Prestiti cambializzati 2016: come funziona il prestito con cambiale

I prestiti cambializzati sono una sottocategoria dei cosiddetti prestiti personali. Nel definire questa tipologia di prestito entra necessariamente in gioco l’importanza che assume la persona del soggetto richiedente. Come si evince dal nome, infatti, i prestiti personali sono strumenti che si caratterizzano per una forte componente di soggettività. In sostanza, non vi è una correlazione con l’utilizzo che si fa del capitale prestato, come invece avviene nei prestiti finalizzati, e non si ha nemmeno la presenza fisica di un bene o di un servizio. I prestiti finalizzati hanno come scopo ultimo quello di permettere al richiedente di acquistare un determinato bene presso un fornitore convenzionato con la società finanziaria. In questo caso chi eroga il prestito avrà anche la possibilità di rivalersi sul valore del bene in oggetto in caso di insolvenza del debitore. Il prestito personale, invece, risulta più rischioso, sotto questo punto di vista, per la banca che decide di accordarlo. Per questo motivo spesso vengono richieste delle garanzie accessorie di cui parleremo attentamente più avanti. Una volta che si è inquadrato il concetto di prestito cambializzato, occorre fare una precisazione molto importante per fornire un quadro completo ed esaustivo di questo strumento. Esso si bassa, infatti, sull’utilizzo delle cambiali per permettere il pagamento delle rate secondo il piano di ammortamento previsto. Le cambiali, quindi, assumo un ruolo centrale e non è possibile tralasciare la trattazione di questo concetto.

Che cosa sono le cambiali?

La cambiale, come indicato nel decreto numero 1669 del 1993, è un titolo di credito che viene solitamente utilizzato per dilazionare il pagamento di una certa somma di denaro. Questo documento attribuisce, a chi lo possiede, il diritto a ricevere una determinata prestazione e rientra nel novero dei cosiddetti titoli di credito. Capire bene questa definizione è fondamentale per comprendere il funzionamento del prestito cambializzato. Questo concetto, infatti, si ricollega a quello che viene solitamente definito l’unico difetto di questa tipologia di prestito. Se si richiede un prestito che sarà rimborsato tramite l’utilizzo di cambiali, infatti, ci si espone ad un rischio ben preciso.

Qualora ci si trovi in una situazione di insolvenza, o anche solo di difficoltà economica, si sarà soggetti a possibili ritorsioni da parte della società che ha concesso il credito. Infatti, la natura della cambiale è quella di titolo esecutivo. Questo significa che il titolare del diritto di credito, ad esempio la banca, potrà richiedere il pignoramento dei beni del debitore fino a concorrenza della somma a lei ancora dovuta. Tutto questo è possibile in forza del titolo di credito sottostante il prestito, il quale non impone al creditore la necessità di provare di essere realmente titolare di quella situazione giuridica soggettiva. Se si procede con il protesto del titolo, il patrimonio del debitore sarà soggetto a vendita fino alla realizzazione di una somma congrua a soddisfare le richieste ancora pendenti del soggetto finanziatore.

Vantaggi dei prestiti cambializzati

Una volta che si è compreso a fondo questo concetto, si può passare alla trattazione di tutti gli aspetti positivi del prestito cambializzato, quelli che gli permettono oggi di essere ancora molto richiesto ed utilizzato sul mercato finanziario. Infatti, nel 2016 è previsto un notevole aumento di questo strumento, un trend che è iniziato già da circa un paio d’anni e che potrebbe riportarlo ai livelli di utilizzo che si registravano negli anni ’70. In questo periodo, infatti, era largamente utilizzato il pagamento tramite cambiali e si richiedevano questi prestiti per una moltitudine di necessità finanziarie differenti. Essendo abbastanza semplice da ottenere, rispetto ad altri tipi di finanziamenti, quello cambializzato è spesso utilizzato senza un preciso scopo di acquisto. In sostanza, lo si utilizza anche per avere una liquidità immediata per affrontare problemi finanziari e temporanee impossibilità di percepire un reddito. Questo aumento è certamente da attribuire anche alla ritrovata fiducia nel mercato finanziario, da parte della maggioranza della popolazione. La crisi economica mondiale del 2008, infatti, aveva largamente minato la fiducia dell’opinione pubblica nei confronti del sistema credito e sopratutto di quello bancario. In seguito ad una lenta ripresa ed ai molti interventi normativi in materia di trasparenza bancaria, oggi si assiste ad una nuova, seppur timida, crescita della fiducia nel sistema finanziario. Questo aspetto è molto importante perché l’intero sistema creditizio si basa proprio su questo concetto, senza il quale non potrebbe reggersi in piedi tutto l’attuale funzionamento delle banche.

Funzionamento, interessi e requisiti prestiti cambializzati

L’economia moderna è molto complessa e necessita di trovare costantemente nuove soluzioni per reperire i fondi necessari per il suo funzionamento. Per questo motivo oggi nascono costantemente nuove tipologie di finanziamento e si assiste ad una crescente offerta di prodotti finanziari molto variegati. Nonostante questo fenomeno, il prestito fiduciario cambializzato ha mantenuto la sua funzione principale grazie alle sue caratteristiche di base. Esso, infatti, permette a tutti di ottenere un capitale, senza dover provvedere a rispondere a determinati requisiti obbligatori. Grazie a questo è molto spesso anche richiesto da precari o da disoccupati che incontrerebbero molte difficoltà nell’ottenimento di un altro tipo di prestito. Nel caso in cui si sia lavoratori autonomi, dipendenti o disoccupati, tuttavia, esistono differenti tipologie di garanzie richieste. Cerchiamo di carpire le principali differenze in questo senso.

Un lavoratore autonomo può sempre richiedere un prestito cambializzato, l’unica regola che deve rispettare è quella di provare la percezione di un reddito. Per fare ciò gli sarà indispensabile consegnare il modello unico della dichiarazione dei redditi, riferito all’ultimo periodo fiscale valido. Inoltre, il soggetto dovrà anche essere titolare di una polizza assicurativa che sia di importo correlato al valore del finanziamento richiesto.

Per i lavoratori dipendenti il procedimento è simile ma lievemente più semplice. In sostanza essi dovranno sempre provvedere a certificare il proprio reddito ma, in questo caso, potranno farlo semplicemente mostrando l’ultima busta paga ed il TFR già maturato. In questo caso non è necessaria la compresenza della polizza in quanto il profilo di rischio è già ridotto dal fatto che il soggetto sia titolare di un contratto da dipendente.

Per quanto riguarda la posizione di un disoccupato, invece, le cose sono leggermente differenti. Infatti egli non potrà mai dimostrare di avere una certa entrata fissa e questo deve essere in qualche modo compensato per poter ottenere il prestito. In questo caso sarà premura del richiedente trovare qualcuno che si comporti da garante nel suo rapporto con la società finanziaria. In questo modo il rischio dell’operazione sarà mitigato dalla compresenza di due debitori che rispondono dell’obbligazione con due patrimoni differenti. Questo è sufficiente a permettere alla banca di effettuare il finanziamento. 

Semplicità del prestito cambializzato

In molte tipologie di prestito la procedura non è così semplice. Solitamente, infatti, le banche e tutti gli altri operatori del mercato dei capitali, svolgono indagini molto più accurate per verificare la solidità patrimoniale del soggetto debitore. In genere il processo assume questi connotati. Il cliente della banca presenta la richiesta di ottenere un finanziamento. La banca contatta la Centrale dei Rischi e verifica la solvibilità del cliente. Una volta che la procedura di controllo da esito positivo allora si procede con l’accredito della somma pattuita.

La Centrale è un istituto molto importante che svolge il ruolo di archivio delle situazioni finanziarie di tutti i soggetti che fanno ricorso al mercato dei capitali. In sostanza ogni volta che viene concesso un qualsiasi tipo di finanziamento, la società che eroga l’importa comunica alla Centrale tutte le informazioni riguardanti quell’operazione. Periodicamente la banca informa l’istituto anche della puntualità del pagamento delle rate e degli eventuali problemi che siamo sorti durante il rapporto con il cliente. Tutte queste informazioni vengono immagazzinate ed attendo di essere nuovamente richieste. Quando un soggetto si presenta ad uno sportello per richiedere un nuovo finanziamento, l’istituto di credito non fa altro che richiedere la posizione debitoria di quel cliente alla Centrale dei Rischi. Essa fornisce tutte le indicazioni riguardanti i precedenti contratti del richiedente e permette alla banca di effettuare una valutazione molto accurata riguardo alla qualità dei pagamenti effettuati. Risulta abbastanza evidente che, qualora si abbiano avuti dei problemi con finanziamenti pregressi, si avranno grosse difficoltà ad ottenere nuovi capitali. Questo avviene perché la società finanziaria deve effettuare un’attenta analisi dei metodi in cui impieghi il proprio denaro.

Ogni operazione di prestito, infatti, ha insita dentro di sé una certa componente di rischio. Questo rischio risiede, sostanzialmente, nella possibilità che il capitale prestato non venga più rimborsato. Per questo motivo quando l’istituto di credito si trova di fronte ad un cliente che ha già avuto difficoltà nel pagare le proprie rate, tende a non erogare ancora denaro. Questa procedura di verifica viene effettuata ogni volta che si richiede un nuovo prestito, tranne che nel caso di quelli cambializzati. In questo caso la maggior garanzia per la banca è offerta proprio dalle cambiali, come si è enunciato sopra, e per questo non viene effettuato il controllo presso la Centrale. Risulta abbastanza chiaro che se si hanno avuti dei problemi con il pagamento di un precedente prestito, la soluzione del cambializzato è molto utile per riuscire comunque ad ottenere una certa linea di credito. Inoltre non dovendo dare spiegazioni circa l’impiego dei fondi ricevuti, è possibile ottenere una certa somma che permetta di superare un brutto periodo, con discreta facilità.

Perchè conviene il prestito cambializzato

I prestiti cambializzati, quindi, svolgono anche un ruolo di accesso al credito secondario per tutti coloro che hanno difficoltà a trovare un finanziatore. In un’epoca di crisi finanziaria, questo strumento assume quantomai un’importante ruolo sociale.

Esistono alcune limitazioni agli importi che si possono ottenere ed al periodo per il quale è possibile ottenere il prestito. Parlando degli importi occorre sottolineare che essi cambiano sia in base alle esigenze espresse dal cliente, sia in base alla sua categoria di consumatore. Infatti, essi varieranno se la richiesta dovesse essere fatta da un lavoratore autonomo oppure da uno dipendente. In generale i limiti fissati sono di circa 1500 euro per quanto riguarda il minimo erogabile e di 50 mila euro per il tetto massimo. Ovviamente ad importo maggiore sarà commisurata una rata maggiore per cui è sempre bene effettuare preventivamente dei calcoli realistici su quella che sia la necessità finanziaria precisa del richiedente.

Il periodo che viene utilizzato per l’ammortamento del prestito può andare dai 36 mesi fino ad arrivare a 120. L’ammortamento di un prestito è quel periodo di tempo che serve per rimborsare il capitale ricevuto, pagando contestualmente anche gli interessi maturati. In sostanza prima di accordare il prestito si redige un prospetto che indica le tempistiche con le quali dovranno essere effettuati i pagamenti, le modalità (in questo caso cambiali) e l’importo da pagare. La rata sarà quindi composta da una quota di interessi e da una di capitale. Il rimborso può avvenire secondo metodi di ammortamento differenti, tuttavia il più utilizzato nel nostro Paese è quello che prevede delle rate costanti. Con questo concetto si intende dire che il pagamento sarà sempre uguale ogni mese ma, si badi bene, la composizione della rata non lo sarà mai. Infatti la banca, o altra società che abbia concesso il prestito, opterà per una quota di capitali decrescente. Questo significa che la composizione delle rate sarà sbilanciata lungo tutto il periodo dell’ammortamento. In sosta avviene che, nel primo periodo, le rate avranno una quota di interessi molto alta ed una di capitale inferiore. Questo rapporto andrà poi pian piano invertendosi durante il periodo di riferimento. Questo metodo serve a garantire all’istituto di credito di incamerare subito quello che è il suo guadagno, ovvero l’interesse, e rientrare pian piano del capitale prestato. 

Interessi sui prestiti cambializzati: quanto mi costa?

In merito a questo concetto occorre fare due considerazioni molto importanti. La prima riguarda il ricavo della banca e l’altra la possibilità di effettuare un’estinzione anticipata del prestito e la convenienza di questa operazione. La società che offre in prestito una certa somma si priva fisicamente di quel denaro per consegnarlo al cliente. Questa privazione è, a tutti gli effetti, un sacrificio che viene sopportato in vista di un probabile guadagno. Quando, in economia, si sopporta un sacrificio, esso deve essere sempre remunerato. Il ricavo della banca sta proprio in quel tasso di interesse che viene applicato alla somma prestata. In sostanza essa viene pagata per aver permesso al cliente di avere a disposizione una somma immediata anche se lui non ha ancora guadagnato l’intero importo. Questo permette a tutti di effettuare acquisti con un capitale che in realtà non si possiede ancora, rimandando al futuro il rimborso dello stesso. Questo principio sta alla base dell’economia moderna e permette un’allocazione delle risorse più efficiente. Infatti sarebbe paralizzante per l’economia, la situazione in cui chi voglia investire ed abbia le idee per farlo non disponga dei mezzi finanziari necessari. Il ruolo della banca è proprio quello di raccordo tra offerta e domanda di mezzi finanziari e l’interesse è il suo ricavo per svolgere questa funzione.

Un altro aspetto molto importante che occorre trattare è la possibilità di estinguere anticipatamente un prestito. Anche nel caso di prestiti cambializzati è possibile effettuare questa operazione ma, prima di arrivare a prendere questa decisione, occorre conoscere pro e contro e capire quando veramente sia conveniente comportarsi in questo modo. Cerchiamo quindi di rielaborare quanto sopra indicato e di dare una risposta esaustiva a questo quesito. L’operazione di rimborso anticipato consiste nel pagamento del debito residuo in quel preciso momento con il conseguente scioglimento dell’obbligo contrattuale nato in sede di accensione del prestito. Con questo strumento il debitore si libera dai suoi vincoli e potrà richiedere un nuovo finanziamento quando ne avrà bisogno. I principali vantaggi di questa operazione sono proprio questi ma ciò che spinge un soggetto ad effettuarla è il risparmio in termini di pagamento degli interessi. Infatti, secondo la logica della composizione delle rate sopra espressa, non si dovranno rimborsare gli interessi relativi alle rate future. Questo risparmio può essere notevole solamente se si effettua l’estinzione nei primi anni del finanziamento. Infatti risulta abbastanza evidente che nell’ultimo periodo dell’ammortamento la quota interesse delle rate sarà relativamente bassa e non sussiste quel grande risparmio che ci si potrebbe immaginare. Per questo motivo l’estinzione sarà tanto più vantaggiosa quanto prima venga messa in atto. Se si arriva alla fine del rapporto e si decide comunque di operare in questo senso, si potrebbe anche incorrere in un problema scomodo. Infatti si rischia di liberarsi di una liquidità di cui si dispone, in vista di un risparmio tutto sommato irrisorio. Se si è alla fine delle rate non conviene, quindi, effettuare questa operazione ma, anzi, è preferibile mantenere il capitale per poter eventualmente ottemperare a spese impreviste. Anche in questo caso però c’è un’eccezione. Se infatti si desidera richiedere un nuovo prestito, la compresenza di un precedente potrebbe far titubare la banca nell’erogazione. In questo caso allora potrebbe essere conveniente estinguere il rapporto pregresso in favore di una maggiore facilità nell’ottenimento del nuovo finanziamento, anche se il risparmio degli interessi dovesse essere veramente esiguo.

Come ottenere un prestito cambializzato: modalità di erogazione del finanziamento

Circa le modalità di erogazione di questo tipo di prestito, occorre fare alcune precisazioni. Innanzitutto è bene sottolineare che solitamente il capitale prestato viene consegnato al richiedente tramite assegno circolare o, al massimo, tramite bonifico su conto corrente. Occorre però precisare che non è necessario essere titolari di un conto per poter accedere ad un prestito cambializzato e, questa, è un’altra importante caratteristica che lo rende sempre più richiesto. Infatti i pagamenti verranno effettuati tramite cambiali e non sarà necessario effettuare operazioni su conto corrente. Il tasso di interesse massimo che può essere applicato, è di circa il 16% ma solitamente si trovano condizioni di mercato ben più favorevoli. In ogni caso, prima di prendere una decisione definitiva, sarebbe sempre consigliabile muoversi tra vari operatori e farsi fare differenti preventivi. Questo permette di verificare le che le condizioni offerte siano eque ed inoltre si potrà trovare l’operatore che offre il miglior tasso possibile.

Come ottenere prestiti cambializzati online

Per muoversi al meglio in questo senso è consigliabile valutare attentamente anche le preposte che molti operatori del settore offrono solo online. Molto spesso, infatti, vengono create apposite condizioni contrattuali solo per coloro che accendono il prestito tramite la rete. Questa è un’importante occasione per cercare di ridurre al minimo il costo dell’operazione ed ottenere velocemente il proprio prestito. Quando si calcola il costo dell’operazione, comunque, non bisogna prendere in considerazione solamente il tasso d’interesse. Così facendo, infatti, si rischierebbe di incorrere in spiacevoli errori e veder lievitare successivamente il costo dell’intera trattativa. Le componenti che incidono maggiormente sul rimborso di un finanziamento, infatti, sono anche altre. Nel caso in cui si sia lavoratori autonomi, ad esempio, e si richieda un prestito cambializzato, si dovrà tenere sempre sotto controllo le spese da sostenere obbligatoriamente per la stipulazione della polizza assicurativa di cui abbiamo parlato. Un’altra voce che troppo spesso non viene considerata è quella relativa all’acquisto delle cambiali. Sebbene questo costo non sia di importo elevatissimo, andrà anch’esso ad incidere sul totale da pagare e quindi deve essere debitamente calcolato. Infine, in tutti i contratti bancari, sono presenti alcune voci di costo che vengono chiamate di apertura pratica e registrazione del contratto. Tutti questi costi sommersi sono facilmente individuabili si si leggono i foglio informativi che ogni banca deve mostrare ai propri clienti. Sebbene possa sembrare un lavoro molto faticoso, questo è molto importante per accertarsi precisamente di quelle che saranno le spese da sostenere. Grazie alla legge in merito alla trasparenza bancaria. Ogni istituto di credito deve provvedere a comunicare queste informazioni ari richiedenti di un prestito ed inoltre devono anche essere ben visibili all’interno degli uffici commerciali. Per cui basterà recarsi presso la filiale della banca con la quale si è deciso di accendere il prestito e prendere bene visioni di tutte le condizioni contrattuali che verranno applicate. 

Solitamente è possibile farsi un’idea del vero costo di un finanziamento prendere in considerazione il Tasso Annuo Effettivo Globale, il TAEG. Questo indicatore, infatti, condensa al suo interno sia il valore degli interessi calcolati sul capitale, sia tutte le spese accessorie di cui si è appena discusso. Il Tasso Annuo Netto, il TAN, invece, fa riferimento solo alla componente degli interessi e non rappresenta in modo veritiero il reale costo dell’operazione. 

In ultima analisi indichiamo che il limite massimo di età, per richiedere un prestito cambializzato, è stato fissato a 70 anni, mentre quello minimo è, ovviamente, attestato a 18 anni.

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Quale futuro per i finanziamenti con cambiali?

Il 2015 è stato un anno molto importante perché è ripresa l’erogazione del credito. Segno positivo per mutui e prestiti personali, probabilmente a causa del quantitative easing della BCE che ha prodotto un calo dei tassi e maggiore facilità nell’accedere a varie forme di finanziamento.

Come è noto, i principali istituti specializzati in prestiti personali preferiscono non erogare i prestiti cambializzati che, in qualche modo, rappresentano un’ultima spiaggia per coloro che purtroppo si vedono sbarrata la strada del credito. Risultano essere meno onerosi della cessione del quinto ma non sono immuni da svantaggi. Abbiamo parlato dell’utilizzo della cambiale: come forse non tutti sanno, essendo la cambiale un titolo esecutivo, in caso di mancato pagamento la procedura è molto più veloce perché non si passa per il più lento recupero crediti. L’esecuzione forzata, dunque, viene ad essere realizzata in maniera estremamente più veloce perché non è necessario provare l’esistenza del diritto: basta la cambiale stessa ad assolvere a questo. In questo modo, quindi, il creditore arriva velocemente al protesto senza incappare nel più lento procedimento che viene messo in moto per i prestiti personali.





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