche una collaborazione, dovuta per la vicinanza e prossimità geografica dei soggetti aziendali.

Nonostante si tratti di una disciplina relativamente nuova, è stata già oggetto di diversi interventi (ne contiamo almeno 5 negli ultimi 5 anni): di seguito troverete l’ultima configurazione così come prescritta dalla legge in vigore.

Ma ora voltate pagina e approfondite l’argomento!





1
2
3
4

LASCIA UN COMMENTO