Trading online: opinioni e consigli pratici, tutta la verità

Torniamo a parlare di trading online su Affari Miei: si tratta di un argomento che divide molto gli utenti, in quanto alle opinioni circa la sua effettiva capacità di portare veramente dei guadagni a chi decide di cimentarvisi.

Molti di voi cercano consigli pratici per guadagnare subito, sebbene a nostro avviso ciò è davvero molto difficile perché costruirsi un guadagno, come ogni attività intellettuale che si rispetti, richiede tempo, dedizione e capacità.

Inutile girarci intorno: certe cose non sono per tutti, le persone hanno capacità di apprendimento diverse e predisposizioni differenti.

Ovviamente, ciò non significa che chi non è in grado di operare nel trading online sia stupido, anzi: probabilmente ha delle qualità spiccate in altri ambiti dove riesce a eccellere.

Chi scrive, per scelta, non tratta quasi mai questo argomento perché ritiene di non avere abbastanza competenze per poter fornire una guida completa ai lettori. Non è un caso, del resto, che il blog promuove ufficialmente due guide legate alla gestione del risparmio in maniera “sicura” (no borsa e simili) e all’ottimizzazione delle proprie uscite mensili.

Ciò nonostante, visto l’aumento della richiesta anche in privato di domande su questo argomento, abbiamo deciso di scrivere questo articolo sul trading online avvalendoci della preziosa collaborazione di Patrizio Messina, fondatore del portale comeinvestiresoldi.it con tanti anni di esperienza alle spalle in materia. E’ autore di moltissimi scritti tra cui questa guida sul trading online ed abbiamo, così, deciso di porgli alcune domande, al fine di ottenere risposte chiare e facili per chi vuole approcciarsi alla materia.

Trading Online: Opinioni e RecensioniSalve Patrizio, grazie per aver accettato l’intervista. Noi di Affari Miei siamo senza peli sulla lingua, quindi evitiamo di girarci intorno: è davvero possibile guadagnare con il trading online in poco tempo?

Con il trading online si può sicuramente guadagnare e anche bene. Tuttavia, bisogna un po’ capire che cosa si intende per “poco tempo”. Se per guadagnare in poco tempo intendiamo che oggi inizio a studiare come fare trading e dopodomani divento perfettamente operativo, allora la risposta è no! Non si può guadagnare in così poco tempo.

Se, invece, per poco tempo intendiamo qualche mese di studio ed esercizio, allora sì! È possibile iniziare a guadagnare in poco tempo. Voglio approfondire un po’ la mia risposta, perché è molto importante che i lettori del vostro blog capiscano dei concetti fondamentali sul trading.

Il trading online non è altro che un’attività economica che consiste nell’applicare una serie di tecniche nel modo e nel momento giusto. E’ un po’ come alcuni sport dove per vincere si applicano tecniche ben specifiche, studiate per superare i vari ostacoli che si presentano durante la competizione.

Se le tecniche sono applicate alla perfezione, il trading va per il verso giusto e quindi si guadagna nel tempo. Se, invece, si sbagliano i tempi, si interpretano male i segnali del mercato, si tergiversa o si tentenna, i trade andranno di conseguenza male e si perderanno i soldi.

Per apprendere le tecniche sportive gli istruttori le fanno ripetere fino alla nausea, in modo che poi l’atleta si troverà ad applicarle come un riflesso condizionato senza dover pensare “ora devo fare questo in questo modo, aspetto che mette il piede così eccetera”. Nelle attività di trading è la stessa cosa!

Bisogna apprendere le tecniche e poi provarle e riprovarle fino a quando queste non diventano un automatismo e vengano applicate come un riflesso condizionato. Ovviamente, per provare e riprovare occorre tutto un periodo in cui si “lavorerà” di simulazione, grazie ad alcune piattaforme che permettono di fare trading con soldi virtuali.

Questo periodo di simulazione dipende dalla velocità con cui intendiamo fare trading online. Se ci si accontenta di fare l’investitore “cassettista”, cioè quello che cerca di comprare nei minimi di un ciclo economico e che poi tiene i titoli in portafoglio per anni ed anni aspettando i massimi, si può diventare operativi in un mese o due. Questo perché gli ampi tempi a disposizione, per pensare alla mossa successiva, permettono di non dover sviluppare eccessivamente il proprio riflesso condizionato.

Se però si vuole diventare sempre più speculativi, fino ad arrivare alle attività di “scalping”, cioè di investimento mordi e fuggi con forti leve economiche, alora i tempi per riflettere si azzerano e occorre essere tempestivi e per tale motivo si va avanti tutto di riflesso condizionato. Per questo tipo di trading occorre allenarsi anche per 6 mesi o più, per ogni tipologia di investimento in cui ci si vuole cimentare!

Quali sono i requisiti che Lei ritiene essenziali per approcciarsi a questa attività?

I requisiti necessari per fare bene trading online sono tutti di carattere mentale. Occorre avere un certo self control e la capacità di non farsi trasportare troppo della emozioni.

Siccome quando investiamo andiamo a impegnare una parte dei nostri risparmi messi da parte col sudore della fronte, è logico che andiamo a subire una certa tensione quando vediamo muoversi il grafico delle quotazioni.

Vedere i propri titoli scendere o salire può far provare forte emozioni, che vanno dall’euforia al totale sconforto, passando per il panico, l’ansia o l’eccitazione. Sono gli stessi stati d’animo che passano i giocatori d’azzardo!

Ora, se non si è psichicamente stabili, si può rischiare di entrare nella dipendenza da trading. E’ per tanto necessario riuscire a operare con un certo distacco emotivo.

A parte ciò, per fare trading in modo profittevole non servono titoli di studio altisonanti o roba simile.

Basta saper interpretare i grafici di borsa, saper far di conto e non essere cocciuti come dei muli.

Guida al Trading OnlineIn rete si trova di tutto: siti web, info-prodotti, corsi di ogni tipo. Considerando che la formazione è essenziale per intraprendere quella che, siamo d’accordo entrambi, è una vera e propria attività professionale, come può fare un normale cittadino a corto di nozioni finanziarie a distinguere chi vende fumo da chi invece vende competenza?

Buona norma per capire, in qualunque settore se siamo davanti a un venditore di fumo, è sicuramente quella di notare se è troppo bello per essere vero!

I venditori di fumo li individui immediatamente perché sono quelli che, in base al campo in cui “operano”, vendono il metodo miracoloso per fare…, la pillola magica che…, la cosa che “nessuno” ha ancora notato… e così via.

C’è una pubblicità, che mi fa veramente girare le scatole ogni volta che mi appare invasivamente sullo schermo del PC, che dice che questo tizio ha guadagnato più di 600 euro in un quarto d’ora grazie agli investimenti.

La pubblicità cambia in base alla mode passeggere: prima era con i casinò online, poi diventò con le azioni, poi con il forex, ultimamente con le opzioni binarie…

Potrebbe anche essere vero che questo tizio una volta ha guadagnato 600 e passa euro in 15 minuti, anche a me un paio di volte è capitato, ma dubito fortemente che possa garantirti lo stesso guadagno!

Infatti, quando io guadagnai una volta 550 euro in una decina di minuti, questi erano il risultato di una settimana di analisi su un trade da fare, dove dovetti aspettare che tutti gli indicatori si “allineassero” nel modo giusto e poi, con una zampata, in 10 minuti portai a casa i soldi. Ma stiamo parlando di un’operazione durata 1 settimana in cui ho comunque investito 2.500 euro con una leva a 80…

Se io vi proponessi un corso in cui affermo che in 10 minuti vi faccio guadagnare 550 euro, vi starei vendendo del fumo! Questo perché, anche se è vero che una paio di volte mi è riuscita questa cosa, in realtà non è vero che si guadagnano quei soldi in 10 minuti.

Ma vi venderei fumo anche se dicessi che con una settimana e 2.500 euro vi faccio guadagnare 550 euro, questo perché le settimane sono tutte diverse fra loro.

Spessissimo mi capita di guadagnare molto in una settimana con diversi trade positivi effettuati e magari poi non si trovano occasioni valide per due o tre settimane di fila.

Per tale motivo chi vende formazione valida non promette mai un risultato certo in termini numerici. Non può farlo perché non c’è modo di conoscere il futuro.

L’unica cosa che può fare è insegnarvi dei metodi e delle tecniche che, se applicati correttamente, hanno una probabilità statistica di uscire in attivo per ogni operazione, maggiori di quelle di uscire in passivo.

Poi, quanto guadagnate nel tempo dipende solo ed esclusivamente da chi applica il metodo, da quanto tempo gli dedica, da quanto bravo è ad applicarlo, dalla capacità di reagire in tempi rapidi, dalla capacità di controllare le emozioni, da quanto può investirci e infine anche dalla fortuna.

Il primo metodo per capire se si compra vera formazione è quello di vedere come propone ciò che l’autore vende.

Se sembra fare l’imbonitore probabilmente lo è. Ulteriore metodo per controllare se si è in presenza di vera formazione, è quella di vedere le attività dell’autore.

Chi non fa l’imbonitore in genere da tantissime informazioni gratuitamente, a disposizione di chiunque voglia leggerle.

Molti come me hanno un blog pieno di articoli, altri registrano video per YouTube, altri ancora distribuiscono degli ebook gratuiti eccetera.

Chi fa vera formazione cede volentieri un sacco di informazioni valide gratuitamente, perché sa tante cose e non è interessato a monetizzare da ogni cosa che sa e spesso lo fa pure per hobby.

Chi vende fumo sa una cosa a stento, oppure niente proprio, e l’unica cosa che trovate sull’autore sono le pagine di vendita del prodotto più o meno camuffate. Quindi basta un po’ di spirito di osservazione, per intuire immediatamente chi vende formazione valida da chi non lo fa.

Il trading online è rischioso? E’ vero che si bruciano soldi come niente?

Il trading è rischioso così come lo è attraversare la strada. Da piccoli la mamma ci insegna che, se dobbiamo attraversare la strada, occorre guardare prima a sinistra e poi a destra per vedere se non c’è nessuno, e quando siamo sicuri possiamo scendere dal marciapiede e poi attraversare.

E’ un’operazione che effettuiamo migliaia di volte all’anno e in genere ne usciamo sani e salvi.

Fare trading online è la stessa cosa. Devi guardare i grafici, riconoscere le situazioni e i pericoli e poi affrontare il mercato con le famose tecniche che si devono apprendere.

Se si sta attenti, a fine anno saremo vivi e vegeti e con più soldi di prima.

Se invece ci buttiamo a caso, così come se ci mettessimo ad attraversare la strada a occhi bendati, difficilmente rimarremmo a lungo incolumi…

Quindi sì, il trading in sé è per sé può essere molto rischioso se si affronta alla cieca, ne più e ne meno che giocare alla roulette, con il rischio di bruciare un sacco di soldi. Se invece sai cosa fare, i rischi si riducono moltissimo e diventano paragonabili a quelli di svolgere una normale attività professionale.

Posso cimentarmi nel trading online anche se ho un lavoro a tempo pieno? Quanto tempo al giorno dovrei dedicarci per ottenere dei risultati concreti?

Certamente si può fare trading anche se si ha un lavoro a tempo pieno, tuttavia la tua operatività sarà limitata a particolari strategie che assorbono pochissimo tempo.

Se ad esempio ti specializzi negli investimenti di lungo periodo, quelli che per intenderci vanno dai 3 o 4 anni fino anche ai 7 o 8 anni (in base alla durata del ciclo economico), il tempo da dedicare giornalmente a questa attività sarà di circa 10/15 minuti che puoi fare anche quando la Borsa è chiusa.

Si tratta di un’attività di controllo che tutto proceda come previsto, in cui piazzi gli stop loss e cose di questo genere. In pratica si lavora sui grafici con degli indicatori.

L’unico momento in cui assorbe più tempo è quando si arriva nei punti di svolta del mercato in cui dobbiamo aprire o chiudere la posizione e magari dobbiamo fare controlli via via più approfonditi e ciò assorbe anche un paio d’ore al giorno per qualche settimana.

E’ anche vero che questo tipo di strategia comporta delle rese basse, che difficilmente supereranno il 10/15% annui. Se invece vuoi guadagnare di più, allora devi puntare su archi temporali più ristretti, come gli investimenti trimestrali, mensili, settimanali, eccetera.

Il ciclo trimestrale è quello che uso più di frequente e permette di sfruttare delle escursioni di 10/15% fra il minimo e il massimo del ciclo. Sfruttando anche solo metà dell’escursione e utilizzando un investimento con una leva bassa (a due o a tre), si possono portare a casa anche il 20% a trimestre.

Ovvio che questo maggior guadagno deriva da un maggior lavoro. Negli investimenti di medio termine occorre impegnare almeno un’ora al giorno per i controlli di routine, oltre che 2 o 3 ore al giorno nei giorni che precedono le svolte del mercato.

Se andiamo a confrontare il tempo dedicato a questo tipo di arco temporale, rispetto a quello del cassettista di lungo periodo, è facile calcolare che si impiega oltre il quadruplo del tempo in questa attività.

Man mano che punti a guadagni superiori, maggiore sarà il tempo che devi dedicarci. Chi vuole investire nell’intraday per guadagnarsi uno stipendio, avendo a disposizioni capitali ridotti, dovrà barattare il suo tempo in cambio del ricavo. In pratica deve lavorare durante tutta la giornata di Borsa come fosse un dipendente.

Quindi, più che domandare quanto tempo si deve impiegare per intraprendere l’attività di trading online, sarebbe meglio partire dal presupposto contrario: analizza la tua giornata e la tua attività lavorativa e vedi quanto tempo puoi dedicare al trading. In base al tempo che hai disponibile, andrai a investire nell’arco temporale più consono alla tua situazione.

Fare trading online è un’attività etica? Ho sentito dire che, se stai guadagnando soldi, li Stai sicuramente togliendo a un altro…

Ritengo che sia un’attività etica per un semplice motivo: quando fai trading aiuti l’economia.

Le aziende non si quotano in borsa per fare un piacere agli investitori, ma perché necessitano di capitali per l’espansione delle proprie attività.

Ogni azienda per ricevere capitali può puntare su 3 strade differenti: chiedere un prestito, emettere dei titoli obbligazionari, cedere una parte di se stessa.

I titoli azionari sono il modo di praticare la terza via. Quando compri le azioni di un’azienda che entra nel mercato, la stai in pratica finanziando diventando socio.

In un secondo momento, quando compri e vendi le azioni permetti agli altri di poter vendere e comprare i titoli.

Se non si potesse speculare sui titoli il mercato non sarebbe più liquido, chi investirebbe in un’impresa si ritroverebbe con i capitali murati vivi, questo renderebbe gli investimenti troppo rischiosi e alla fine nessuno finanzierebbe più le imprese.

Quando partecipi agli investimenti, a qualunque livello, dal cassettista allo scalper, stai investendo o permettendo agli altri di investire sulla crescita economica delle imprese e dell’economia.

Questo produce utili, merci e posti di lavoro. Quindi si tratta di un’attività etica nonché fondamentale.

Per quanto riguarda il pensiero successivo, devi sapere che questa considerazione, se pur vera nel brevissimo periodo, è in realtà una legenda metropolitana quando ci spostiamo nel lungo periodo. La borsa non è, come pensano tutti, un’attività a somma zero!

In borsa c’è la quotazione di tutta l’economia del mondo, quindi in buona sostanza tutti i soldi del pianeta.

L’economia mondiale, a parte qualche raro caso durato brevi periodi, è sempre andata in crescendo e quindi ha generato ricchezze crescenti.

La borsa è quindi un “gioco” a somma positiva, perciò i soldi guadagnati da X non devono per forza essere persi da Y ma potrebbero essere semplicemente una nuova emissione.

Quindi nel breve periodo, cioè nello scambio giornaliero o comunque nel breve periodo, il gioco potrebbe sembrare a somma zero con i soldi che si spostano dalla tasca di Tizio a quella di Caio, ma nel lungo periodo la somma degli attivi supera quella dei passivi. Se non fosse così, nessun investitore istituzionale impiegherebbe i suoi soldi in borsa…

Sento spesso parlare di piattaforme di trading per poter svolgere questo genere di attività. E’ davvero necessario servirsi di queste piattaforme, oppure se ne può fare a meno? Nel qual caso si decidesse di farne uso, come fare a scegliere quella più adatta alle proprie esigenze?

Dipende dal tipo di investimenti che si vuole fare e dagli archi temporali che si vogliono sfruttare.

Se si investe dal ciclo trimestrale in su, si può tranquillamente utilizzare un normale conto corrente bancario online con il dossier titoli aperto.

Io ad esempio ho un conto corrente della Mediolanum e uno della Unicredit e investo in azioni comprando semplicemente i titoli o gli etf.

Se invece si vuole investire in archi temporali più brevi, utilizzando leve, oppure in mercati come quello delle valute o delle commodities, allora in questo caso occorre utilizzare una piattaforma apposita e non il normale conto corrente bancario.

Io ne utilizzo uno basico ma molto efficiente e intuitivo che si chiama Plus 500, ma ne esistono molti altri come Oanda, Avatrade, eccetera. Alcuni permettono di investire su tutti i tipi di prodotti finanziari, altri sono specializzati solo sul forex o solo su opzioni binarie e così via.

Non esiste la piattaforma giusta per tutte le occasioni. Intanto devi controllare quelle regolarmente iscritte all’italiana CONSOB, per essere sicuro che non prendi qualche fregatura. Poi devi vedere in quale tipo di investimento ti vuoi specializzare e quindi scegliere la piattaforma che fornisce le condizioni migliori in base a ciò che vuoi tradare.

Utile controllare la funzione di calcolo delle plusvalenze e minusvalenze, per poi effettuare facilmente il calcolo delle imposte. Le piattaforme in genere non pagano il capital gain allo Stato, ma ti danno i ricavi lordi e poi tu devi calarli nella dichiarazione dei redditi. Se invece usi il normale conto corrente italiano il capital gain lo girano loro stessi allo Stato.

Una cosa che non deve assolutamente mancare è il sistema di trading simulato, detto anche demo, da usare per allenarti e fare pratica. Poi è consigliabile avere una piattaforma intuitiva e con la possibilità di settare i grafici nel modo ottimale. Quello che consiglio è di provarle in demo tutte, fino a quando trovi quella che giudicherai migliore per le tue specifiche esigenze

Quand’è che bisognerebbe comprare o vendere le azioni? Come posso fare per tenermi aggiornato in tal senso?

Le azioni si comprano o si vendono quando siamo in presenza di una svolta del mercato. Cosa significa? Significa che è cambiato il verso delle quotazioni. Comprerai azioni nel momento in cui il mercato finisce un trend ribassista e ne inizia uno rialzista. Viceversa venderai i titoli quando finisce un trend rialzista e ne inizia uno ribassista.

Per capire quando il mercato svolta, utilizzerai degli indicatori opportunamente settati per mettere in evidenza queste fasi. Non avrai mai il 100% di sicurezza in quanto capitano anche i falsi segnali, tuttavia un trading system fatto bene ti darà almeno il 75% di probabilità a favore il che significa che indovinerai tre volte su quattro.

Quando indovini lasci scorrere le quotazioni fino al nuovo punto di svolta, quando sbagli fissi un punto di uscita per limitare le perdite. Se fai questo bene, allora di sicuro grazie al trading online guadagnerai soldi nel corso del tempo.

Per ricavare le informazioni e tenerti aggiornato, si possono leggere diversi giornali e siti di settore. Si va dal classico Sole 24 Ore ai blog o siti tematici facilmente reperibili online, come per esempio Yahoo finanza. Questo almeno per conoscere i dati macroeconomici e le analisi del settore. Invece per quanto riguarda le quotazioni dei singoli titoli, puoi benissimo utilizzare le piattaforme di investimento in modalità demo.

Conclusioni

Ringraziamo Patrizio Messina per il prezioso contributo che ha voluto offrirci: grazie al suo intervento siamo riusciti a mettere giù diversi temi che abbiamo finora sviluppato poco su queste pagine.

La speranza è che questa lunga analisi possa essere di aiuto a chi vuole cimentarsi nel settore in maniera redditizia e con la maturità giusta che esso richiede.





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